Piano di rientro, Schipano (FP Cgil Calabria): “No a toni trionfalistici, l’emergenza continua”

“Occorre usare prudenza prima di usare toni trionfalistici nell’annunciare l’approvazione del piano di rientro dal debito sanitario 2026-2028 e la fine del commissariamento”.

Lo afferma il Segretario Generale Fp Cgil Calabria Bruno Schipano che precisa: “Consiglio dei Ministri, Corte dei Conti e Conferenza Stato-Regioni non hanno cancellato con un colpo di spugna le sabbie mobili nelle quali versa la sanità calabrese. Al contrario, sono stati rimarcati e sottolineati i drammatici numeri che descrivono l’emergenza urgenza, l’emigrazione sanitaria, i Lea, la prevenzione. Se il piano di rientro dovesse fallire gli obiettivi richiesti, la Calabria rischia di tornare sotto commissariamento”.

Schipano illustra i campanelli d’allarme: “La fine del commissariamento è stata decisa in presenza del persistere di gravi fattori di rischio critico. Un debito sanitario pregresso di 873 milioni (89% definito secondo il Piano), mobilità passiva di circa 50mila ricoveri l’anno verso altre regioni, carenze di personale, medicina territoriale assente, un servizio di emergenza-urgenza lacunoso e livelli essenziali lontani dagli obiettivi minimi”.

Il Piano di Rientro punta molto sul ruolo di Azienda Zero, alla quale sarà affidata la gestione centralizzata del reclutamento del personale e dei sistemi digitali. Tra il 2010 e il 2011 la Calabria ha perso il 24 per cento del personale sanitaria. Un dato quasi cinque volte maggiore della media delle altre regioni.  “Ma Azienda Zero non è la panacea di tutti i mali – chiarisce Schipano -. Nelle scorse settimane più volte abbiamo evidenziato le sue fragilità. A partire dalla mancanza di fondi propri e dal conseguente meccanismo di svuotamento della casse delle asp provinciali”.

“Non è possibile accettare un sistema di riorganizzazione che punta ad un nuovo apparato senza inserire nuova linfa – aggiunge -. Sistemi come l’emergenza urgenza soffrono la carenza di operatori sanitari sia in corsia che a bordo delle ambulanze. Il personale delle altre aziende non può essere dislocato temporaneamente su Azienda Zero e non sostituito. Se si vogliono raggiungere gli obiettivi bisogna assumere con contratti a tempo indeterminato e potenziare la medicina territoriale”.

“Il diritto alla salute e i diritti dei lavoratori – conclude Schipano – non possono essere piegati a logiche trionfalistiche e racconti romanzati”.

Concorso Ripam, Fp Cgil Calabria: “A Bova Marina un test di sopravvivenza, non una prova di merito”

“Per i candidati al concorso Ripam arrivati dalle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, la prova che avrebbe dovuto valutare la loro preparazione e le loro competenze si è trasformata prima di tutto in una dura prova di tenuta e resistenza fisica. La sede scelta per il concorso, un capannone isolato in mezzo alla campagna di Bova Marina, difficile da raggiungere, ha mostrato criticità inaccettabili”.

A lanciare la denuncia è la Fp Cgil Calabria che spiega che “il PalaBova che sui canali ufficiali veniva presentato come un polo fieristico all’avanguardia e come sede ideale per gare e concorsi pubblici si è rivelato una struttura del tutto inadeguata, trasformando una giornata decisiva per il futuro di centinaia di persone in un’esperienza al limite del grottesco”.

“Oltre la difficoltà nel raggiungere uno stabile in mezzo al nulla e il degrado circostante – afferma il Segretario Generale Bruno Schipano – i candidati raccontano di attese sfiancanti sotto al sole, con temperature proibitive, per avere accesso alla struttura a causa di un ingresso con dimensioni ridotte e sproporzionate rispetto all’afflusso di persone”.

