Giustizia, l’11 maggio a Catanzaro il sit in della Funzione Pubblica Cgil

“L’intero sistema giustizia rischia di venir meno alla sua funzione di servizio pubblico fondamentale se non si adottano nell’immediatezza misure necessarie”. Lo affermano Fp Cgil Calabria e Fp Cgil Area Vasta che hanno organizzato il prossimo 11 maggio un sit e in e un’assemblea sindacale con i lavoratori precari e a tempo indeterminato della giustizia.

L’iniziativa rientra nel perimetro della manifestazione nazionale “Un’altra idea di giustizia” e mira a fare il punto su vecchie e nuove criticità dell’apparato.

In particolare, il sindacato rivendica la carenza di personale che attanaglia tutti gli uffici giudiziari e denuncia come le stabilizzazioni di circa 9.368 lavoratori del Pnrr, previste per il primo luglio 2026, non basteranno a colmare i vuoti d’organico di oltre il 40 per cento.

Inoltre, sottolinea Fp Cgil, allo stato l’amministrazione lascerebbe a casa 1500 unità di lavoratori del Pnrr che dovranno sottoporsi ad un’altra procedura concorsuale con il rischio di perdere le funzioni professionali o addirittura la sede.

Per i lavoratori a tempo indeterminato la sigla punta alla riqualificazione e valorizzazione di tutto il personale tramite il riconoscimento delle competenze e professionalità acquisite, il diritto alla carriera e a posizioni organizzative negate dall’immobilismo dell’amministrazione.

Durante l’incontro dello scorso 29 aprile, la Cgil, convocata separatamente in quanto non ha sottoscritto il CCNL 2022/2024, ha espresso la sua contrarietà al nuovo ordinamento, in quanto cambia il nome “profili” in “famiglie”, confermando cancellieri e assistenti giudiziari nell’area degli assistenti e i direttori qualifica ad esaurimento come previsto nell’area dei Funzionari.

In pratica, si cambia tutto per non cambiare niente, senza prevedere le figure professionali dei lavoratori del Pnrr Aupp (addetti all’ufficio del processo), Tecnici e Data Entry.

Fp Cgil confida che l’amministrazione proceda alle progressioni verticali in deroga all’Art.18 CCNL 2019/2021, i cui fondi scadono il 30 giugno 2026, procedendo allo svuotamento dell’area degli operatori nell’area Assistenti e facendo transitare nell’area dei Funzionari il personale che svolge assistenza al magistrato in udienza, nonché dei contabili.

Infine, chiede per gli operatori giudiziari part-time stabilizzati a marzo 2026 la trasformazione del contratto a Full-Time.

Il sit in si svolgerà dalle 9.45 a piazza Matteotti, a seguire si terrà assemblea sindacale con la coordinatrice nazionale Fp Cgil Giustizia Felicia Russo presso il Tribunale Ordinario di via Argento.

Consultori, dalla CGIL analisi e proposte per tutelarli e rilanciarli

Consultori Familiari, Alessandra Baldari Fp Cgil Calabria

Si è tenuta a Reggio Calabria l’iniziativa promossa da Spi Cgil Calabria, Fp Cgil Calabria e Cgil Calabria “Consultori familiari, un bene da difendere”. All’evento, patrocinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, sono intervenuti, tra gli altri, la Segretaria Generale Spi Cgil Nazionale Tania Scacchetti e il Segretario Generale Fp Cgil Nazionale Federico Buzzanca, nonché la Dg dell’Asp di Reggio Calabria Lucia Di Furia, l’assessore al Welfare della Città Metropolitana di Reggio Calabria Lucia Anita Nucera, il Dg del Dipartimento Salute della Regione Calabria Ernesto Esposito e Serena Donati, dirigente di Ricerca dell’Iss.

Drammatica la fotografia e la geografia dei presidi calabresi.  Per legge dovrebbe esserne previsto uno ogni 20mila, ma la realtà calabrese è molto distante da questa prospettiva.

