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Piano di rientro, Schipano (FP Cgil Calabria): “No a toni trionfalistici, l’emergenza continua”

“Occorre usare prudenza prima di usare toni trionfalistici nell’annunciare l’approvazione del piano di rientro dal debito sanitario 2026-2028 e la fine del commissariamento”.

Lo afferma il Segretario Generale Fp Cgil Calabria Bruno Schipano che precisa: “Consiglio dei Ministri, Corte dei Conti e Conferenza Stato-Regioni non hanno cancellato con un colpo di spugna le sabbie mobili nelle quali versa la sanità calabrese. Al contrario, sono stati rimarcati e sottolineati i drammatici numeri che descrivono l’emergenza urgenza, l’emigrazione sanitaria, i Lea, la prevenzione. Se il piano di rientro dovesse fallire gli obiettivi richiesti, la Calabria rischia di tornare sotto commissariamento”.

Schipano illustra i campanelli d’allarme: “La fine del commissariamento è stata decisa in presenza del persistere di gravi fattori di rischio critico. Un debito sanitario pregresso di 873 milioni (89% definito secondo il Piano), mobilità passiva di circa 50mila ricoveri l’anno verso altre regioni, carenze di personale, medicina territoriale assente, un servizio di emergenza-urgenza lacunoso e livelli essenziali lontani dagli obiettivi minimi”.

Il Piano di Rientro punta molto sul ruolo di Azienda Zero, alla quale sarà affidata la gestione centralizzata del reclutamento del personale e dei sistemi digitali. Tra il 2010 e il 2011 la Calabria ha perso il 24 per cento del personale sanitaria. Un dato quasi cinque volte maggiore della media delle altre regioni.  “Ma Azienda Zero non è la panacea di tutti i mali – chiarisce Schipano -. Nelle scorse settimane più volte abbiamo evidenziato le sue fragilità. A partire dalla mancanza di fondi propri e dal conseguente meccanismo di svuotamento della casse delle asp provinciali”.

“Non è possibile accettare un sistema di riorganizzazione che punta ad un nuovo apparato senza inserire nuova linfa – aggiunge -. Sistemi come l’emergenza urgenza soffrono la carenza di operatori sanitari sia in corsia che a bordo delle ambulanze. Il personale delle altre aziende non può essere dislocato temporaneamente su Azienda Zero e non sostituito. Se si vogliono raggiungere gli obiettivi bisogna assumere con contratti a tempo indeterminato e potenziare la medicina territoriale”.

“Il diritto alla salute e i diritti dei lavoratori – conclude Schipano – non possono essere piegati a logiche trionfalistiche e racconti romanzati”.

Concorso Ripam, Fp Cgil Calabria: “A Bova Marina un test di sopravvivenza, non una prova di merito”

“Per i candidati al concorso Ripam arrivati dalle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, la prova che avrebbe dovuto valutare la loro preparazione e le loro competenze si è trasformata prima di tutto in una dura prova di tenuta e resistenza fisica. La sede scelta per il concorso, un capannone isolato in mezzo alla campagna di Bova Marina, difficile da raggiungere, ha mostrato criticità inaccettabili”.

A lanciare la denuncia è la Fp Cgil Calabria che spiega che “il PalaBova che sui canali ufficiali veniva presentato come un polo fieristico all’avanguardia e come sede ideale per gare e concorsi pubblici si è rivelato una struttura del tutto inadeguata, trasformando una giornata decisiva per il futuro di centinaia di persone in un’esperienza al limite del grottesco”.

“Oltre la difficoltà nel raggiungere uno stabile in mezzo al nulla e il degrado circostante – afferma il Segretario Generale Bruno Schipano – i candidati raccontano di attese sfiancanti sotto al sole, con temperature proibitive, per avere accesso alla struttura a causa di un ingresso con dimensioni ridotte e sproporzionate rispetto all’afflusso di persone”.