Uno scenario non dignitoso, sottolinea Schipano che poi denuncia come anche all’interno dello stabile la situazione non sia migliorata, a causa della totale mancanza di aria condizionata. “Rimedi di fortuna per tentare di alleviare il clima asfissiante – spiega – pochissimi ventilatori del tutto inefficaci in uno spazio così vasto e la scena surreale di una persona, probabilmente un addetto della struttura, che sperava di dare refrigerio annaffiando la parte esterna del capannone con una semplice pompa dell’acqua. Denunciamo, pertanto, una condizione estrema che ha mostrato a pieno l’assenza di rispetto per la salute dei candidati da parte dell’Ente organizzatore”.

“In queste condizioni surreali hanno dovuto svolgere la prova anche donne in stato di gravidanza, esposte a uno stress fisico e psicologico insostenibile e del tutto evitabile. A completare il quadro, il totale abbandono riservato agli accompagnatori: nessun riparo, nessun comfort, zero servizi. Decine di familiari sono stati costretti ad attendere per ore all’esterno in mezzo alla campagna. Il futuro lavorativo di centinaia di persone affidato non alla loro preparazione, ma alla loro capacità di resistere, in condizioni disagiate al caldo torrido”, rimarca il Segretario Generale.

“L’espletamento di un concorso pubblico nazionale – prosegue – dovrebbe avvenire garantendo a tutti i candidati le stesse condizioni di partenza, in un ambiente confortevole, dove ad essere valutati dovrebbero essere il merito e la preparazione e non trasformarsi per alcuni in un test di sopravvivenza. La ricerca di un’occupazione e il diritto ad accedere a un concorso pubblico, difatti, non possono seguire modalità che calpestano la dignità, mettendo a rischio la sicurezza e la salute dei cittadini”.

La Fp Cgil Calabria – conclude Schipano –  esige chiarimenti dagli enti responsabili sull’idoneità e sui costi di una location privata rivelatasi palesemente inadeguata in termini di accessibilità, impianti di climatizzazione, spazi d’accesso idonei e servizi minimi per chi attende. Non è ammissibile sperperare risorse pubbliche in maniera così superficiale a discapito dei cittadini e dei futuri lavoratori che andranno ad operare a servizio della collettività. Pretendiamo l’istituzione di criteri vincolanti per le future sedi d’esame che garantiscano accessibilità reale ed impianti di climatizzazione efficienti! Il futuro delle persone non è barattabile con la sicurezza e la salute”.

Fp Cgil: “Bene gli incrementi orari nell’Asp di Vibo ma ora serve  un piano straordinario di assunzioni”

“Un punto di svolta fondamentale per la dignità del lavoro nella sanità calabrese. Così il Segretario Generale Fp Cgil Calabria Bruno Schipano e il Segretario Generale Fp Cgil Area Vasta Luciano Contartese commentano la firma della delibera n. 392/CS da parte del Commissario Straordinario dell’Asp di Vibo Valentia Angelo Vittorio Sestito.

Il provvedimento concretizza finalmente l’incremento orario e il completamento del tempo pieno per 11 lavoratori del comparto amministrativo, precedentemente penalizzati da contratti a tempo parziale”

“Come Fp Cgil – affermano Schipano e Contartese – esprimiamo profonda soddisfazione per un atto che accoglie le storiche rivendicazioni sindacali volte al superamento del precariato e del sotto-utilizzo del personale. Nello specifico, la delibera dispone la trasformazione contrattuale a far data dal primo luglio 2026, garantendo il passaggio a 36 ore settimanali (tempo pieno) per otto assistenti amministrativi e un Coadiutore Amministrativo, nonché  l’incremento a 18 ore settimanali per ulteriori due unità”.

“Questo risultato non rappresenta solo una legittima vittoria contrattuale per gli 11 dipendenti coinvolti, ai quali viene finalmente garantita stabilità economica e prospettiva professionale, ma costituisce un tassello strutturale indispensabile per la funzionalità degli uffici dell’Asp vibonese”, dichiarano.