L’Asp di Catanzaro è tra le aziende provinciali quella con la forbice più ampia tra programmazione e realtà (solo 5 i consultori attivi su 17 programmati). L’Asp di Vibo Valentia ha il tasso di attivazione più basso rispetto alla popolazione (solo 3 presidi attivi), mentre l’Asp di Cosenza, nonostante il numero assoluto più alto di consultori, non riesce, a causa della vastità del territorio, a coprire con 23 centri attivi la domanda delle zone interne.

Nel territorio di Crotone il fabbisogno teorico prevede 12 consultori ma quelli attivi sono solo 4, mentre nel territorio di Reggio Calabria sono addirittura 14 i consultori mancanti.

“Il tema è riappropriarsi di un servizio importante e della sua funzione – ha affermato la Segretaria Generale Spi Cgil Nazionale Tania Scacchetti -. I consultori vanno difesi nell’ottica di un loro rilancio e di una delocalizzazione dei servizi, affinché si esca da un’ottica ospedalocentrica. Per poterlo fare servono risorse, finanziamenti e personale”.

Necessaria anche un’integrazione nei consultori dei “Spazi Argento”, luoghi dedicati alla salute delle donne over 65 e pensati per essere accessibili e intervenire su salute mentale, menopausa, screening.

Per il Segretario Generale Fp Cgil Nazionale Federico Buzzanca è urgente e necessario riappropriarsi con coraggio di una visione “femminista” della salute, adottando politiche e strategie che possano mettere al primo posto la cura della persona.

Per Fp Cgil Calabria ci sono i margini per operare delle scelte di investimento mirate da parte della Regione, entro i limiti di spesa definiti dai Ministeri affiancanti. Fatta la programmazione però, è fondamentale destinare risorse economiche adeguate a intervenire sullo stato strutturale dei presidi esistenti, dotandoli di una strumentazione moderna e colmando le carenze di personale con un piano di reclutamento a tempo indeterminato rivolto a tutte le figure professionali componenti le equipe multidisciplinari e non solo quelle di base. Importante focalizzare alcune criticità, come l’elevato tasso di obiettori di coscienza, che sfiorano il 70 per cento in Calabria.

La Cgil Calabria ha annunciato la richiesta alla Regione di un Tavolo sui consultori.

L’Obiettivo è restituire ai consultori il ruolo centrale di presidio della salute pubblica dedicato alla prevenzione, alla promozione e alla tutela della salute della donna, delle persone Lgbtqia+, dei giovani, delle coppie e delle famiglie.

All’iniziativa sono intervenuti il Segretario Generale Spi Cgil Calabria Carmelo Gullì, la Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari, la Segretaria Cgil Calabria Celeste Logiacco, la Segretaria Spi Cgil Calabria Rossella Napolano, la responsabile del Coordinamento donne SPI Calabria Ornella Catalano, il Segretario Generale Cgil Area Metropolitana Reggio Calabria Gregorio Pititto.

Sanità privata, sindacati confederali proclamano stato di agitazione per i lavoratori con Ccnl Aiop/Aris