Uno scenario non dignitoso, sottolinea Schipano che poi denuncia come anche all’interno dello stabile la situazione non sia migliorata, a causa della totale mancanza di aria condizionata. “Rimedi di fortuna per tentare di alleviare il clima asfissiante – spiega – pochissimi ventilatori del tutto inefficaci in uno spazio così vasto e la scena surreale di una persona, probabilmente un addetto della struttura, che sperava di dare refrigerio annaffiando la parte esterna del capannone con una semplice pompa dell’acqua. Denunciamo, pertanto, una condizione estrema che ha mostrato a pieno l’assenza di rispetto per la salute dei candidati da parte dell’Ente organizzatore”.

“In queste condizioni surreali hanno dovuto svolgere la prova anche donne in stato di gravidanza, esposte a uno stress fisico e psicologico insostenibile e del tutto evitabile. A completare il quadro, il totale abbandono riservato agli accompagnatori: nessun riparo, nessun comfort, zero servizi. Decine di familiari sono stati costretti ad attendere per ore all’esterno in mezzo alla campagna. Il futuro lavorativo di centinaia di persone affidato non alla loro preparazione, ma alla loro capacità di resistere, in condizioni disagiate al caldo torrido”, rimarca il Segretario Generale.

“L’espletamento di un concorso pubblico nazionale – prosegue – dovrebbe avvenire garantendo a tutti i candidati le stesse condizioni di partenza, in un ambiente confortevole, dove ad essere valutati dovrebbero essere il merito e la preparazione e non trasformarsi per alcuni in un test di sopravvivenza. La ricerca di un’occupazione e il diritto ad accedere a un concorso pubblico, difatti, non possono seguire modalità che calpestano la dignità, mettendo a rischio la sicurezza e la salute dei cittadini”.

La Fp Cgil Calabria – conclude Schipano –  esige chiarimenti dagli enti responsabili sull’idoneità e sui costi di una location privata rivelatasi palesemente inadeguata in termini di accessibilità, impianti di climatizzazione, spazi d’accesso idonei e servizi minimi per chi attende. Non è ammissibile sperperare risorse pubbliche in maniera così superficiale a discapito dei cittadini e dei futuri lavoratori che andranno ad operare a servizio della collettività. Pretendiamo l’istituzione di criteri vincolanti per le future sedi d’esame che garantiscano accessibilità reale ed impianti di climatizzazione efficienti! Il futuro delle persone non è barattabile con la sicurezza e la salute”.

Preintesa Cnnl Funzioni Locali, Fp Cgil: “Restituisce valore al lavoro pubblico”

Ci sono momenti nella vita di un’organizzazione sindacale in cui la coerenza richiede scelte scomode, ma indispensabili per difendere la dignità di chi rappresenta. La storia recente della FP CGIL ne è un esempio lampante, e oggi, alla luce della sottoscrizione della preintesa per il CCNL 2025/27 Funzioni Locali è doveroso esprimere un profondo e sentito riconoscimento a tutta la struttura e ai suoi vertici.

​Un ringraziamento sincero va al nostro Segretario Generale Federico Bozzanca che ha saputo mantenere una linea politica ferma e lungimirante, alla Segretaria Nazionale con delega alle Funzioni Locali Tatiana Cazzaniga, per la tenacia con cui ha condotto la trattativa, e al Coordinatore Nazionale Alessandro Purificato, costante punto di riferimento per il lavoro quotidiano nei territori e negli enti locali, ai sempre presenti e competenti Antonio Santomassimo e Simone Morbidoni.

​Per comprendere appieno la portata di questo nuovo contratto, occorre fare un passo indietro e riavvolgere il nastro. La decisione della FP CGIL di non sottoscrivere lo scorso CCNL non fu un atto di resa o di sterile contrapposizione, ma una scelta di netta responsabilità politica e sociale. Di fronte a un’inflazione straordinaria che stava divorando le retribuzioni, firmare quell’accordo avrebbe significato avallare la perdita secca di circa il 10% del potere d’acquisto dei lavoratori degli enti locali. La FP CGIL ha scelto di non mettere la firma su un impoverimento programmato, denunciando l’assenza di risorse adeguate a tutela dei salari.

​Oggi, la firma della preintesa per il triennio 2025/27 dimostra quanto quella battaglia fosse giusta e come la fermezza di ieri abbia posto le basi per il risultato di oggi. Assistiamo finalmente a un’inversione di tendenza reale. Il nuovo accordo non si limita a ridisegnare gli aspetti economici e normativi, ma risponde all’esigenza fondamentale di restituire valore al lavoro pubblico.