“La macchina tecnico-amministrativa della sanità regionale – proseguono Schipano e Contartese –  è da anni in grave affanno a causa del blocco del turnover e di organici ridotti all’osso. Potenziare il monte ore di chi è già in servizio significa ottimizzare le risorse interne e dare risposte più rapide ed efficienti all’utenza, che quotidianamente sconta i disagi di un sistema sanitario depotenziato”.

Il sindacato non abbassa la guardia. “Ora serve un piano straordinario di assunzioni. Il completamento orario di questi lavoratori è un atto di giustizia interna, ma la sanità calabrese necessita di una vera e propria terapia d’urto. Chiediamo alla Regione Calabria e a tutte le Aziende Sanitarie e Ospedaliere di procedere a un’immediata mappatura dei vuoti in organico. È urgente varare un piano straordinario di assunzioni stabili, che riguardi tanto il personale sanitario (medici, infermieri, OSS) quanto il personale tecnico-amministrativo, colonna vertebrale dei servizi” dicono i due Segretari Generali.

Solo investendo sul lavoro stabile, sicuro e di qualità si potrà effettivamente garantire il diritto costituzionale alla salute in Calabria e arginare il drammatico fenomeno della migrazione sanitaria. La FP CGIL continuerà a vigilare e a mobilitarsi in ogni territorio affinché i diritti di tutti i lavoratori siano pieni e inderogabili.

Indennità di Pronto Soccorso, Fp Cgil Calabria: “Accordo firmato senza confronto e con gravi esclusioni”

L’accordo sulle linee guida regionali per l’indennità di Pronto Soccorso, firmato presso la Regione lo scorso 25 giugno, esclude diverse figure impiegate nell’emergenza-urgenza. A denunciarlo è la Fp Cgil Calabria sottolineando di non essere stata convocata al Tavolo.

In una lettera indirizzata al presidente Occhiuto e al dipartimento regionale Salute e Servizi Sanitari, il Segretario Generale Bruno Ferdinando Bruno Schipano fa notare che l’accordo riconosce l’indennità di Pronto Soccorso esclusivamente al personale formalmente assegnato al Ps (professionisti della salute e funzionari, operatori e personale di supporto), escludendo il personale del SUEM 118, ivi comprese le Centrali Operative; i punti di primo intervento; i Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologici e Pediatrici.

“Questa esclusione è una scelta deliberata, e la FP CGIL la contesta sul piano contrattuale – afferma Schipano – L’art. 69 del CCNL Comparto Sanità 2022/2024, così come il previgente art. 107 comma 4 del CCNL 2019/2021, identifica come destinatari il personale dei servizi di emergenza-urgenza. La norma contrattuale non circoscrive l’ambito ai soli Pronto Soccorso ordinari ma, al contrario, lascia alle parti regionali il compito di individuare i servizi, in coerenza con la finalità compensativa dell’istituto, ovvero il disagio derivante dall’attività prestata in specifici contesti ad alta intensità assistenziale”.

“Il Suem 118 – ribadisce il Segretario – eroga assistenza di emergenza-urgenza sul territorio con le medesime caratteristiche di criticità, imprevedibilità e pressione psicofisica che contraddistinguono il Pronto Soccorso. I PS Ostetrico-Ginecologici e Pediatrici gestiscono urgenze che nessun professionista della salute considera ordinaria attività clinica. I PPI (Punti di primo intervento) costituiscono il primo filtro territoriale dell’emergenza. Sostenere che questi servizi non rientrino nella ratio dell’istituto richiede una giustificazione che l’accordo non fornisce”.

Per Schipano la logica applicata con l’ultimo accordo è, inoltre, in netto contrasto con i precedenti: “Si retrocede da un perimetro più ampio a uno più ristretto, in assenza di modifiche normative o contrattuali che lo giustifichino. Questa discontinuità non è solo incoerente: produce una disparità di trattamento tra lavoratori che svolgono funzioni analoghe in servizi analoghi, rispetto a quanto riconosciuto negli anni precedenti”.