È davvero senza fine la vertenza per il rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro della Sanità privata, Aiol Rsa e Aris Rsa, che registra ormai un ritardo inaccettabile da parte delle due associazioni. Il mancato rinnovo del CCNL AIOP/ARIS per i Lavoratori che operano nelle Strutture della Sanità Privata accumula un ritardo di otto anni, mentre i CCNL AIOP RSA e ARIS RSA registrano un ritardo addirittura di tredici anni, con il risultato di una cornice normativa ormai datata e di salari non più adeguati, privi di reali rivalutazioni del potere d’acquisto.
È forte la preoccupazione per uno stallo negoziale determinato, da un lato, dalla scelta delle associazioni datoriali Aris–Aiop di subordinare l’apertura del tavolo di rinnovo del CCNL alla copertura integrale dei costi da parte delle Regioni e, dall’altro, da un quadro ancora insufficiente sul versante RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) dove, pur con l’apertura di tavoli di trattativa, non sono stati dati reali segnali di disponibilità a raggiungere in tempi brevi i rinnovi contrattuali. Tali condizioni compromettono i diritti e le legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori, già penalizzati dall’aumento del costo della vita, e rischiano di incidere sulla qualità dei servizi erogati. Lavoratori impegnati giorno e notte nei servizi di assistenza e di cura a soggetti veramente fragili e bisognosi di adeguate cure. Per quanto riguarda le RSA, stiamo parlando di Strutture extra-ospedaliere a carattere sanitario, dedicate principalmente ad anziani o adulti disabili che non possono essere assistiti a domicilio e necessitano di cure mediche, infermieristiche e riabilitative a tempo pieno. Oltre che del supporto nelle attività quotidiane, quali l’alimentazione, l’igiene personale e la mobilità. Strutture fondamentali soprattutto qui in Calabria, dove il sistema sociosanitario è assolutamente carente.
A fronte di questi delicati compiti e dell’irrinunciabile necessità di far funzionare bene queste importanti strutture è davvero inaccettabile la difficoltà a riuscire a convincere le parti datoriali che per garantire servizi di qualità in settori delicatissimi che hanno in carico la cura di persone fragili è indispensabile valorizzare i lavoratori ed è, soprattutto, fondamentale garantire a parità di lavoro le stesse tutele e gli stessi diritti riconosciuti al personale che opera nel pubblico.
Fondamentale è il coinvolgimento degli attori istituzionali deputati al controllo e all’accreditamento di queste strutture, a cui la FP CGIL, la CISL FP e la UIL FPL Calabria chiedono che i relativi accreditamenti siano subordinati all’applicazione di CCNL che garantiscano condizioni di lavoro dignitose e che siano sottoscritti dalle sigle sindacali maggiormente rappresentative.
Situazione che ha portato le Segreterie Nazionali di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL a proclamare lo stato di agitazione del personale con una mobilitazione che non cesserà fino a quando la situazione non si sbloccherà con il giusto rinnovo di questi contratti collettivi.
Anche qui in Calabria, dove la situazione è ancora più delicata per le ben note carenze e criticità di tutto il sistema socio-sanitario, i lavoratori che erogano servizi di assistenza e cura nelle Strutture della Sanità privata e nelle RSA che applicano i CCNL AIOP e ARIS aderiscono convintamente allo stato di agitazione e alla mobilitazione in atto, mentre le Segreterie regionali di FP CGIL, CISL FP e UIL FPL invitano la Direzione strategica di Azienda Zero ad effettuare i dovuti controlli al fine di verificare il rispetto delle norme fondamentali che disciplinano non solo il rapporto di lavoro ma anche la qualità di vita e il benessere organizzativo dei lavoratori e degli assistiti.
I Segretari Generali
FP CGIL Calabria      CISL FP Calabria        UIL FPL Calabria
Alessandra Baldari      Luciana Giordano                Walter Bloise

Azienda Zero, Fp Cgil e Uil Fpl denunciano inefficienze e comportamenti antisindacali

Non certo positive sono state le attenzioni rivolte dalla Corte dei Conti nei mesi scorsi in una delle recenti relazioni su Azienda Zero. L’ente di governance della sanità regionale istituito nel 2021 con la legge regionale numero 32, risulta ancora in ritardo. A quattro anni dalla sua nascita, il processo di subentro nelle funzioni della gestione sanitaria accentrata (GSA) e delle aziende sanitarie risulta ancora parziale. Il direttore generale non ha indicato una tempistica precisa per l’avvio delle funzioni strategiche. Secondo la Corte, questo ritardo mantiene “un quadro non ancora del tutto delineato”, con effetti negativi sulla capacità gestionale del sistema sanitario calabrese.

