Archivia Gennaio 29, 2026

Giustizia, Fp Cgil invoca la stabilizzazione per tutti. Sit in domani a Catanzaro e Reggio

La notizia della stabilizzazione di 9369 precari assunti per il Pnrr conforta e gratifica l’Fp Cgil Calabria delle battaglie portate avanti. Non cambia però l’obiettivo: stabilizzazione per tutti! Ecco perché sabato 31 gennaio saremo in sit in davanti alle Corti d’Appello di Reggio Calabria e Catanzaro in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
A questo governo abbiamo molto da chiedere per il comparto giustizia, oltre alla stabilizzazione di tutti precari: nuove assunzioni, strutturazione dell’Ufficio per il processo, investimenti in tecnologia e innovazione, interventi seri sull’edilizia giudiziaria, valorizzazione di tutte le professionalità attraverso un nuovo ordinamento, passaggi economici e di area.
Ma non solo. Quest’anno l’inaugurazione dell’anno giudiziario sarà un passaggio istituzionale che si intreccia con la decisione del governo di avviare una revisione della Costituzione, aprendo uno scontro che investe direttamente l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione e incide sul lavoro quotidiano negli uffici giudiziari.
La riforma proposta non affronta i nodi strutturali del sistema. Non riduce l’arretrato, non accelera i tempi, non migliora la qualità del servizio, non rafforza i diritti di cittadinanza. Al contrario, rischia di alterare equilibri costituzionali delicati e di lasciare irrisolte, ancora una volta, le condizioni materiali in cui la giustizia opera.
La giustizia è un servizio pubblico essenziale, che vive del lavoro di migliaia di persone. Le problematiche non si superano con una revisione costituzionale, ma con scelte politiche chiare su investimenti, organizzazione e valorizzazione del lavoro. Senza stabilità, riconoscimento professionale e prospettive di crescita, nessuna riforma può produrre risultati concreti.
Bisogna investire risorse per rendere attrattivo questo ministero o si rischia la chiusura per mancanza di personale.
Sabato 31 gennaio a Reggio Calabria e Catanzaro dalle 9.30 i lavoratori della giustizia faranno sentire la loro voce!!

Giustizia, sit in della Fp Cgil il 31 gennaio davanti alla Corti d’Appello di Catanzaro e Reggio Calabria

precarigiustiziafpcgil

Stabilizzazione del personale precario, nuove assunzioni, strutturazione dell’Ufficio per il processo, investimenti in tecnologia e innovazione, interventi seri sull’edilizia giudiziaria, valorizzazione di tutte le professionalità attraverso un nuovo ordinamento, passaggi economici e di area.
Sono queste le rivendicazioni della Fp Cgil al centro dei presidi dei precari della giustizia che si terranno davanti alle Corti d’Appello di Catanzaro e Reggio Calabria sabato 31 gennaio a partire dalle 9.30 in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Quest’anno quel passaggio istituzionale si intreccia con la decisione del governo di avviare una revisione della Costituzione, aprendo uno scontro che investe direttamente l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione e incide sul lavoro quotidiano negli uffici giudiziari. La riforma proposta non affronta i nodi strutturali del sistema. Non riduce l’arretrato, non accelera i tempi, non migliora la qualità del servizio, non rafforza i diritti di cittadinanza. Al contrario, rischia di alterare equilibri costituzionali delicati e di lasciare irrisolte, ancora una volta, le condizioni materiali in cui la giustizia opera.
La giustizia è un servizio pubblico essenziale, che vive del lavoro di migliaia di persone. Con gli uffici sotto organico, i carichi di lavoro insostenibili, e senza la stabilizzazione di tutto il personale precario, le condizioni peggioreranno, con il ridursi delle lavoratrici e dei lavoratori. In più ci sono edifici inadeguati e una strumentazione informatica ancora non all’altezza dei compiti richiesti. Queste problematiche non si superano con una revisione costituzionale, ma con scelte politiche chiare su investimenti, organizzazione e valorizzazione del lavoro. Senza stabilità, riconoscimento professionale e prospettive di crescita, nessuna riforma può produrre risultati concreti.
Bisogna investire risorse per rendere attrattivo questo ministero o si rischia la chiusura per mancanza di personale, che ha un’età media di oltre 55 anni. La stabilizzazione dei 11.200 precari è un’esigenza e non una scelta, viste le carenze che si attestavano a 14.441 unità al 31 dicembre 2025 e un numero elevato e costante di pensionamenti su tutte le figure professionali. Nel triennio 2023/25 sono fuoriuscite oltre 7mila unità.