“La Fp Cgil ritiene – prosegue – che la distribuzione di risorse contrattuali debba seguire criteri di equità sostanziale, non di convenienza formale. L’esclusione di interi segmenti organizzativi non riduce il monte risorse: lo concentra su una platea più ristretta, con l’effetto paradossale di premiare di più alcuni e di non riconoscere nulla ad altri che svolgono funzioni equivalenti”.

Per nulla trascurabile, inoltre, la mancata convocazione della Fp alla discussione e firma dell’accordo: “Non è un incidente isolato –  precisa Schipano – e ripropone una questione strutturale nel sistema di relazioni sindacali in Calabria: la tendenza a concludere accordi in condizioni di partecipazione incompleta, con organizzazioni convocate tardivamente o non convocate, e a non concedere tempi di riflessione adeguati su testi articolati che producono effetti economici rilevanti e pluriennali”.

“Un accordo di questa importanza – conclude il Segretario – non si firma al buio. Procedere immediatamente alla firma, ignorando i tempi minimi della democrazia sindacale, svilisce il valore della contrattazione e produce intese deboli, contestate già il giorno successivo”.

Ecco perché la Fp Cgil Calabria ha chiesto la riapertura del confronto sull’accordo del 25 giugno 2026, con convocazione di tutte le organizzazioni sindacali, in ragione della rappresentanza; la revisione del perimetro dei destinatari dell’indennità, con reintegro del SUEM 118 (incluse le Centrali Operative), dei PPI e dei PS Ostetrico-Ginecologici e Pediatrici; l’adozione di procedure che prevedano tempi minimi di trasmissione dei testi prima della firma degli accordi, garantendo a tutte le parti un esame adeguato dei contenuti.

 

Sanità, FP CGIL : “Le graduatorie pubbliche non si aggirano con le agenzie interinali”

“Chiediamo formalmente ad Azienda Zero e alla Regione Calabria di rendere pubblico il cronoprogramma per l’espletamento del concorso da 300 posti di infermiere già bandito e ancora non espletato. La procedura deve concludersi in tempi certi e rapidi. Non è accettabile che 2.700 candidati attendano l’esito di un concorso già bandito mentre le aziende sanitarie alimentano il mercato privato del lavoro interinale”.

Lo afferma il Segretario Generale Fp Cgil Calabria Bruno Ferdinando Schipano commentando l’avvio da parte di Azienda Zero di una procedura di reclutamento urgente di personale a tempo determinato per il 118 di Tropea, nonché nelle Asp di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza.

“Si tratta di una soluzione tampone insufficiente. Che non risolve minimamente la carenza strutturale di personale e non cancella l’irrazionalità di bloccare i canali di assunzione ordinari e stabili. Questo non è un paradosso amministrativo. È una scelta politica. E come tale va giudicata”, sottolinea Schipano.

La FP CGIL Calabria chiede:

  • ad Azienda Zero: la pubblicazione immediata del cronoprogramma per l’espletamento del concorso da 300 posti di infermiere già bandito, con oltre 2.700 domande pervenute.
  • a tutte le ASP calabresi: la pubblicazione dello stato aggiornato delle graduatorie di OSS e infermieri attive e non scadute, con indicazione del fabbisogno residuo e avvio immediato delle procedure di scorrimento.
  • all’ASP di Vibo Valentia: la sospensione del ricorso all’agenzia interinale per la copertura dei posti negli Ospedali di Comunità di Tropea e Soriano, e l’avvio contestuale delle procedure di assunzione ordinaria.
  • all’ASP di Cosenza: il recepimento delle ragioni poste alla base della diffida degli oss idonei e l’avvio dello scorrimento delle graduatorie vigenti, con esclusione di qualsiasi forma di reclutamento esterno finché le graduatorie non siano esaurite.
  • alla Regione Calabria: la convocazione urgente di un tavolo con le organizzazioni sindacali, il Commissario ad Acta e i Direttori Generali delle ASP, per definire un piano straordinario di assunzioni stabili coerente con il fabbisogno PNRR e con le disposizioni sul pubblico impiego.