Forse è per questo che con una certa fretta, in totale contrasto con le norme di riferimento, e in spregio alle corrette relazioni sindacali, Azienda Zero convoca solo alcune sigle a discutere di trasferimento del personale operante nell’emergenza urgenza, con tanto di modifica di Datore di Lavoro, accampando la scusa della mancata sottoscrizione del Contratto nazionale che nulla ha a che fare con il trasferimento di funzioni e personale, materie regolate per legge sovraordinata al Contratto. Non certo un affare di poco conto, atteso che è in discussione uno sei servizi più delicati e allo stesso tempo più critici del Servizio Sanitario regionale. Lavoratori e cittadini sanno bene quanto pesano le carenze di personale in questo settore che, insieme ad una governance accentrata recentemente e disfunzionale, hanno determinato condizioni di lavoro insostenibili e gravi disservizi ai pazienti.

Stiamo parlando non di poche, ma di oltre 1200 persone che, alcuni presunti risolutori, intenderebbero, alla stregua di un gregge. trasferire in un nuovo recinto. Non attraverso una transumanza ma caricandoli in dei vagoni merci con direzione incerta.

Forse sfugge ad Azienda Zero che il trasferimento di personale tra aziende pubbliche in Italia, richiede ancora, obbligatoriamente un’informativa e una consultazione sindacale preventiva da parte di cedente e cessionario (art. 47 L. 428/1990). Particolare tutela spetta inoltre ai rappresentanti sindacali (RSU) che necessitano del nulla osta dell’organizzazione di appartenenza per essere trasferiti, per evitare condotte antisindacali. A meno che la condotta antisindacale sia diventata uno scudetto di cui fregiarsi, cosa che alle latitudini prossime alla località Germaneto di Catanzaro è ormai una regola. Come al solito si predica bene e si razzola male.

Allo stesso modo sfugge che Azienda Zero non ha la propria rappresentanza sindacale, non ha il fondo denominato “Fondo risorse decentrate” destinato alla contrattazione integrativa ed ai trattamenti accessori, tantomeno mai ha attivato un contratto decentrato Integrativo. Così, nel mentre la Calabria affoga nei suoi problemi sanitari, con la gente spesso disperata per le inefficienze e la negazione di cure, Azienda Zero apparecchia un tavolo con quattro interlocutori per decidere le sorti del personale dell’Emergenza Urgenza.

Tradotto, in pochi dovrebbero decidere le condizioni di lavoro da applicare nella nuova Azienda. Altro che il trasferimento volontario preannunciato dalla stampa!

Non meglio si prevede riguardo l’accelerazione sulla GSA le cui funzioni vengono trasferite ad Azienda Zero, ma esercitate di fatto da personale in avvalimento del Dipartimento della Salute, anche qui bypassando il confronto sindacale e senza alcuna trasparenza sulle motivazioni e i criteri di scelta sulle unità di cui avvalersi, evidentemente in ragione di una carenza palese di personale per esercitare tale fondamentale funzione.
Dovremmo chiederci perché le prime fasi che hanno riguardato altri trasferimenti di personale dalle Aziende Sanitarie Provinciali sempre ad Azienda Zero, siano stati caratterizzati da opzioni di scelta e addirittura perfezionati da colloqui. Forse il personale dell’emergenza urgenza va trattato diversamente da chi si occupava nelle ASP di gestione del personale o informatica?

Mai in Calabria nei 30 anni precedenti sono stati trasferiti da una azienda pubblica ad una altra azienda pubblica oltre 1200 persone.

Per il trasferimento di deleghe e personale dalle province alla Regione ci furono appositi tavoli tecnici alla presenza di tutti gli attori coinvolti che durarono oltre 1 anno e nel rispetto delle prerogative sindacali, i componenti delle RSU dalle province furono trasferiti in Regione mantenendo la loro carica di eletti.

Oggi, qualcuno pensa di far perdere a decine di eletti la loro carica di rappresentante dei lavoratori. Ma a chi giova questo teatrino?

La Fp Cgil e la Uil Fpl nel corso del recente incontro avuto con il presidente della giunta Regionale e i dirigenti generali in materia di sanità, hanno ampiamente chiarito che tuteleranno in tutte le sedi competenti i propri iscritti e le proprie rappresentanze. Quanto sta accadendo è un affronto alle regole democratiche e ai più elementari principi sindacali.