​L’elemento di rottura più significativo con il passato è senza dubbio l’introduzione della clausola di salvaguardia. In un panorama economico globale sempre più incerto, questa clausola rappresenta una vera rete di protezione: se nei prossimi anni l’andamento reale dell’inflazione dovesse superare le stime previste, il contratto prevede un meccanismo dinamico di riallineamento delle risorse, garantendo che i salari non rimangano bloccati di fronte a nuove fiammate inflazionistiche.

​Ma i punti di forza di questa preintesa vanno ben oltre:

​Parità di dignità salariale con le Funzioni Centrali: per la prima volta si spezza una disparità storica. L’incremento retributivo ottenuto si allinea ai parametri economico-contrattuali applicati alle Funzioni Centrali, un comparto che per prassi ed eredità normativa ha quasi sempre goduto di trattamenti più favorevoli. Questo accordo restituisce pari dignità e valore al lavoro svolto negli enti locali, colmando un gap ingiustificato tra lavoratori dello stesso Stato.

​Sostegno concreto e risorse statali per i Piccoli Enti: L’introduzione di una specifica indennità per i Comuni di minori dimensioni, finanziata direttamente dallo Stato, è una conquista straordinaria. Pensiamo alla nostra Calabria, dove oltre l’80% degli enti locali versa in condizioni di crisi finanziaria, dissesto o pre-dissesto. In questi contesti, in cui i bilanci rigidi impedivano qualsiasi margine sulla contrattazione integrativa, questa misura rappresenta un aiuto concreto e vitale per tutelare i lavoratori che mandano avanti i servizi essenziali delle nostre comunità.

​Piena tutela del diritto alle ferie e continuità salariale: Viene finalmente applicato il principio di origine europea secondo cui la fruizione delle ferie — diritto costituzionale e fondamentale per la salute del lavoratore — non deve comportare alcuna penalizzazione economica. L’inclusione di specifiche indennità legate alla prestazione ordinaria anche durante i periodi di riposo garantisce che il lavoratore non sia “disincentivato” dal riposarsi per il timore di vedere decurtata la propria busta paga. È un atto di civiltà e correttezza contrattuale.

​Sviluppo professionale e tutele normative: Vengono rafforzati i percorsi di progressione economica e le tutele individuali, valorizzando l’esperienza e le competenze maturate sul campo e offrendo risposte concrete sul piano della conciliazione vita-lavoro.

​La sottoscrizione di questa preintesa, così come precedentemente quella delle Funzioni Centrali, restituisce fiducia e centralità a chi opera negli enti locali, dimostrando che il sindacato della coerenza non solo sa dire dei “no” necessari, ma sa anche trasformare la protesta in capacità negoziale, portando a casa tutele concrete per il presente e per il futuro.

 

Il Segretario Generale

FP CGIL Calabria

Ferdinando Schipano

Passaggio Emergenza Urgenza ad Azienda Zero, FP CGIL Calabria: “Accentramento senza risorse, si scaricano costi e responsabilità sui territori”

L’ennesimo salto nel buio per la sanità calabrese. Così la Funzione Pubblica Cgil Calabria definisce l’accordo per il passaggio della funzione Emergenza Urgenza ad Azienda Zero.

Per il sindacato dietro c’è una visione meramente burocratica e accentratrice che non tiene conto della realtà operativa delle strutture territoriali e fa sì che ci trovi davanti all’ennesima occasione mancata.

Per il Segretario generale Bruno Schipano e il Segretario regionale Cgil Medici Ivan Potente il Servizio di Emergenza-Urgenza 118, l’elisoccorso e le reti tempo-dipendenti non possono essere gestiti da un’azienda priva di radicamento sul territorio e sprovvista di risorse umane e finanziarie autonome. Risorse che avrebbero consentito la gestione del servizio senza intaccare i già provati bilanci delle aziende territoriali provinciali.