“La graduatoria pubblica non è uno strumento burocratico: è un patto con i lavoratori. Chi partecipa a una selezione pubblica lo fa perché crede che il merito, e non la conoscenza o la fortuna, determini l’accesso al lavoro. Quando un’azienda sanitaria aggira quella graduatoria ricorrendo a un’agenzia privata, non viola solo una norma: viola quel patto.  Chiediamo alla Regione Calabria e al Commissario ad Acta per la Sanità – conclude Schipano – di chiarire pubblicamente quale modello occupazionale si intende adottare per le strutture PNRR. La risposta non può essere l’interinale”.

È Schipano il nuovo Segretario Generale Fp Cgil Calabria. Sanità pubblica e enti locali le priorità

Bruno Schipano, eletto Segretario Generale Fp Cgil Calabria

È Bruno Schipano, già componente di Segreteria della Fp Cgil Calabria, il nuovo Segretario Generale della Funzione Pubblica Cgil Calabria.

L’elezione è arrivata al termine di una assemblea generale alla quale hanno preso parte il Segretario Generale Federico Buzzanca, il Segretario Organizzativo Fp Cgil Nazionale Mauro Puglia, il Segretario Generale Cgil Calabria Gianfranco Trotta.

“Assumo la guida della Fp Cgil Calabria con grande responsabilità, consapevole che la nostra priorità assoluta è il rilancio della sanità pubblica. Ci batteremo per un piano straordinario di assunzioni che permetta l’abbattimento immediato delle infinite liste d’attesa e rallenti drasticamente la drammatica migrazione sanitaria dei nostri cittadini”, ha dichiarato Schipano. “Altrettanto urgente è accendere i riflettori sulla fragilità strutturale degli enti locali calabresi, ormai al collasso per la carenza di personale. Ringrazio – ha aggiunto – le compagne e i compagni per la fiducia, unitamente alla segreteria nazionale e quella confederale regionale per aver proposto il mio nome alla guida della Fp Cgil Calabria: saremo da subito in prima linea per valorizzare il lavoro pubblico, contrastare il precariato e garantire alla Calabria il diritto costituzionale alla salute e a servizi efficienti”.

Ad Alessandra Baldari, Segretaria Generale uscente, Fp Cgil Calabria rivolge i più cari e sinceri ringraziamenti per il lungo percorso fatto nel quale ha dimostrato impegno, dedizione e passione, nonché un’incontenibile energia nel sostenere e affrontare le tante sfide del comparto pubblico.

Giustizia, l’11 maggio a Catanzaro il sit in della Funzione Pubblica Cgil

“L’intero sistema giustizia rischia di venir meno alla sua funzione di servizio pubblico fondamentale se non si adottano nell’immediatezza misure necessarie”. Lo affermano Fp Cgil Calabria e Fp Cgil Area Vasta che hanno organizzato il prossimo 11 maggio un sit e in e un’assemblea sindacale con i lavoratori precari e a tempo indeterminato della giustizia.

L’iniziativa rientra nel perimetro della manifestazione nazionale “Un’altra idea di giustizia” e mira a fare il punto su vecchie e nuove criticità dell’apparato.

In particolare, il sindacato rivendica la carenza di personale che attanaglia tutti gli uffici giudiziari e denuncia come le stabilizzazioni di circa 9.368 lavoratori del Pnrr, previste per il primo luglio 2026, non basteranno a colmare i vuoti d’organico di oltre il 40 per cento.

Inoltre, sottolinea Fp Cgil, allo stato l’amministrazione lascerebbe a casa 1500 unità di lavoratori del Pnrr che dovranno sottoporsi ad un’altra procedura concorsuale con il rischio di perdere le funzioni professionali o addirittura la sede.

