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Giustizia, l’11 maggio a Catanzaro il sit in della Funzione Pubblica Cgil

“L’intero sistema giustizia rischia di venir meno alla sua funzione di servizio pubblico fondamentale se non si adottano nell’immediatezza misure necessarie”. Lo affermano Fp Cgil Calabria e Fp Cgil Area Vasta che hanno organizzato il prossimo 11 maggio un sit e in e un’assemblea sindacale con i lavoratori precari e a tempo indeterminato della giustizia.

L’iniziativa rientra nel perimetro della manifestazione nazionale “Un’altra idea di giustizia” e mira a fare il punto su vecchie e nuove criticità dell’apparato.

In particolare, il sindacato rivendica la carenza di personale che attanaglia tutti gli uffici giudiziari e denuncia come le stabilizzazioni di circa 9.368 lavoratori del Pnrr, previste per il primo luglio 2026, non basteranno a colmare i vuoti d’organico di oltre il 40 per cento.

Inoltre, sottolinea Fp Cgil, allo stato l’amministrazione lascerebbe a casa 1500 unità di lavoratori del Pnrr che dovranno sottoporsi ad un’altra procedura concorsuale con il rischio di perdere le funzioni professionali o addirittura la sede.

Per i lavoratori a tempo indeterminato la sigla punta alla riqualificazione e valorizzazione di tutto il personale tramite il riconoscimento delle competenze e professionalità acquisite, il diritto alla carriera e a posizioni organizzative negate dall’immobilismo dell’amministrazione.

Durante l’incontro dello scorso 29 aprile, la Cgil, convocata separatamente in quanto non ha sottoscritto il CCNL 2022/2024, ha espresso la sua contrarietà al nuovo ordinamento, in quanto cambia il nome “profili” in “famiglie”, confermando cancellieri e assistenti giudiziari nell’area degli assistenti e i direttori qualifica ad esaurimento come previsto nell’area dei Funzionari.

In pratica, si cambia tutto per non cambiare niente, senza prevedere le figure professionali dei lavoratori del Pnrr Aupp (addetti all’ufficio del processo), Tecnici e Data Entry.

Fp Cgil confida che l’amministrazione proceda alle progressioni verticali in deroga all’Art.18 CCNL 2019/2021, i cui fondi scadono il 30 giugno 2026, procedendo allo svuotamento dell’area degli operatori nell’area Assistenti e facendo transitare nell’area dei Funzionari il personale che svolge assistenza al magistrato in udienza, nonché dei contabili.

Infine, chiede per gli operatori giudiziari part-time stabilizzati a marzo 2026 la trasformazione del contratto a Full-Time.

Il sit in si svolgerà dalle 9.45 a piazza Matteotti, a seguire si terrà assemblea sindacale con la coordinatrice nazionale Fp Cgil Giustizia Felicia Russo presso il Tribunale Ordinario di via Argento.

Consultori, dalla CGIL analisi e proposte per tutelarli e rilanciarli

Consultori Familiari, Alessandra Baldari Fp Cgil Calabria

Si è tenuta a Reggio Calabria l’iniziativa promossa da Spi Cgil Calabria, Fp Cgil Calabria e Cgil Calabria “Consultori familiari, un bene da difendere”. All’evento, patrocinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, sono intervenuti, tra gli altri, la Segretaria Generale Spi Cgil Nazionale Tania Scacchetti e il Segretario Generale Fp Cgil Nazionale Federico Buzzanca, nonché la Dg dell’Asp di Reggio Calabria Lucia Di Furia, l’assessore al Welfare della Città Metropolitana di Reggio Calabria Lucia Anita Nucera, il Dg del Dipartimento Salute della Regione Calabria Ernesto Esposito e Serena Donati, dirigente di Ricerca dell’Iss.

Drammatica la fotografia e la geografia dei presidi calabresi.  Per legge dovrebbe esserne previsto uno ogni 20mila, ma la realtà calabrese è molto distante da questa prospettiva.

L’Asp di Catanzaro è tra le aziende provinciali quella con la forbice più ampia tra programmazione e realtà (solo 5 i consultori attivi su 17 programmati). L’Asp di Vibo Valentia ha il tasso di attivazione più basso rispetto alla popolazione (solo 3 presidi attivi), mentre l’Asp di Cosenza, nonostante il numero assoluto più alto di consultori, non riesce, a causa della vastità del territorio, a coprire con 23 centri attivi la domanda delle zone interne.