Accentrare le funzioni a Catanzaro, lasciando il peso operativo ed economico sulle province, genererà unicamente un cortocircuito burocratico, avverte l’organizzazione sindacale che spiega che negli articoli 2 e 4 dell’accordo si conferma che Azienda Zero, per esistere operativamente, deve interamente spogliare o porre in dipendenza funzionale il personale delle singole Asp e Aziende ospedaliere territoriali, costringendole a mettere a disposizione locali, arredi, ambulanze, dispositivi medici e farmaci.

È andata persa per i Segretari l’occasione di utilizzare i meccanismi di finanziamento regionale per realizzare un incremento aggiuntivo dei fondi del personale. Accentrare le funzioni a Catanzaro, lasciando il peso operativo ed economico sulle province, genererà unicamente un cortocircuito burocratico.

L’accordo delinea un modello organizzativo schizofrenico che parcellizza le dinamiche gestionali. Da un lato Azienda Zero assume la titolarità della “governance”, della documentazione sanitaria, del risk management e dei sistemi informatici; dall’altro, scarica sulle Aziende del sistema sanitario regionale le responsabilità materiali ed economiche. Invece di snellire i processi, questo accordo introduce una farraginosa procedura di rendicontazione e validazione semestrale dei costi, costringendo i bilanci delle Asp  a fare da “banca” per Azienda Zero nell’attesa di riparti del Fondo Sanitario Regionale che avverranno solo a consuntivo.

Per Fp Cgil Calabria la direzione è quella della precarizzazione del coordinamento e delle tutele orarie con ricadute sul personale.

I lavoratori che hanno scelto di rimanere nelle aziende territoriali, verranno posti in “utilizzo funzionale” presumibilmente nelle more che Azienda Zero completi la propria dotazione organica. Prevedere una catena di comando sdoppiata creerà inevitabilmente disparità di trattamento e conflitti di competenza. Inoltre, l’affidamento del servizio di Elisoccorso su base esclusivamente “volontaria” tramite manifestazioni di interesse dimostra la totale assenza di una programmazione organica. Vi è il serio rischio che tale volontarietà porti a un’alterazione dei diritti contrattuali.

La FP CGIL vigilerà rigorosamente affinché l’organizzazione dei turni rimanga tassativamente all’interno dei limiti orari previsti dalla Legge 161/2014, a tutela della salute psicofisica dei lavoratori e della sicurezza del servizio salvavita.

Per tutte le motivazioni esposte, la FP CGIL Calabria respinge con fermezza logiche di riorganizzazione parcellizzate e accentratrici che si limitano a istituire nuovi apparati burocratici senza immettere un solo operatore sanitario in corsia o sulle ambulanze. L’emergenza-urgenza si difende esclusivamente potenziando la medicina territoriale, assumendo a tempo indeterminato e rinnovando le dotazioni direttamente nelle province.

L’organizzazione si riserva  di attivare ogni forma di mobilitazione e di denuncia pubblica consentita a tutela del diritto alla salute dei cittadini calabresi e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità.

Lea, Fp Cgil: “I dati contraddicono la propaganda. Occhiuto pensi ad assunzioni e investimenti in sanità”

“I dati sui Lea diffusi dal ministero della Salute certificano, nero su bianco, il fallimento senza appello della gestione sanitaria nella nostra regione”. Lo afferma il Segretario Generale Fp Cgil Calabria Bruno Schipano commentando il monitoraggio dei Livelli essenziali di Assistenza relativo all’anno 2024.

La FP Cgil Calabria non è sorpresa – chiarisce –  ma è indignata: la realtà quotidiana vissuta dai cittadini nei nostri ospedali e nei territori è l’esatto opposto della narrazione virtuale fatta di annunci trionfalistici e slide patinate”.

“Il Nuovo Sistema di Garanzia assegna alla medicina territoriale calabrese

un punteggio vergognoso, appena 52 punti nell’area distrettuale (la sufficienza minima è fissata a 60). Siamo l’unica regione in tutta Italia ad essere insufficiente in questa macro-area.

Questo dato non è solo un numero – ribadisce Schipano – è rappresentazione del deserto sanitario territoriale. La responsabilità politica è gravissima se si pensa che per potenziare la medicina di prossimità avevamo a disposizione la storica opportunità dei fondi PNRR”.