Dove è finita L’Azienda Zero nata per perseguire la razionalizzazione, l’integrazione e l’efficientamento dei servizi sanitari, socio-sanitari e tecnico-amministrativi del Servizio sanitario regionale, con modalità partecipative basate su percorsi improntati alla massima trasparenza, alla condivisione responsabile, nel rispetto del principio di efficienza, efficacia, razionalità ed economicità nell’impiego delle risorse?

Forse in molti non hanno riletto la Legge regionale di istituzione, oppure pensano che le modalità partecipate e la Trasparenza siano da affrontare solo con chi riverisce.

Alessandra Baldari – Segretaria Generale Fp Cgil Calabria

Walter Bloise – Segretario Generale Uil Fpl

È Ivan Potente il nuovo Segretario Fp Cgil Medici Calabria

Fp Cgil Medici Ivan Potente

È Ivan Potente, il nuovo Segretario Fp Cgil Medici Calabria. L’elezione all’unanimità è avvenuta durante una nutrita assemblea a cui ha preso parte, tra gli altri, il Segretario Nazionale Fp Cgil Andrea Filippi.

“Potente – ha affermato la Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari – è uno stimato dirigente sindacale dell’Area Vasta. La scelta è ricaduta su di lui per l’impegno che negli anni ha profuso per la categoria dei medici rappresentando un punto di riferimento. La sua esperienza lo ha reso nel tempo tra le figure più presenti e rappresentative, non solo del comparto dirigenziale, ma anche di quello della sanità pubblica.”

La Segretaria ha poi ringraziato l’uscente Segretario Generale Francesco Masotti per il lungo e meticoloso lavoro svolto che ha permesso di tenere vivo il dibattito intorno

alla figura del dirigente medico dentro e fuori la Cgil, unitamente alle rivendicazioni del settore. Un impegno portato anche nell’esecutivo nazionale della Fp Cgil Medici.

Fp Cgil ad Occhiuto: “I Centri per l’Impiego al centro di sogni differenti”

Al sogno del presidente Occhiuto, ad apertura della nuova legislatura, di aprire dei Centri per l’Impiego in Tunisia allo scopo di formare e reclutare risorse da impiegare nei cantieri calabresi si contrappone il sogno, da anni irrealizzato, della FP CGIL Calabria di vedere soddisfatte le richieste dei dipendenti dei CPI e dei cittadini disoccupati calabresi!

Un Presidente in cerca di idee volte a stupire l’opinione pubblica, ma evidentemente lontano dalla realtà, che caratterizza i CPI della nostra regione sulla quale più volte abbiamo acceso i riflettori facendo nostro il malcontento che si respira negli uffici del lavoro dislocati su tutto l’intero territorio, e che ruota intorno alla formazione.

Nel corso della precedente legislatura abbiamo evidenziato, a scadenza ravvicinata, le tante storture del sistema dei Centri per l’Impiego, dove nonostante l’attuazione del Piano di Potenziamento con il subentro di nuove risorse, il personale, oberato dalle molteplici attività, che si aggiungono periodicamente senza un’organizzazione chiara e definita, continua quotidianamente, senza alcun riconoscimento, a garantire il funzionamento della macchina amministrativa in un settore cardine a servizio dei cittadini.

Nonostante le immani risorse finanziare destinate ai Centri per l’Impiego in questi anni non si è registrato niente di significativo, se non il continuo mortificare le aspettative di crescita professionale ed economica dei dipendenti le cui esigenze rimangono giornalmente inascoltate dalla dirigenza. Luoghi, i CPI, dove la meritocrazia e la trasparenza non trovano spazio con un modus operandi reiterato e spesso alimentato da chi con non curanza non affronta le tante problematiche emerse, che arrecano disagi e una guerra tra poveri.

Sorprende che il Presidente Occhiuto pensi alla Tunisia, ma che non si sia mai interrogato sulle cause della fuga di personale e del malcontento generalizzato. Innegabile l’allontanamento dai CPI verso altri settori dell’Ente, quando possibile verso altre Amministrazioni, con condizioni di lavoro più soddisfacenti, con la possibilità di crescita e di una retribuzione più adeguata. D’altronde solo al Dipartimento Lavoro accade che una manifestazione per l’attribuzione delle Elevate Qualificazioni rimanga in attesa di definizione dopo sei mesi.