Per i lavoratori a tempo indeterminato la sigla punta alla riqualificazione e valorizzazione di tutto il personale tramite il riconoscimento delle competenze e professionalità acquisite, il diritto alla carriera e a posizioni organizzative negate dall’immobilismo dell’amministrazione.

Durante l’incontro dello scorso 29 aprile, la Cgil, convocata separatamente in quanto non ha sottoscritto il CCNL 2022/2024, ha espresso la sua contrarietà al nuovo ordinamento, in quanto cambia il nome “profili” in “famiglie”, confermando cancellieri e assistenti giudiziari nell’area degli assistenti e i direttori qualifica ad esaurimento come previsto nell’area dei Funzionari.

In pratica, si cambia tutto per non cambiare niente, senza prevedere le figure professionali dei lavoratori del Pnrr Aupp (addetti all’ufficio del processo), Tecnici e Data Entry.

Fp Cgil confida che l’amministrazione proceda alle progressioni verticali in deroga all’Art.18 CCNL 2019/2021, i cui fondi scadono il 30 giugno 2026, procedendo allo svuotamento dell’area degli operatori nell’area Assistenti e facendo transitare nell’area dei Funzionari il personale che svolge assistenza al magistrato in udienza, nonché dei contabili.

Infine, chiede per gli operatori giudiziari part-time stabilizzati a marzo 2026 la trasformazione del contratto a Full-Time.

Il sit in si svolgerà dalle 9.45 a piazza Matteotti, a seguire si terrà assemblea sindacale con la coordinatrice nazionale Fp Cgil Giustizia Felicia Russo presso il Tribunale Ordinario di via Argento.

Consultori, dalla CGIL analisi e proposte per tutelarli e rilanciarli

Consultori Familiari, Alessandra Baldari Fp Cgil Calabria

Si è tenuta a Reggio Calabria l’iniziativa promossa da Spi Cgil Calabria, Fp Cgil Calabria e Cgil Calabria “Consultori familiari, un bene da difendere”. All’evento, patrocinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, sono intervenuti, tra gli altri, la Segretaria Generale Spi Cgil Nazionale Tania Scacchetti e il Segretario Generale Fp Cgil Nazionale Federico Buzzanca, nonché la Dg dell’Asp di Reggio Calabria Lucia Di Furia, l’assessore al Welfare della Città Metropolitana di Reggio Calabria Lucia Anita Nucera, il Dg del Dipartimento Salute della Regione Calabria Ernesto Esposito e Serena Donati, dirigente di Ricerca dell’Iss.

Drammatica la fotografia e la geografia dei presidi calabresi.  Per legge dovrebbe esserne previsto uno ogni 20mila, ma la realtà calabrese è molto distante da questa prospettiva.

L’Asp di Catanzaro è tra le aziende provinciali quella con la forbice più ampia tra programmazione e realtà (solo 5 i consultori attivi su 17 programmati). L’Asp di Vibo Valentia ha il tasso di attivazione più basso rispetto alla popolazione (solo 3 presidi attivi), mentre l’Asp di Cosenza, nonostante il numero assoluto più alto di consultori, non riesce, a causa della vastità del territorio, a coprire con 23 centri attivi la domanda delle zone interne.

Nel territorio di Crotone il fabbisogno teorico prevede 12 consultori ma quelli attivi sono solo 4, mentre nel territorio di Reggio Calabria sono addirittura 14 i consultori mancanti.

“Il tema è riappropriarsi di un servizio importante e della sua funzione – ha affermato la Segretaria Generale Spi Cgil Nazionale Tania Scacchetti -. I consultori vanno difesi nell’ottica di un loro rilancio e di una delocalizzazione dei servizi, affinché si esca da un’ottica ospedalocentrica. Per poterlo fare servono risorse, finanziamenti e personale”.