Nel territorio di Crotone il fabbisogno teorico prevede 12 consultori ma quelli attivi sono solo 4, mentre nel territorio di Reggio Calabria sono addirittura 14 i consultori mancanti.

“Il tema è riappropriarsi di un servizio importante e della sua funzione – ha affermato la Segretaria Generale Spi Cgil Nazionale Tania Scacchetti -. I consultori vanno difesi nell’ottica di un loro rilancio e di una delocalizzazione dei servizi, affinché si esca da un’ottica ospedalocentrica. Per poterlo fare servono risorse, finanziamenti e personale”.

Necessaria anche un’integrazione nei consultori dei “Spazi Argento”, luoghi dedicati alla salute delle donne over 65 e pensati per essere accessibili e intervenire su salute mentale, menopausa, screening.

Per il Segretario Generale Fp Cgil Nazionale Federico Buzzanca è urgente e necessario riappropriarsi con coraggio di una visione “femminista” della salute, adottando politiche e strategie che possano mettere al primo posto la cura della persona.

Per Fp Cgil Calabria ci sono i margini per operare delle scelte di investimento mirate da parte della Regione, entro i limiti di spesa definiti dai Ministeri affiancanti. Fatta la programmazione però, è fondamentale destinare risorse economiche adeguate a intervenire sullo stato strutturale dei presidi esistenti, dotandoli di una strumentazione moderna e colmando le carenze di personale con un piano di reclutamento a tempo indeterminato rivolto a tutte le figure professionali componenti le equipe multidisciplinari e non solo quelle di base. Importante focalizzare alcune criticità, come l’elevato tasso di obiettori di coscienza, che sfiorano il 70 per cento in Calabria.

La Cgil Calabria ha annunciato la richiesta alla Regione di un Tavolo sui consultori.

L’Obiettivo è restituire ai consultori il ruolo centrale di presidio della salute pubblica dedicato alla prevenzione, alla promozione e alla tutela della salute della donna, delle persone Lgbtqia+, dei giovani, delle coppie e delle famiglie.

All’iniziativa sono intervenuti il Segretario Generale Spi Cgil Calabria Carmelo Gullì, la Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari, la Segretaria Cgil Calabria Celeste Logiacco, la Segretaria Spi Cgil Calabria Rossella Napolano, la responsabile del Coordinamento donne SPI Calabria Ornella Catalano, il Segretario Generale Cgil Area Metropolitana Reggio Calabria Gregorio Pititto.

Sanità privata, sindacati confederali proclamano stato di agitazione per i lavoratori con Ccnl Aiop/Aris

