Archivia Maggio 15, 2025

Calabria Verde, ritardi nell’erogazione della produttività. Fp Cgil pronta alla mobilitazione e ad azioni legali

Fp Cgil Calabria denuncia gravi ritardi nella validazione della relazione sulla performance di Azienda Calabria Verde da parte dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) regionale. A causa di tale ritardo, non è stato possibile procedere con l’erogazione della produttività per l’anno 2022 ai lavoratori.

“Questa situazione è intollerabile – affermano la Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari e il Segretario Fp Cgil Calabria Bruno Schipano – la pazienza dei lavoratori è ormai agli sgoccioli e quanto sta avvenendo contribuisce ad acutizzare ulteriormente il profondo malessere e il grave disagio avvertito dalle lavoratrici e dai lavoratori di Calabria Verde. Tali inadempienze si collocano all’interno di un contesto già precario anche a causa degli stipendi più bassi di tutto il pubblico impiego”.

“Il ciclo della performance degli enti pubblici è un sistema eccessivamente complesso e farraginoso che non riesce a garantire né precisione né puntualità nei pagamenti delle spettanze dovute. Lo ribadiamo con forza – aggiungono i sindacalisti -, non siamo più disposti ad accettare giustificazioni per i presunti impedimenti che determinano la legittima indignazione dei lavoratori e delle loro famiglie che subiscono un forte pregiudizio economico a causa dei continui ritardi, soprattutto in presenza di condizioni monoreddituali”.

“La FP Cgil chiede che vengano immediatamente rimossi tutti gli ostacoli alla liquidazione delle somme spettanti, ribadendo l’urgenza di garantire il rispetto dei diritti economici dei lavoratori. L’assenza di un intervento tempestivo e risolutivo comporterebbe inevitabilmente un inasprimento della protesta, che potrebbe sfociare in azioni più incisive, compreso il ricorso a vertenze legali per tutelare gli interessi dei lavoratori. Inoltre, non si escludono ulteriori azioni di mobilitazione sul territorio, con la partecipazione attiva degli stessi lavoratori coinvolti. L’obiettivo – concludono – resta quello di ottenere una soluzione definitiva e celere, che ponga fine a una situazione che sta diventando insostenibile”.

Ex Lsu e Lpu, fondo definanziato. I sindacati chiedono un incontro ad Occhiuto: “Pronti alla mobilitazione”

Un incontro urgente per discutere del definanziamento del Fondo ex Lsu e Lpu, scelta avvenuta da parte della Regione in maniera unilaterale e non rispettando l’accordo quadro del 14 marzo 2022. Lo chiedono Cgil Calabria, Fp Cgil Calabria e Nidil Cgil Calabria spiegando che l’accordo stabiliva che il fondo regionale, per come storicizzato, a partire dal 2022 avrebbe dovuto produrre un contributo pro-capite agli Enti utilizzatori di natura dinamica legato alle economie derivate dalle fuoriuscite di qualsiasi natura. Le risorse così accantonate avrebbero dovuto essere redistribuite sulla platea residua del bacino ex Lsu e Lpu per permettere agli Enti utilizzatori di aumentarne l’orario lavorativo.
In occasione della votazione dell’assestamento di bilancio in Consiglio regionale, è stata prevista la riduzione del fondo per oltre un milione per l’anno 2024 e di oltre 4 milioni per ciascun anno a seguire 2025 e 2026. Le risorse sono state destinate alla completa stabilizzazione dei lavoratori di Arpal Calabria. I sindacati tengono a precisare che, pur condividendo l’esigenza di reperire le risorse per la stabilizzazione di tutte le lavoratrici ed i lavoratori di Arpal, ex Azienda Calabria Lavoro, il provvedimento non ha coinvolto i sindacati e ha indotto gravi ricadute.
Infatti, le amministrazioni locali più deboli dal punto di vista finanziario, già in difficoltà in ragione dei tagli operati dalla legge di bilancio dello Stato, non avranno le risorse necessarie per incrementare l’orario dei lavoratori Lsu e Lpu e far raggiungere la piena contrattualizzazione oraria e, quindi, dopo, l’avvenuta stabilizzazione lavorativa, il diritto ad una retribuzione dignitosa, già sacrificata per molti di loro da inquadramenti sottodimensionati per semplificare i percorsi di stabilizzazione e contenere le spese.
Le organizzazioni sindacali, in attuazione ed applicazione della sottoscrizione del detto Accordo Quadro, chiedono un incontro urgente al presidente Occhiuto e all’assessore al Lavoro Calabrese annunciando in caso negativo di essere pronti a forme di protesta a tutela della dignità dei lavoratori coinvolti.

Progressioni ferme in Regione. Fp Cgil Calabria si rivolge ad Occhiuto: “Necessario un cambio di passo nella  gestione del personale”

“Quale sarà mai il problema oscuro che non consente ai bandi per le progressioni verticali da operatore esperto a istruttore e da istruttore a funzionario, pubblicati nel lontano dicembre 2023, di vedere ancora oggi, nel mese di maggio 2025, concluso il suo iter burocratico con la graduatoria definitiva?”. Lo chiede il Segretario Fp Cgil Calabria Bruno Schipano in una lettera indirizzata al presidente Occhiuto e all’assessore al Personale Filippo Pietropaolo.

“L’amministrazione regionale – afferma il sindacalista – continua incessante nella sua azione di messa a dura prova della pazienza dei dipendenti. Non ci possono essere più scusanti a fronte della registrazione di una dilatazione così esagerata della tempistica nella definizione delle procedure relative alle progressioni verticali tra le aree e ai differenziali stipendiali. La Fp Cgil non può che sposare l’incredulità dei dipendenti, che attendono dal 2008 lo sblocco delle progressioni tra le aree, per il giusto riconoscimento delle competenze possedute e maturate, e che tra l’altro dopo aver subito un colloquio valutativo non necessario, lo ribadiamo con forza ancora una volta, ora devono pure attendere, a causa di un’evidente inefficienza dirigenziale mesi e mesi la fine di questa lunga storia!”

“Non meno grave la realtà afferente la procedura dei differenziali stipendiali annualità 2023 – continua Schipano –  che coinvolge i funzionari della Giunta regionale della Calabria che, dopo avere preso visione della graduatoria provvisoria, pubblicata in netto ritardo, e segnalato tutte le storture della stessa, non sono neppure nella condizione di poter sapere se devono partecipare al nuovo, ormai vecchio bando del 2024”.

“È arrivato il momento di cambiare rotta! La tanto decantata efficiente macchina amministrativa fa, innegabilmente, acqua da tutte le parti e a farne le spese non possono essere certamente i dipendenti, i quali non vengano valorizzati e premiati come dovrebbero, nonostante il loro operato quotidiano spesso prestato in condizioni poco consone ad uffici di importante rilevanza quale dovrebbero essere quelli della Giunta regionale. Si invita – conclude – il Presidente Occhiuto e l’Assessore al Personale ad intervenire tempestivamente, affinché queste inefficienze non si elevino a sistema. Per una volta mettiamo al primo posto l’aspettativa delle lavoratrici e dei lavoratori. È importante che si lavori insieme per arrivare in tempi rapidi alla pubblicazione delle graduatorie definitive, che sono ormai aperte da troppo tempo e, più in generale, ad un cambio di passo nella gestione del personale della Regione Calabria”.

 

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