Necessaria anche un’integrazione nei consultori dei “Spazi Argento”, luoghi dedicati alla salute delle donne over 65 e pensati per essere accessibili e intervenire su salute mentale, menopausa, screening.

Per il Segretario Generale Fp Cgil Nazionale Federico Buzzanca è urgente e necessario riappropriarsi con coraggio di una visione “femminista” della salute, adottando politiche e strategie che possano mettere al primo posto la cura della persona.

Per Fp Cgil Calabria ci sono i margini per operare delle scelte di investimento mirate da parte della Regione, entro i limiti di spesa definiti dai Ministeri affiancanti. Fatta la programmazione però, è fondamentale destinare risorse economiche adeguate a intervenire sullo stato strutturale dei presidi esistenti, dotandoli di una strumentazione moderna e colmando le carenze di personale con un piano di reclutamento a tempo indeterminato rivolto a tutte le figure professionali componenti le equipe multidisciplinari e non solo quelle di base. Importante focalizzare alcune criticità, come l’elevato tasso di obiettori di coscienza, che sfiorano il 70 per cento in Calabria.

La Cgil Calabria ha annunciato la richiesta alla Regione di un Tavolo sui consultori.

L’Obiettivo è restituire ai consultori il ruolo centrale di presidio della salute pubblica dedicato alla prevenzione, alla promozione e alla tutela della salute della donna, delle persone Lgbtqia+, dei giovani, delle coppie e delle famiglie.

All’iniziativa sono intervenuti il Segretario Generale Spi Cgil Calabria Carmelo Gullì, la Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari, la Segretaria Cgil Calabria Celeste Logiacco, la Segretaria Spi Cgil Calabria Rossella Napolano, la responsabile del Coordinamento donne SPI Calabria Ornella Catalano, il Segretario Generale Cgil Area Metropolitana Reggio Calabria Gregorio Pititto.

Sanità privata, sindacati confederali proclamano stato di agitazione per i lavoratori con Ccnl Aiop/Aris

È davvero senza fine la vertenza per il rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro della Sanità privata, Aiol Rsa e Aris Rsa, che registra ormai un ritardo inaccettabile da parte delle due associazioni. Il mancato rinnovo del CCNL AIOP/ARIS per i Lavoratori che operano nelle Strutture della Sanità Privata accumula un ritardo di otto anni, mentre i CCNL AIOP RSA e ARIS RSA registrano un ritardo addirittura di tredici anni, con il risultato di una cornice normativa ormai datata e di salari non più adeguati, privi di reali rivalutazioni del potere d’acquisto.
È forte la preoccupazione per uno stallo negoziale determinato, da un lato, dalla scelta delle associazioni datoriali Aris–Aiop di subordinare l’apertura del tavolo di rinnovo del CCNL alla copertura integrale dei costi da parte delle Regioni e, dall’altro, da un quadro ancora insufficiente sul versante RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) dove, pur con l’apertura di tavoli di trattativa, non sono stati dati reali segnali di disponibilità a raggiungere in tempi brevi i rinnovi contrattuali. Tali condizioni compromettono i diritti e le legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori, già penalizzati dall’aumento del costo della vita, e rischiano di incidere sulla qualità dei servizi erogati. Lavoratori impegnati giorno e notte nei servizi di assistenza e di cura a soggetti veramente fragili e bisognosi di adeguate cure. Per quanto riguarda le RSA, stiamo parlando di Strutture extra-ospedaliere a carattere sanitario, dedicate principalmente ad anziani o adulti disabili che non possono essere assistiti a domicilio e necessitano di cure mediche, infermieristiche e riabilitative a tempo pieno. Oltre che del supporto nelle attività quotidiane, quali l’alimentazione, l’igiene personale e la mobilità. Strutture fondamentali soprattutto qui in Calabria, dove il sistema sociosanitario è assolutamente carente.
A fronte di questi delicati compiti e dell’irrinunciabile necessità di far funzionare bene queste importanti strutture è davvero inaccettabile la difficoltà a riuscire a convincere le parti datoriali che per garantire servizi di qualità in settori delicatissimi che hanno in carico la cura di persone fragili è indispensabile valorizzare i lavoratori ed è, soprattutto, fondamentale garantire a parità di lavoro le stesse tutele e gli stessi diritti riconosciuti al personale che opera nel pubblico.
Fondamentale è il coinvolgimento degli attori istituzionali deputati al controllo e all’accreditamento di queste strutture, a cui la FP CGIL, la CISL FP e la UIL FPL Calabria chiedono che i relativi accreditamenti siano subordinati all’applicazione di CCNL che garantiscano condizioni di lavoro dignitose e che siano sottoscritti dalle sigle sindacali maggiormente rappresentative.
Situazione che ha portato le Segreterie Nazionali di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL a proclamare lo stato di agitazione del personale con una mobilitazione che non cesserà fino a quando la situazione non si sbloccherà con il giusto rinnovo di questi contratti collettivi.
Anche qui in Calabria, dove la situazione è ancora più delicata per le ben note carenze e criticità di tutto il sistema socio-sanitario, i lavoratori che erogano servizi di assistenza e cura nelle Strutture della Sanità privata e nelle RSA che applicano i CCNL AIOP e ARIS aderiscono convintamente allo stato di agitazione e alla mobilitazione in atto, mentre le Segreterie regionali di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL invitano la Direzione strategica di Azienda Zero ad effettuare i dovuti controlli al fine di verificare il rispetto delle norme fondamentali che disciplinano non solo il rapporto di lavoro ma anche la qualità di vita e il benessere organizzativo dei lavoratori e degli assistiti.
I Segretari Generali
FP CGIL Calabria      CISL FP Calabria        UIL FPL Calabria
Alessandra Baldari      Luciana Giordano                Walter Bloise