È davvero senza fine la vertenza per il rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro della Sanità privata, Aiol Rsa e Aris Rsa, che registra ormai un ritardo inaccettabile da parte delle due associazioni. Il mancato rinnovo del CCNL AIOP/ARIS per i Lavoratori che operano nelle Strutture della Sanità Privata accumula un ritardo di otto anni, mentre i CCNL AIOP RSA e ARIS RSA registrano un ritardo addirittura di tredici anni, con il risultato di una cornice normativa ormai datata e di salari non più adeguati, privi di reali rivalutazioni del potere d’acquisto.
È forte la preoccupazione per uno stallo negoziale determinato, da un lato, dalla scelta delle associazioni datoriali Aris–Aiop di subordinare l’apertura del tavolo di rinnovo del CCNL alla copertura integrale dei costi da parte delle Regioni e, dall’altro, da un quadro ancora insufficiente sul versante RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) dove, pur con l’apertura di tavoli di trattativa, non sono stati dati reali segnali di disponibilità a raggiungere in tempi brevi i rinnovi contrattuali. Tali condizioni compromettono i diritti e le legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori, già penalizzati dall’aumento del costo della vita, e rischiano di incidere sulla qualità dei servizi erogati. Lavoratori impegnati giorno e notte nei servizi di assistenza e di cura a soggetti veramente fragili e bisognosi di adeguate cure. Per quanto riguarda le RSA, stiamo parlando di Strutture extra-ospedaliere a carattere sanitario, dedicate principalmente ad anziani o adulti disabili che non possono essere assistiti a domicilio e necessitano di cure mediche, infermieristiche e riabilitative a tempo pieno. Oltre che del supporto nelle attività quotidiane, quali l’alimentazione, l’igiene personale e la mobilità. Strutture fondamentali soprattutto qui in Calabria, dove il sistema sociosanitario è assolutamente carente.
A fronte di questi delicati compiti e dell’irrinunciabile necessità di far funzionare bene queste importanti strutture è davvero inaccettabile la difficoltà a riuscire a convincere le parti datoriali che per garantire servizi di qualità in settori delicatissimi che hanno in carico la cura di persone fragili è indispensabile valorizzare i lavoratori ed è, soprattutto, fondamentale garantire a parità di lavoro le stesse tutele e gli stessi diritti riconosciuti al personale che opera nel pubblico.
Fondamentale è il coinvolgimento degli attori istituzionali deputati al controllo e all’accreditamento di queste strutture, a cui la FP CGIL, la CISL FP e la UIL FPL Calabria chiedono che i relativi accreditamenti siano subordinati all’applicazione di CCNL che garantiscano condizioni di lavoro dignitose e che siano sottoscritti dalle sigle sindacali maggiormente rappresentative.
Situazione che ha portato le Segreterie Nazionali di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL a proclamare lo stato di agitazione del personale con una mobilitazione che non cesserà fino a quando la situazione non si sbloccherà con il giusto rinnovo di questi contratti collettivi.
Anche qui in Calabria, dove la situazione è ancora più delicata per le ben note carenze e criticità di tutto il sistema socio-sanitario, i lavoratori che erogano servizi di assistenza e cura nelle Strutture della Sanità privata e nelle RSA che applicano i CCNL AIOP e ARIS aderiscono convintamente allo stato di agitazione e alla mobilitazione in atto, mentre le Segreterie regionali di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL invitano la Direzione strategica di Azienda Zero ad effettuare i dovuti controlli al fine di verificare il rispetto delle norme fondamentali che disciplinano non solo il rapporto di lavoro ma anche la qualità di vita e il benessere organizzativo dei lavoratori e degli assistiti.
I Segretari Generali
FP CGIL Calabria      CISL FP Calabria        UIL FPL Calabria
Alessandra Baldari      Luciana Giordano                Walter Bloise

Giustizia, Fp Cgil invoca la stabilizzazione per tutti. Sit in domani a Catanzaro e Reggio

La notizia della stabilizzazione di 9369 precari assunti per il Pnrr conforta e gratifica l’Fp Cgil Calabria delle battaglie portate avanti. Non cambia però l’obiettivo: stabilizzazione per tutti! Ecco perché sabato 31 gennaio saremo in sit in davanti alle Corti d’Appello di Reggio Calabria e Catanzaro in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
A questo governo abbiamo molto da chiedere per il comparto giustizia, oltre alla stabilizzazione di tutti precari: nuove assunzioni, strutturazione dell’Ufficio per il processo, investimenti in tecnologia e innovazione, interventi seri sull’edilizia giudiziaria, valorizzazione di tutte le professionalità attraverso un nuovo ordinamento, passaggi economici e di area.
Ma non solo. Quest’anno l’inaugurazione dell’anno giudiziario sarà un passaggio istituzionale che si intreccia con la decisione del governo di avviare una revisione della Costituzione, aprendo uno scontro che investe direttamente l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione e incide sul lavoro quotidiano negli uffici giudiziari.
La riforma proposta non affronta i nodi strutturali del sistema. Non riduce l’arretrato, non accelera i tempi, non migliora la qualità del servizio, non rafforza i diritti di cittadinanza. Al contrario, rischia di alterare equilibri costituzionali delicati e di lasciare irrisolte, ancora una volta, le condizioni materiali in cui la giustizia opera.
La giustizia è un servizio pubblico essenziale, che vive del lavoro di migliaia di persone. Le problematiche non si superano con una revisione costituzionale, ma con scelte politiche chiare su investimenti, organizzazione e valorizzazione del lavoro. Senza stabilità, riconoscimento professionale e prospettive di crescita, nessuna riforma può produrre risultati concreti.
Bisogna investire risorse per rendere attrattivo questo ministero o si rischia la chiusura per mancanza di personale.
Sabato 31 gennaio a Reggio Calabria e Catanzaro dalle 9.30 i lavoratori della giustizia faranno sentire la loro voce!!

