Ci sono momenti nella vita di un’organizzazione sindacale in cui la coerenza richiede scelte scomode, ma indispensabili per difendere la dignità di chi rappresenta. La storia recente della FP CGIL ne è un esempio lampante, e oggi, alla luce della sottoscrizione della preintesa per il CCNL 2025/27 Funzioni Locali è doveroso esprimere un profondo e sentito riconoscimento a tutta la struttura e ai suoi vertici.
Un ringraziamento sincero va al nostro Segretario Generale Federico Bozzanca che ha saputo mantenere una linea politica ferma e lungimirante, alla Segretaria Nazionale con delega alle Funzioni Locali Tatiana Cazzaniga, per la tenacia con cui ha condotto la trattativa, e al Coordinatore Nazionale Alessandro Purificato, costante punto di riferimento per il lavoro quotidiano nei territori e negli enti locali, ai sempre presenti e competenti Antonio Santomassimo e Simone Morbidoni.
Per comprendere appieno la portata di questo nuovo contratto, occorre fare un passo indietro e riavvolgere il nastro. La decisione della FP CGIL di non sottoscrivere lo scorso CCNL non fu un atto di resa o di sterile contrapposizione, ma una scelta di netta responsabilità politica e sociale. Di fronte a un’inflazione straordinaria che stava divorando le retribuzioni, firmare quell’accordo avrebbe significato avallare la perdita secca di circa il 10% del potere d’acquisto dei lavoratori degli enti locali. La FP CGIL ha scelto di non mettere la firma su un impoverimento programmato, denunciando l’assenza di risorse adeguate a tutela dei salari.
Oggi, la firma della preintesa per il triennio 2025/27 dimostra quanto quella battaglia fosse giusta e come la fermezza di ieri abbia posto le basi per il risultato di oggi. Assistiamo finalmente a un’inversione di tendenza reale. Il nuovo accordo non si limita a ridisegnare gli aspetti economici e normativi, ma risponde all’esigenza fondamentale di restituire valore al lavoro pubblico.
L’elemento di rottura più significativo con il passato è senza dubbio l’introduzione della clausola di salvaguardia. In un panorama economico globale sempre più incerto, questa clausola rappresenta una vera rete di protezione: se nei prossimi anni l’andamento reale dell’inflazione dovesse superare le stime previste, il contratto prevede un meccanismo dinamico di riallineamento delle risorse, garantendo che i salari non rimangano bloccati di fronte a nuove fiammate inflazionistiche.
Ma i punti di forza di questa preintesa vanno ben oltre:
Parità di dignità salariale con le Funzioni Centrali: per la prima volta si spezza una disparità storica. L’incremento retributivo ottenuto si allinea ai parametri economico-contrattuali applicati alle Funzioni Centrali, un comparto che per prassi ed eredità normativa ha quasi sempre goduto di trattamenti più favorevoli. Questo accordo restituisce pari dignità e valore al lavoro svolto negli enti locali, colmando un gap ingiustificato tra lavoratori dello stesso Stato.
Sostegno concreto e risorse statali per i Piccoli Enti: L’introduzione di una specifica indennità per i Comuni di minori dimensioni, finanziata direttamente dallo Stato, è una conquista straordinaria. Pensiamo alla nostra Calabria, dove oltre l’80% degli enti locali versa in condizioni di crisi finanziaria, dissesto o pre-dissesto. In questi contesti, in cui i bilanci rigidi impedivano qualsiasi margine sulla contrattazione integrativa, questa misura rappresenta un aiuto concreto e vitale per tutelare i lavoratori che mandano avanti i servizi essenziali delle nostre comunità.
Piena tutela del diritto alle ferie e continuità salariale: Viene finalmente applicato il principio di origine europea secondo cui la fruizione delle ferie — diritto costituzionale e fondamentale per la salute del lavoratore — non deve comportare alcuna penalizzazione economica. L’inclusione di specifiche indennità legate alla prestazione ordinaria anche durante i periodi di riposo garantisce che il lavoratore non sia “disincentivato” dal riposarsi per il timore di vedere decurtata la propria busta paga. È un atto di civiltà e correttezza contrattuale.
Sviluppo professionale e tutele normative: Vengono rafforzati i percorsi di progressione economica e le tutele individuali, valorizzando l’esperienza e le competenze maturate sul campo e offrendo risposte concrete sul piano della conciliazione vita-lavoro.
La sottoscrizione di questa preintesa, così come precedentemente quella delle Funzioni Centrali, restituisce fiducia e centralità a chi opera negli enti locali, dimostrando che il sindacato della coerenza non solo sa dire dei “no” necessari, ma sa anche trasformare la protesta in capacità negoziale, portando a casa tutele concrete per il presente e per il futuro.
Il Segretario Generale
FP CGIL Calabria
Ferdinando Schipano