Giustizia, Fp Cgil invoca la stabilizzazione per tutti. Sit in domani a Catanzaro e Reggio

La notizia della stabilizzazione di 9369 precari assunti per il Pnrr conforta e gratifica l’Fp Cgil Calabria delle battaglie portate avanti. Non cambia però l’obiettivo: stabilizzazione per tutti! Ecco perché sabato 31 gennaio saremo in sit in davanti alle Corti d’Appello di Reggio Calabria e Catanzaro in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
A questo governo abbiamo molto da chiedere per il comparto giustizia, oltre alla stabilizzazione di tutti precari: nuove assunzioni, strutturazione dell’Ufficio per il processo, investimenti in tecnologia e innovazione, interventi seri sull’edilizia giudiziaria, valorizzazione di tutte le professionalità attraverso un nuovo ordinamento, passaggi economici e di area.
Ma non solo. Quest’anno l’inaugurazione dell’anno giudiziario sarà un passaggio istituzionale che si intreccia con la decisione del governo di avviare una revisione della Costituzione, aprendo uno scontro che investe direttamente l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione e incide sul lavoro quotidiano negli uffici giudiziari.
La riforma proposta non affronta i nodi strutturali del sistema. Non riduce l’arretrato, non accelera i tempi, non migliora la qualità del servizio, non rafforza i diritti di cittadinanza. Al contrario, rischia di alterare equilibri costituzionali delicati e di lasciare irrisolte, ancora una volta, le condizioni materiali in cui la giustizia opera.
La giustizia è un servizio pubblico essenziale, che vive del lavoro di migliaia di persone. Le problematiche non si superano con una revisione costituzionale, ma con scelte politiche chiare su investimenti, organizzazione e valorizzazione del lavoro. Senza stabilità, riconoscimento professionale e prospettive di crescita, nessuna riforma può produrre risultati concreti.
Bisogna investire risorse per rendere attrattivo questo ministero o si rischia la chiusura per mancanza di personale.
Sabato 31 gennaio a Reggio Calabria e Catanzaro dalle 9.30 i lavoratori della giustizia faranno sentire la loro voce!!

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