Giustizia, sit in della Fp Cgil il 31 gennaio davanti alla Corti d’Appello di Catanzaro e Reggio Calabria

precarigiustiziafpcgil

Stabilizzazione del personale precario, nuove assunzioni, strutturazione dell’Ufficio per il processo, investimenti in tecnologia e innovazione, interventi seri sull’edilizia giudiziaria, valorizzazione di tutte le professionalità attraverso un nuovo ordinamento, passaggi economici e di area.
Sono queste le rivendicazioni della Fp Cgil al centro dei presidi dei precari della giustizia che si terranno davanti alle Corti d’Appello di Catanzaro e Reggio Calabria sabato 31 gennaio a partire dalle 9.30 in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Quest’anno quel passaggio istituzionale si intreccia con la decisione del governo di avviare una revisione della Costituzione, aprendo uno scontro che investe direttamente l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione e incide sul lavoro quotidiano negli uffici giudiziari. La riforma proposta non affronta i nodi strutturali del sistema. Non riduce l’arretrato, non accelera i tempi, non migliora la qualità del servizio, non rafforza i diritti di cittadinanza. Al contrario, rischia di alterare equilibri costituzionali delicati e di lasciare irrisolte, ancora una volta, le condizioni materiali in cui la giustizia opera.
La giustizia è un servizio pubblico essenziale, che vive del lavoro di migliaia di persone. Con gli uffici sotto organico, i carichi di lavoro insostenibili, e senza la stabilizzazione di tutto il personale precario, le condizioni peggioreranno, con il ridursi delle lavoratrici e dei lavoratori. In più ci sono edifici inadeguati e una strumentazione informatica ancora non all’altezza dei compiti richiesti. Queste problematiche non si superano con una revisione costituzionale, ma con scelte politiche chiare su investimenti, organizzazione e valorizzazione del lavoro. Senza stabilità, riconoscimento professionale e prospettive di crescita, nessuna riforma può produrre risultati concreti.
Bisogna investire risorse per rendere attrattivo questo ministero o si rischia la chiusura per mancanza di personale, che ha un’età media di oltre 55 anni. La stabilizzazione dei 11.200 precari è un’esigenza e non una scelta, viste le carenze che si attestavano a 14.441 unità al 31 dicembre 2025 e un numero elevato e costante di pensionamenti su tutte le figure professionali. Nel triennio 2023/25 sono fuoriuscite oltre 7mila unità.

Carceri, Fp Cgil illustra al Provveditore dell’amministrazione penitenziaria regionale criticità e lacune

Una delegazione della Fp Cgil Calabria ha incontrato nei giorni scorsi il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Calabria Lucia Castellano al fine di illustrare le urgenze e le criticità delle carceri calabresi individuate dal sindacato.

Il Segretario Fp Cgil Calabria Bruno Talarico, il Coordinatore regionale Fp Cgil Polizia Penitenziaria Angelo Boeti, la Coordinatrice provinciale Fp Cgil Polizia Penitenziaria Cosenza Lucia Covello hanno evidenziato importanti lacune nell’organizzazione del lavoro in termini di efficacia ed efficienza; è stata chiesta la verifica sulla programmazione dei turni di piantonamento negli ospedali in ambito regionale nonché su eventuali accumuli di straordinario da fruire quali riposi compensativi.

I sindacalisti hanno poi denunciato, tra l’altro, provvedimenti provvisori di mobilità poco trasparenti all’interno degli istituti; sperequazione nei tempi di lavorazione nelle pratiche inerenti il personale di Polizia Penitenziaria; la mancata rotazione del personale in alcuni posti di servizio nell’ambito di determinati istituti penitenziari; la mancanza di direttore e comandante titolare a Rossano, anche se la competenza ricade nel Dap di Roma.

La Fp Cgil ha poi chiesto l’impiego dei sottufficiali nei servizi di sorveglianza generale laddove vi è  congrua presenza, esentando da tale incarico gli assistenti capo coordinatore.