“Alla luce di questi risultati, l’attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità si sta rivelando un flop colossale, un’occasione clamorosamente persa. Le strutture rischiano di rimanere cattedrali nel deserto o scatole vuote perché manca una programmazione sul personale e sui servizi reali”, denuncia il Segretario Generale.

“Mentre il resto d’Italia, pur con le sue difficoltà, tenta di risalire la china o mantiene la sufficienza, la Calabria fa registrare un trend in netta diminuzione rispetto agli anni passati. Anche la prevenzione non può che considerarsi bocciata, mentre nella penisola cresce. La Calabria è una delle rarissime eccezioni in controtendenza, con performance in calo. Nell’area ospedaliera, sebbene sopra il minimo con 71 punti, si registra una preoccupante flessione. Non c’è un solo indicatore che mostri una reale inversione di tendenza. La sanità calabrese sta letteralmente perdendo pezzi nell’indifferenza di chi governa”, afferma.

“Ci rivolgiamo direttamente al presidente della Regione e Commissario ad acta, Roberto Occhiuto: i i calabresi non si curano su instagram o tramite video propagandistici. Chiediamo al governatore di mettere da parte gli slogan da social e di cominciare finalmente a fare i conti con questi risultati fallimentari. Dietro il tracollo dell’attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità e dietro quel misero 52 in pagella ci sono cittadini che rinunciano a curarsi, liste d’attesa infinite e un personale sanitario stremato e ridotto all’osso”, continua Schipano.

“La stagione dei selfie è finita – conclude – i dati del ministero la smentiscono categoricamente. Servono assunzioni immediate, investimenti strutturali e serietà, non fumo negli occhi”.

Fp Cgil: “Bene gli incrementi orari nell’Asp di Vibo ma ora serve  un piano straordinario di assunzioni”

“Un punto di svolta fondamentale per la dignità del lavoro nella sanità calabrese. Così il Segretario Generale Fp Cgil Calabria Bruno Schipano e il Segretario Generale Fp Cgil Area Vasta Luciano Contartese commentano la firma della delibera n. 392/CS da parte del Commissario Straordinario dell’Asp di Vibo Valentia Angelo Vittorio Sestito.

Il provvedimento concretizza finalmente l’incremento orario e il completamento del tempo pieno per 11 lavoratori del comparto amministrativo, precedentemente penalizzati da contratti a tempo parziale”

“Come Fp Cgil – affermano Schipano e Contartese – esprimiamo profonda soddisfazione per un atto che accoglie le storiche rivendicazioni sindacali volte al superamento del precariato e del sotto-utilizzo del personale. Nello specifico, la delibera dispone la trasformazione contrattuale a far data dal primo luglio 2026, garantendo il passaggio a 36 ore settimanali (tempo pieno) per otto assistenti amministrativi e un Coadiutore Amministrativo, nonché  l’incremento a 18 ore settimanali per ulteriori due unità”.

“Questo risultato non rappresenta solo una legittima vittoria contrattuale per gli 11 dipendenti coinvolti, ai quali viene finalmente garantita stabilità economica e prospettiva professionale, ma costituisce un tassello strutturale indispensabile per la funzionalità degli uffici dell’Asp vibonese”, dichiarano.

“La macchina tecnico-amministrativa della sanità regionale – proseguono Schipano e Contartese –  è da anni in grave affanno a causa del blocco del turnover e di organici ridotti all’osso. Potenziare il monte ore di chi è già in servizio significa ottimizzare le risorse interne e dare risposte più rapide ed efficienti all’utenza, che quotidianamente sconta i disagi di un sistema sanitario depotenziato”.

Il sindacato non abbassa la guardia. “Ora serve un piano straordinario di assunzioni. Il completamento orario di questi lavoratori è un atto di giustizia interna, ma la sanità calabrese necessita di una vera e propria terapia d’urto. Chiediamo alla Regione Calabria e a tutte le Aziende Sanitarie e Ospedaliere di procedere a un’immediata mappatura dei vuoti in organico. È urgente varare un piano straordinario di assunzioni stabili, che riguardi tanto il personale sanitario (medici, infermieri, OSS) quanto il personale tecnico-amministrativo, colonna vertebrale dei servizi” dicono i due Segretari Generali.