Carceri, Fp Cgil illustra al Provveditore dell’amministrazione penitenziaria regionale criticità e lacune

Una delegazione della Fp Cgil Calabria ha incontrato nei giorni scorsi il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria Lucia Castellano al fine di illustrare le urgenze e le criticità delle carceri calabresi individuate dal sindacato.

Il Segretario Fp Cgil Calabria Bruno Talarico, il Coordinatore regionale Fp Cgil Polizia Penitenziaria Angelo Boeti, la Coordinatrice provinciale Fp Cgil Polizia Penitenziaria Cosenza Lucia Covello hanno evidenziato importanti lacune nell’organizzazione del lavoro in termini di efficacia ed efficienza; è stata chiesta la verifica sulla programmazione dei turni di piantonamento negli ospedali in ambito regionale nonché su eventuali accumuli di straordinario da fruire quali riposi compensativi.

I sindacalisti hanno poi denunciato, tra l’altro, provvedimenti provvisori di mobilità poco trasparenti all’interno degli istituti; sperequazione nei tempi di lavorazione nelle pratiche inerenti il personale di Polizia Penitenziaria; la mancata rotazione del personale in alcuni posti di servizio nell’ambito di determinati istituti penitenziari; la mancanza di direttore e comandante titolare a Rossano, anche se la competenza ricade nel Dap di Roma.

La Fp Cgil ha poi chiesto l’impiego dei sottufficiali nei servizi di sorveglianza generale laddove vi è  congrua presenza, esentando da tale incarico gli assistenti capo coordinatore.

Al termine dell’incontro la delegazione ha registrato una forte e determinata attenzione da parte del Provveditore sulle questioni rappresentate.

Azienda Zero, Fp Cgil e Uil Fpl denunciano inefficienze e comportamenti antisindacali

Non certo positive sono state le attenzioni rivolte dalla Corte dei Conti nei mesi scorsi in una delle recenti relazioni su Azienda Zero. L’ente di governance della sanità regionale istituito nel 2021 con la legge regionale numero 32, risulta ancora in ritardo. A quattro anni dalla sua nascita, il processo di subentro nelle funzioni della gestione sanitaria accentrata (GSA) e delle aziende sanitarie risulta ancora parziale. Il direttore generale non ha indicato una tempistica precisa per l’avvio delle funzioni strategiche. Secondo la Corte, questo ritardo mantiene “un quadro non ancora del tutto delineato”, con effetti negativi sulla capacità gestionale del sistema sanitario calabrese.

Forse è per questo che con una certa fretta, in totale contrasto con le norme di riferimento, e in spregio alle corrette relazioni sindacali, Azienda Zero convoca solo alcune sigle a discutere di trasferimento del personale operante nell’emergenza urgenza, con tanto di modifica di Datore di Lavoro, accampando la scusa della mancata sottoscrizione del Contratto nazionale che nulla ha a che fare con il trasferimento di funzioni e personale, materie regolate per legge sovraordinata al Contratto. Non certo un affare di poco conto, atteso che è in discussione uno sei servizi più delicati e allo stesso tempo più critici del Servizio Sanitario regionale. Lavoratori e cittadini sanno bene quanto pesano le carenze di personale in questo settore che, insieme ad una governance accentrata recentemente e disfunzionale, hanno determinato condizioni di lavoro insostenibili e gravi disservizi ai pazienti.

Stiamo parlando non di poche, ma di oltre 1200 persone che, alcuni presunti risolutori, intenderebbero, alla stregua di un gregge. trasferire in un nuovo recinto. Non attraverso una transumanza ma caricandoli in dei vagoni merci con direzione incerta.