Al termine dell’incontro la delegazione ha registrato una forte e determinata attenzione da parte del Provveditore sulle questioni rappresentate.

Azienda Zero, Fp Cgil e Uil Fpl denunciano inefficienze e comportamenti antisindacali

Non certo positive sono state le attenzioni rivolte dalla Corte dei Conti nei mesi scorsi in una delle recenti relazioni su Azienda Zero. L’ente di governance della sanità regionale istituito nel 2021 con la legge regionale numero 32, risulta ancora in ritardo. A quattro anni dalla sua nascita, il processo di subentro nelle funzioni della gestione sanitaria accentrata (GSA) e delle aziende sanitarie risulta ancora parziale. Il direttore generale non ha indicato una tempistica precisa per l’avvio delle funzioni strategiche. Secondo la Corte, questo ritardo mantiene “un quadro non ancora del tutto delineato”, con effetti negativi sulla capacità gestionale del sistema sanitario calabrese.

Forse è per questo che con una certa fretta, in totale contrasto con le norme di riferimento, e in spregio alle corrette relazioni sindacali, Azienda Zero convoca solo alcune sigle a discutere di trasferimento del personale operante nell’emergenza urgenza, con tanto di modifica di Datore di Lavoro, accampando la scusa della mancata sottoscrizione del Contratto nazionale che nulla ha a che fare con il trasferimento di funzioni e personale, materie regolate per legge sovraordinata al Contratto. Non certo un affare di poco conto, atteso che è in discussione uno sei servizi più delicati e allo stesso tempo più critici del Servizio Sanitario regionale. Lavoratori e cittadini sanno bene quanto pesano le carenze di personale in questo settore che, insieme ad una governance accentrata recentemente e disfunzionale, hanno determinato condizioni di lavoro insostenibili e gravi disservizi ai pazienti.

Stiamo parlando non di poche, ma di oltre 1200 persone che, alcuni presunti risolutori, intenderebbero, alla stregua di un gregge. trasferire in un nuovo recinto. Non attraverso una transumanza ma caricandoli in dei vagoni merci con direzione incerta.

Forse sfugge ad Azienda Zero che il trasferimento di personale tra aziende pubbliche in Italia, richiede ancora, obbligatoriamente un’informativa e una consultazione sindacale preventiva da parte di cedente e cessionario (art. 47 L. 428/1990). Particolare tutela spetta inoltre ai rappresentanti sindacali (RSU) che necessitano del nulla osta dell’organizzazione di appartenenza per essere trasferiti, per evitare condotte antisindacali. A meno che la condotta antisindacale sia diventata uno scudetto di cui fregiarsi, cosa che alle latitudini prossime alla località Germaneto di Catanzaro è ormai una regola. Come al solito si predica bene e si razzola male.

Allo stesso modo sfugge che Azienda Zero non ha la propria rappresentanza sindacale, non ha il fondo denominato “Fondo risorse decentrate” destinato alla contrattazione integrativa ed ai trattamenti accessori, tantomeno mai ha attivato un contratto decentrato Integrativo. Così, nel mentre la Calabria affoga nei suoi problemi sanitari, con la gente spesso disperata per le inefficienze e la negazione di cure, Azienda Zero apparecchia un tavolo con quattro interlocutori per decidere le sorti del personale dell’Emergenza Urgenza.

Tradotto, in pochi dovrebbero decidere le condizioni di lavoro da applicare nella nuova Azienda. Altro che il trasferimento volontario preannunciato dalla stampa!

Non meglio si prevede riguardo l’accelerazione sulla GSA le cui funzioni vengono trasferite ad Azienda Zero, ma esercitate di fatto da personale in avvalimento del Dipartimento della Salute, anche qui bypassando il confronto sindacale e senza alcuna trasparenza sulle motivazioni e i criteri di scelta sulle unità di cui avvalersi, evidentemente in ragione di una carenza palese di personale per esercitare tale fondamentale funzione.
Dovremmo chiederci perché le prime fasi che hanno riguardato altri trasferimenti di personale dalle Aziende Sanitarie Provinciali sempre ad Azienda Zero, siano stati caratterizzati da opzioni di scelta e addirittura perfezionati da colloqui. Forse il personale dell’emergenza urgenza va trattato diversamente da chi si occupava nelle ASP di gestione del personale o informatica?