Solo investendo sul lavoro stabile, sicuro e di qualità si potrà effettivamente garantire il diritto costituzionale alla salute in Calabria e arginare il drammatico fenomeno della migrazione sanitaria. La FP CGIL continuerà a vigilare e a mobilitarsi in ogni territorio affinché i diritti di tutti i lavoratori siano pieni e inderogabili.

Indennità di Pronto Soccorso, Fp Cgil Calabria: “Accordo firmato senza confronto e con gravi esclusioni”

L’accordo sulle linee guida regionali per l’indennità di Pronto Soccorso, firmato presso la Regione lo scorso 25 giugno, esclude diverse figure impiegate nell’emergenza-urgenza. A denunciarlo è la Fp Cgil Calabria sottolineando di non essere stata convocata al Tavolo.

In una lettera indirizzata al presidente Occhiuto e al dipartimento regionale Salute e Servizi Sanitari, il Segretario Generale Bruno Ferdinando Bruno Schipano fa notare che l’accordo riconosce l’indennità di Pronto Soccorso esclusivamente al personale formalmente assegnato al Ps (professionisti della salute e funzionari, operatori e personale di supporto), escludendo il personale del SUEM 118, ivi comprese le Centrali Operative; i punti di primo intervento; i Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologici e Pediatrici.

“Questa esclusione è una scelta deliberata, e la FP CGIL la contesta sul piano contrattuale – afferma Schipano – L’art. 69 del CCNL Comparto Sanità 2022/2024, così come il previgente art. 107 comma 4 del CCNL 2019/2021, identifica come destinatari il personale dei servizi di emergenza-urgenza. La norma contrattuale non circoscrive l’ambito ai soli Pronto Soccorso ordinari ma, al contrario, lascia alle parti regionali il compito di individuare i servizi, in coerenza con la finalità compensativa dell’istituto, ovvero il disagio derivante dall’attività prestata in specifici contesti ad alta intensità assistenziale”.

“Il Suem 118 – ribadisce il Segretario – eroga assistenza di emergenza-urgenza sul territorio con le medesime caratteristiche di criticità, imprevedibilità e pressione psicofisica che contraddistinguono il Pronto Soccorso. I PS Ostetrico-Ginecologici e Pediatrici gestiscono urgenze che nessun professionista della salute considera ordinaria attività clinica. I PPI (Punti di primo intervento) costituiscono il primo filtro territoriale dell’emergenza. Sostenere che questi servizi non rientrino nella ratio dell’istituto richiede una giustificazione che l’accordo non fornisce”.

Per Schipano la logica applicata con l’ultimo accordo è, inoltre, in netto contrasto con i precedenti: “Si retrocede da un perimetro più ampio a uno più ristretto, in assenza di modifiche normative o contrattuali che lo giustifichino. Questa discontinuità non è solo incoerente: produce una disparità di trattamento tra lavoratori che svolgono funzioni analoghe in servizi analoghi, rispetto a quanto riconosciuto negli anni precedenti”.

“La Fp Cgil ritiene – prosegue – che la distribuzione di risorse contrattuali debba seguire criteri di equità sostanziale, non di convenienza formale. L’esclusione di interi segmenti organizzativi non riduce il monte risorse: lo concentra su una platea più ristretta, con l’effetto paradossale di premiare di più alcuni e di non riconoscere nulla ad altri che svolgono funzioni equivalenti”.

Per nulla trascurabile, inoltre, la mancata convocazione della Fp alla discussione e firma dell’accordo: “Non è un incidente isolato –  precisa Schipano – e ripropone una questione strutturale nel sistema di relazioni sindacali in Calabria: la tendenza a concludere accordi in condizioni di partecipazione incompleta, con organizzazioni convocate tardivamente o non convocate, e a non concedere tempi di riflessione adeguati su testi articolati che producono effetti economici rilevanti e pluriennali”.

“Un accordo di questa importanza – conclude il Segretario – non si firma al buio. Procedere immediatamente alla firma, ignorando i tempi minimi della democrazia sindacale, svilisce il valore della contrattazione e produce intese deboli, contestate già il giorno successivo”.