Uffici pubblici non appetibili, non sicuri, senza servizio di vigilanza, più volte sollecitato dalla FP CGIL, che espone a rischi giornalieri i dipendenti allocati in sedi inadeguate, che non offrono certo un ambiente confortevole ad un’utenza disagiata alla quale non può essere garantita nemmeno la necessaria privacy.

Un quadro desolante quello dei Centri per l’Impiego, uffici di cui il Presidente dovrebbe interessarsi un po’ più da vicino, prestando il giusto ascolto, prendendo atto della scarsa attenzione alle nostre richieste e alle situazioni limite in cui il personale è costretto ad operare, erogando servizi ad un’utenza insoddisfatta, che richiede lavoro e non formazione perenne senza alcuno sbocco occupazionale concreto perchè troppo spesso non corrispondente alle reali esigenze. Troppe le risorse destinate ad una formazione inefficace. Prima di pensare di poter esportare prassi barcollanti in altri Paesi, con ulteriore sperpero di denaro pubblico, sarebbe bene analizzare le tante lacune del sistema e rendere funzionale, appetibile anche grazie alle tante professionalità di lungo corso e dei nuovi assunti un settore così strategico e rilevante nella nostra Calabria.

Riteniamo necessario reiterare ancora una volta, – chiosa la FP CGIL Calabria – la richiesta di apertura di un tavolo costruttivo per attuare delle azioni finalizzate al benessere dei dipendenti. Ci piacerebbe, che l’avvio della nuova legislatura segnasse un cambio di passo e che l’apertura al dialogo più volte sbandierata dalla dirigenza e dalla politica si concretizzasse finalmente in un utile confronto operativo per il buon funzionamento di un servizio pubblico essenziale, visto l’alto tasso di disoccupazione registrato in Calabria, con l’impiego di risorse mirate ad una formazione efficace che non rimanga solo sulla carta utile così soltanto ad accrescere il benessere degli Enti di formazione ma non dei cittadini.

Sottoscritto il contratto decentrato della Giunta regionale. Soddisfatta Fp Cgil

È stato sottoscritto stamani il contratto decentrato 2025 dei lavoratori e delle lavoratrici della giunta della Regione Calabria. Ferdinando Schipano (Fp Cgil Calabria), Walter Bloise (Uil Fpl Calabria) e Gianluca Tedesco (Cisal Csa), oltre che il Coordinamento Rsu della Regione Calabria, esprimono profondo apprezzamento per il risultato ottenuto.

“Si tratta di un contratto – affermano – sia innovativo che migliorativo del precedente in tutti gli istituti contrattuali. Nello specifico sono state aumentata la produttività e l’indennità legata a responsabilità; è più che raddoppiata l’indennità per condizioni di lavoro. È stata prevista l’attivazione dei differenziali stipendiali e introdotto, quale strumento di welfare aziendale, un incentivo per coloro i quali viaggiano per raggiungere le varie sedi della Regione Calabria”.

“Abbiamo cercato – concludono – di dare risposte tenendo conto che il salario afferente alle categorie delle funzioni locali è il più basso all’interno della pubblica amministrazione”.

Regione Calabria, riorganizzazione senza informativa preventiva: violazione delle corrette relazioni sindacali

La FP CGIL Calabria esprime profonda preoccupazione e forte disappunto per la decisione dell’Amministrazione Regionale – o, più precisamente, del Presidente Occhiuto – di avviare un processo di riorganizzazione della struttura amministrativa senza fornire alle Organizzazioni Sindacali la preventiva informativa prevista dal vigente CCNL Funzioni Locali.

Un atto di riorganizzazione incide in modo diretto e significativo sull’organizzazione del lavoro, sulle funzioni, sulle responsabilità e sulle condizioni operative del personale. Proprio per questo, la normativa contrattuale e i principi di corrette relazioni sindacali impongono che tali processi siano preceduti da una opportuna, preventiva, trasparente e costruttiva informazione nei confronti delle rappresentanze dei lavoratori.