Mai in Calabria nei 30 anni precedenti sono stati trasferiti da una azienda pubblica ad una altra azienda pubblica oltre 1200 persone.

Per il trasferimento di deleghe e personale dalle province alla Regione ci furono appositi tavoli tecnici alla presenza di tutti gli attori coinvolti che durarono oltre 1 anno e nel rispetto delle prerogative sindacali, i componenti delle RSU dalle province furono trasferiti in Regione mantenendo la loro carica di eletti.

Oggi, qualcuno pensa di far perdere a decine di eletti la loro carica di rappresentante dei lavoratori. Ma a chi giova questo teatrino?

La Fp Cgil e la Uil Fpl nel corso del recente incontro avuto con il presidente della giunta Regionale e i dirigenti generali in materia di sanità, hanno ampiamente chiarito che tuteleranno in tutte le sedi competenti i propri iscritti e le proprie rappresentanze. Quanto sta accadendo è un affronto alle regole democratiche e ai più elementari principi sindacali.

Dove è finita L’Azienda Zero nata per perseguire la razionalizzazione, l’integrazione e l’efficientamento dei servizi sanitari, socio-sanitari e tecnico-amministrativi del Servizio sanitario regionale, con modalità partecipative basate su percorsi improntati alla massima trasparenza, alla condivisione responsabile, nel rispetto del principio di efficienza, efficacia, razionalità ed economicità nell’impiego delle risorse?

Forse in molti non hanno riletto la Legge regionale di istituzione, oppure pensano che le modalità partecipate e la Trasparenza siano da affrontare solo con chi riverisce.

Alessandra Baldari – Segretaria Generale Fp Cgil Calabria

Walter Bloise – Segretario Generale Uil Fpl

È Ivan Potente il nuovo Segretario Fp Cgil Medici Calabria

Fp Cgil Medici Ivan Potente

È Ivan Potente, il nuovo Segretario Fp Cgil Medici Calabria. L’elezione all’unanimità è avvenuta durante una nutrita assemblea a cui ha preso parte, tra gli altri, il Segretario Nazionale Fp Cgil Andrea Filippi.

“Potente – ha affermato la Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari – è uno stimato dirigente sindacale dell’Area Vasta. La scelta è ricaduta su di lui per l’impegno che negli anni ha profuso per la categoria dei medici rappresentando un punto di riferimento. La sua esperienza lo ha reso nel tempo tra le figure più presenti e rappresentative, non solo del comparto dirigenziale, ma anche di quello della sanità pubblica.”

La Segretaria ha poi ringraziato l’uscente Segretario Generale Francesco Masotti per il lungo e meticoloso lavoro svolto che ha permesso di tenere vivo il dibattito intorno

alla figura del dirigente medico dentro e fuori la Cgil, unitamente alle rivendicazioni del settore. Un impegno portato anche nell’esecutivo nazionale della Fp Cgil Medici.

Fp Cgil ad Occhiuto: “I Centri per l’Impiego al centro di sogni differenti”

Al sogno del presidente Occhiuto, ad apertura della nuova legislatura, di aprire dei Centri per l’Impiego in Tunisia allo scopo di formare e reclutare risorse da impiegare nei cantieri calabresi si contrappone il sogno, da anni irrealizzato, della FP CGIL Calabria di vedere soddisfatte le richieste dei dipendenti dei CPI e dei cittadini disoccupati calabresi!

Un Presidente in cerca di idee volte a stupire l’opinione pubblica, ma evidentemente lontano dalla realtà, che caratterizza i CPI della nostra regione sulla quale più volte abbiamo acceso i riflettori facendo nostro il malcontento che si respira negli uffici del lavoro dislocati su tutto l’intero territorio, e che ruota intorno alla formazione.

Nel corso della precedente legislatura abbiamo evidenziato, a scadenza ravvicinata, le tante storture del sistema dei Centri per l’Impiego, dove nonostante l’attuazione del Piano di Potenziamento con il subentro di nuove risorse, il personale, oberato dalle molteplici attività, che si aggiungono periodicamente senza un’organizzazione chiara e definita, continua quotidianamente, senza alcun riconoscimento, a garantire il funzionamento della macchina amministrativa in un settore cardine a servizio dei cittadini.