Ecco perché la Fp Cgil Calabria ha chiesto la riapertura del confronto sull’accordo del 25 giugno 2026, con convocazione di tutte le organizzazioni sindacali, in ragione della rappresentanza; la revisione del perimetro dei destinatari dell’indennità, con reintegro del SUEM 118 (incluse le Centrali Operative), dei PPI e dei PS Ostetrico-Ginecologici e Pediatrici; l’adozione di procedure che prevedano tempi minimi di trasmissione dei testi prima della firma degli accordi, garantendo a tutte le parti un esame adeguato dei contenuti.

 

Sanità, FP CGIL : “Le graduatorie pubbliche non si aggirano con le agenzie interinali”

“Chiediamo formalmente ad Azienda Zero e alla Regione Calabria di rendere pubblico il cronoprogramma per l’espletamento del concorso da 300 posti di infermiere già bandito e ancora non espletato. La procedura deve concludersi in tempi certi e rapidi. Non è accettabile che 2.700 candidati attendano l’esito di un concorso già bandito mentre le aziende sanitarie alimentano il mercato privato del lavoro interinale”.

Lo afferma il Segretario Generale Fp Cgil Calabria Bruno Ferdinando Schipano commentando l’avvio da parte di Azienda Zero di una procedura di reclutamento urgente di personale a tempo determinato per il 118 di Tropea, nonché nelle Asp di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza.

“Si tratta di una soluzione tampone insufficiente. Che non risolve minimamente la carenza strutturale di personale e non cancella l’irrazionalità di bloccare i canali di assunzione ordinari e stabili. Questo non è un paradosso amministrativo. È una scelta politica. E come tale va giudicata”, sottolinea Schipano.

La FP CGIL Calabria chiede:

  • ad Azienda Zero: la pubblicazione immediata del cronoprogramma per l’espletamento del concorso da 300 posti di infermiere già bandito, con oltre 2.700 domande pervenute.
  • a tutte le ASP calabresi: la pubblicazione dello stato aggiornato delle graduatorie di OSS e infermieri attive e non scadute, con indicazione del fabbisogno residuo e avvio immediato delle procedure di scorrimento.
  • all’ASP di Vibo Valentia: la sospensione del ricorso all’agenzia interinale per la copertura dei posti negli Ospedali di Comunità di Tropea e Soriano, e l’avvio contestuale delle procedure di assunzione ordinaria.
  • all’ASP di Cosenza: il recepimento delle ragioni poste alla base della diffida degli oss idonei e l’avvio dello scorrimento delle graduatorie vigenti, con esclusione di qualsiasi forma di reclutamento esterno finché le graduatorie non siano esaurite.
  • alla Regione Calabria: la convocazione urgente di un tavolo con le organizzazioni sindacali, il Commissario ad Acta e i Direttori Generali delle ASP, per definire un piano straordinario di assunzioni stabili coerente con il fabbisogno PNRR e con le disposizioni sul pubblico impiego.

“La graduatoria pubblica non è uno strumento burocratico: è un patto con i lavoratori. Chi partecipa a una selezione pubblica lo fa perché crede che il merito, e non la conoscenza o la fortuna, determini l’accesso al lavoro. Quando un’azienda sanitaria aggira quella graduatoria ricorrendo a un’agenzia privata, non viola solo una norma: viola quel patto.  Chiediamo alla Regione Calabria e al Commissario ad Acta per la Sanità – conclude Schipano – di chiarire pubblicamente quale modello occupazionale si intende adottare per le strutture PNRR. La risposta non può essere l’interinale”.

È Schipano il nuovo Segretario Generale Fp Cgil Calabria. Sanità pubblica e enti locali le priorità

Bruno Schipano, eletto Segretario Generale Fp Cgil Calabria

È Bruno Schipano, già componente di Segreteria della Fp Cgil Calabria, il nuovo Segretario Generale della Funzione Pubblica Cgil Calabria.

L’elezione è arrivata al termine di una assemblea generale alla quale hanno preso parte il Segretario Generale Federico Buzzanca, il Segretario Organizzativo Fp Cgil Nazionale Mauro Puglia, il Segretario Generale Cgil Calabria Gianfranco Trotta.