Forse sfugge ad Azienda Zero che il trasferimento di personale tra aziende pubbliche in Italia, richiede ancora, obbligatoriamente un’informativa e una consultazione sindacale preventiva da parte di cedente e cessionario (art. 47 L. 428/1990). Particolare tutela spetta inoltre ai rappresentanti sindacali (RSU) che necessitano del nulla osta dell’organizzazione di appartenenza per essere trasferiti, per evitare condotte antisindacali. A meno che la condotta antisindacale sia diventata uno scudetto di cui fregiarsi, cosa che alle latitudini prossime alla località Germaneto di Catanzaro è ormai una regola. Come al solito si predica bene e si razzola male.

Allo stesso modo sfugge che Azienda Zero non ha la propria rappresentanza sindacale, non ha il fondo denominato “Fondo risorse decentrate” destinato alla contrattazione integrativa ed ai trattamenti accessori, tantomeno mai ha attivato un contratto decentrato Integrativo. Così, nel mentre la Calabria affoga nei suoi problemi sanitari, con la gente spesso disperata per le inefficienze e la negazione di cure, Azienda Zero apparecchia un tavolo con quattro interlocutori per decidere le sorti del personale dell’Emergenza Urgenza.

Tradotto, in pochi dovrebbero decidere le condizioni di lavoro da applicare nella nuova Azienda. Altro che il trasferimento volontario preannunciato dalla stampa!

Non meglio si prevede riguardo l’accelerazione sulla GSA le cui funzioni vengono trasferite ad Azienda Zero, ma esercitate di fatto da personale in avvalimento del Dipartimento della Salute, anche qui bypassando il confronto sindacale e senza alcuna trasparenza sulle motivazioni e i criteri di scelta sulle unità di cui avvalersi, evidentemente in ragione di una carenza palese di personale per esercitare tale fondamentale funzione.
Dovremmo chiederci perché le prime fasi che hanno riguardato altri trasferimenti di personale dalle Aziende Sanitarie Provinciali sempre ad Azienda Zero, siano stati caratterizzati da opzioni di scelta e addirittura perfezionati da colloqui. Forse il personale dell’emergenza urgenza va trattato diversamente da chi si occupava nelle ASP di gestione del personale o informatica?

Mai in Calabria nei 30 anni precedenti sono stati trasferiti da una azienda pubblica ad una altra azienda pubblica oltre 1200 persone.

Per il trasferimento di deleghe e personale dalle province alla Regione ci furono appositi tavoli tecnici alla presenza di tutti gli attori coinvolti che durarono oltre 1 anno e nel rispetto delle prerogative sindacali, i componenti delle RSU dalle province furono trasferiti in Regione mantenendo la loro carica di eletti.

Oggi, qualcuno pensa di far perdere a decine di eletti la loro carica di rappresentante dei lavoratori. Ma a chi giova questo teatrino?

La Fp Cgil e la Uil Fpl nel corso del recente incontro avuto con il presidente della giunta Regionale e i dirigenti generali in materia di sanità, hanno ampiamente chiarito che tuteleranno in tutte le sedi competenti i propri iscritti e le proprie rappresentanze. Quanto sta accadendo è un affronto alle regole democratiche e ai più elementari principi sindacali.

Dove è finita L’Azienda Zero nata per perseguire la razionalizzazione, l’integrazione e l’efficientamento dei servizi sanitari, socio-sanitari e tecnico-amministrativi del Servizio sanitario regionale, con modalità partecipative basate su percorsi improntati alla massima trasparenza, alla condivisione responsabile, nel rispetto del principio di efficienza, efficacia, razionalità ed economicità nell’impiego delle risorse?

Forse in molti non hanno riletto la Legge regionale di istituzione, oppure pensano che le modalità partecipate e la Trasparenza siano da affrontare solo con chi riverisce.

Alessandra Baldari – Segretaria Generale Fp Cgil Calabria

Walter Bloise – Segretario Generale Uil Fpl

Copyright CGIL Calabria © 2026 | Powered By Intervideo