Nonostante le immani risorse finanziare destinate ai Centri per l’Impiego in questi anni non si è registrato niente di significativo, se non il continuo mortificare le aspettative di crescita professionale ed economica dei dipendenti le cui esigenze rimangono giornalmente inascoltate dalla dirigenza. Luoghi, i CPI, dove la meritocrazia e la trasparenza non trovano spazio con un modus operandi reiterato e spesso alimentato da chi con non curanza non affronta le tante problematiche emerse, che arrecano disagi e una guerra tra poveri.

Sorprende che il Presidente Occhiuto pensi alla Tunisia, ma che non si sia mai interrogato sulle cause della fuga di personale e del malcontento generalizzato. Innegabile l’allontanamento dai CPI verso altri settori dell’Ente, quando possibile verso altre Amministrazioni, con condizioni di lavoro più soddisfacenti, con la possibilità di crescita e di una retribuzione più adeguata. D’altronde solo al Dipartimento Lavoro accade che una manifestazione per l’attribuzione delle Elevate Qualificazioni rimanga in attesa di definizione dopo sei mesi.

Uffici pubblici non appetibili, non sicuri, senza servizio di vigilanza, più volte sollecitato dalla FP CGIL, che espone a rischi giornalieri i dipendenti allocati in sedi inadeguate, che non offrono certo un ambiente confortevole ad un’utenza disagiata alla quale non può essere garantita nemmeno la necessaria privacy.

Un quadro desolante quello dei Centri per l’Impiego, uffici di cui il Presidente dovrebbe interessarsi un po’ più da vicino, prestando il giusto ascolto, prendendo atto della scarsa attenzione alle nostre richieste e alle situazioni limite in cui il personale è costretto ad operare, erogando servizi ad un’utenza insoddisfatta, che richiede lavoro e non formazione perenne senza alcuno sbocco occupazionale concreto perchè troppo spesso non corrispondente alle reali esigenze. Troppe le risorse destinate ad una formazione inefficace. Prima di pensare di poter esportare prassi barcollanti in altri Paesi, con ulteriore sperpero di denaro pubblico, sarebbe bene analizzare le tante lacune del sistema e rendere funzionale, appetibile anche grazie alle tante professionalità di lungo corso e dei nuovi assunti un settore così strategico e rilevante nella nostra Calabria.

Riteniamo necessario reiterare ancora una volta, – chiosa la FP CGIL Calabria – la richiesta di apertura di un tavolo costruttivo per attuare delle azioni finalizzate al benessere dei dipendenti. Ci piacerebbe, che l’avvio della nuova legislatura segnasse un cambio di passo e che l’apertura al dialogo più volte sbandierata dalla dirigenza e dalla politica si concretizzasse finalmente in un utile confronto operativo per il buon funzionamento di un servizio pubblico essenziale, visto l’alto tasso di disoccupazione registrato in Calabria, con l’impiego di risorse mirate ad una formazione efficace che non rimanga solo sulla carta utile così soltanto ad accrescere il benessere degli Enti di formazione ma non dei cittadini.

Sottoscritto il contratto decentrato della Giunta regionale. Soddisfatta Fp Cgil

È stato sottoscritto stamani il contratto decentrato 2025 dei lavoratori e delle lavoratrici della giunta della Regione Calabria. Ferdinando Schipano (Fp Cgil Calabria), Walter Bloise (Uil Fpl Calabria) e Gianluca Tedesco (Cisal Csa), oltre che il Coordinamento Rsu della Regione Calabria, esprimono profondo apprezzamento per il risultato ottenuto.

“Si tratta di un contratto – affermano – sia innovativo che migliorativo del precedente in tutti gli istituti contrattuali. Nello specifico sono state aumentata la produttività e l’indennità legata a responsabilità; è più che raddoppiata l’indennità per condizioni di lavoro. È stata prevista l’attivazione dei differenziali stipendiali e introdotto, quale strumento di welfare aziendale, un incentivo per coloro i quali viaggiano per raggiungere le varie sedi della Regione Calabria”.

“Abbiamo cercato – concludono – di dare risposte tenendo conto che il salario afferente alle categorie delle funzioni locali è il più basso all’interno della pubblica amministrazione”.

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