“Assumo la guida della Fp Cgil Calabria con grande responsabilità, consapevole che la nostra priorità assoluta è il rilancio della sanità pubblica. Ci batteremo per un piano straordinario di assunzioni che permetta l’abbattimento immediato delle infinite liste d’attesa e rallenti drasticamente la drammatica migrazione sanitaria dei nostri cittadini”, ha dichiarato Schipano. “Altrettanto urgente è accendere i riflettori sulla fragilità strutturale degli enti locali calabresi, ormai al collasso per la carenza di personale. Ringrazio – ha aggiunto – le compagne e i compagni per la fiducia, unitamente alla segreteria nazionale e quella confederale regionale per aver proposto il mio nome alla guida della Fp Cgil Calabria: saremo da subito in prima linea per valorizzare il lavoro pubblico, contrastare il precariato e garantire alla Calabria il diritto costituzionale alla salute e a servizi efficienti”.

Ad Alessandra Baldari, Segretaria Generale uscente, Fp Cgil Calabria rivolge i più cari e sinceri ringraziamenti per il lungo percorso fatto nel quale ha dimostrato impegno, dedizione e passione, nonché un’incontenibile energia nel sostenere e affrontare le tante sfide del comparto pubblico.

Giustizia, l’11 maggio a Catanzaro il sit in della Funzione Pubblica Cgil

“L’intero sistema giustizia rischia di venir meno alla sua funzione di servizio pubblico fondamentale se non si adottano nell’immediatezza misure necessarie”. Lo affermano Fp Cgil Calabria e Fp Cgil Area Vasta che hanno organizzato il prossimo 11 maggio un sit e in e un’assemblea sindacale con i lavoratori precari e a tempo indeterminato della giustizia.

L’iniziativa rientra nel perimetro della manifestazione nazionale “Un’altra idea di giustizia” e mira a fare il punto su vecchie e nuove criticità dell’apparato.

In particolare, il sindacato rivendica la carenza di personale che attanaglia tutti gli uffici giudiziari e denuncia come le stabilizzazioni di circa 9.368 lavoratori del Pnrr, previste per il primo luglio 2026, non basteranno a colmare i vuoti d’organico di oltre il 40 per cento.

Inoltre, sottolinea Fp Cgil, allo stato l’amministrazione lascerebbe a casa 1500 unità di lavoratori del Pnrr che dovranno sottoporsi ad un’altra procedura concorsuale con il rischio di perdere le funzioni professionali o addirittura la sede.

Per i lavoratori a tempo indeterminato la sigla punta alla riqualificazione e valorizzazione di tutto il personale tramite il riconoscimento delle competenze e professionalità acquisite, il diritto alla carriera e a posizioni organizzative negate dall’immobilismo dell’amministrazione.

Durante l’incontro dello scorso 29 aprile, la Cgil, convocata separatamente in quanto non ha sottoscritto il CCNL 2022/2024, ha espresso la sua contrarietà al nuovo ordinamento, in quanto cambia il nome “profili” in “famiglie”, confermando cancellieri e assistenti giudiziari nell’area degli assistenti e i direttori qualifica ad esaurimento come previsto nell’area dei Funzionari.

In pratica, si cambia tutto per non cambiare niente, senza prevedere le figure professionali dei lavoratori del Pnrr Aupp (addetti all’ufficio del processo), Tecnici e Data Entry.

Fp Cgil confida che l’amministrazione proceda alle progressioni verticali in deroga all’Art.18 CCNL 2019/2021, i cui fondi scadono il 30 giugno 2026, procedendo allo svuotamento dell’area degli operatori nell’area Assistenti e facendo transitare nell’area dei Funzionari il personale che svolge assistenza al magistrato in udienza, nonché dei contabili.

Infine, chiede per gli operatori giudiziari part-time stabilizzati a marzo 2026 la trasformazione del contratto a Full-Time.

Il sit in si svolgerà dalle 9.45 a piazza Matteotti, a seguire si terrà assemblea sindacale con la coordinatrice nazionale Fp Cgil Giustizia Felicia Russo presso il Tribunale Ordinario di via Argento.

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