La mancata informazione preventiva costituisce una violazione delle corrette relazioni sindacali e rappresenta un grave arretramento rispetto ai principi di partecipazione, collaborazione e condivisione che dovrebbero caratterizzare i rapporti tra Amministrazione e parti sociali. Va inoltre chiarito che l’informativa trasmessa successivamente all’adozione dell’atto non assolve in alcun modo agli obblighi previsti dal CCNL, poiché – come espressamente stabilito – l’informazione deve essere preventiva o non serve. Un’informativa postuma, infatti, non consente alcun reale confronto né permette alle Organizzazioni Sindacali di esercitare il proprio ruolo di rappresentanza e tutela del personale.

Un simile modo di procedere non solo indebolisce il clima di fiducia e cooperazione, ma rischia anche di compromettere la stessa efficacia della riorganizzazione, che dovrebbe invece fondarsi sul coinvolgimento di chi, quotidianamente, garantisce il funzionamento della macchina amministrativa regionale.

Va ricordato, inoltre, che non è la prima volta che il Presidente Occhiuto adotta comportamenti di questo tipo: già all’inizio della precedente esperienza amministrativa si procedette con un atto di riorganizzazione senza alcuna informativa sindacale preventiva, e anche allora prima della nomina della Giunta Regionale.
Si tratta di un atteggiamento che, oltre a essere censurabile sotto il profilo del metodo, denota una visione verticistica e autoreferenziale della gestione della cosa pubblica, lontana dai principi di partecipazione e rispetto istituzionale.

Se tale impostazione può forse risultare accettabile in altri contesti politici, per la FP CGIL essa è inaccettabile. La nostra Organizzazione ribadisce con forza che concertazione e trasparenza sono elementi imprescindibili per la tutela dei lavoratori e per la costruzione di una Pubblica Amministrazione realmente efficiente, partecipata e condivisa.

La FP CGIL Calabria chiede pertanto all’Amministrazione Regionale di ristabilire immediatamente corrette relazioni sindacali, avviando un confronto serio e preventivo con le rappresentanze dei lavoratori, nel rispetto delle norme contrattuali e dei principi di buona amministrazione.

 

Il Segretario Generale

FP CGIL Calabria

Alessandra Baldari

A Lamezia attivo dei delegati e Rsu con il Segretario Nazionale Buzzanca

Attivo Fp Cgil Calabria
Si è tenuto oggi a Lamezia Terme l’attivo dei delegati e delle delegate e degli Rsu della Funzione Pubblica Cgil Calabria. L’iniziativa rientra nel percorso di iniziative collegate ai temi della manifestazione del 25 otobre!
Un momento democratico importante quello del prossimo sabato che mira a rimettere al centro dell’agenda politica quelle questioni centrali per il Paese, e ancora di più per la Calabria, che la manovra finanziaria non ha toccato o ha marginalizzato.
In occasione dell’attivo è stato presente il Segretario Fp Cgil Nazionale Federico Buzzanca, preceduto dagli interventi della Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari, del Segretario Fp Cgil Calabria Bruno Talarico, del Segretario Generale Cgil Calabria Gianfranco Trotta, nonché di numerosi delegati e rsu.
Come sindacato saremo in piazza a Roma per chiedere un rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali che consenta salari dignitosi che tengano conto dell’aumento del costo della vita, interventi sui precari ( giustizia, sanità ecc.), investimenti sulla sanità pubblica e i servizi, nonché per una vera riforma fiscale basata sulla lotta all’evasione, sull’aumento del prelievo nei confronti delle grandi ricchezze, sullo stop ai condoni e all’estensione della flat tax, per sostenere invece salari e pensioni, a partire dalla restituzione del drenaggio fiscale.
Protesteremo anche per il blocco dell’aumento dell’età pensionabile, estensione della quattordicesima e introduzione di una pensione di garanzia per i giovani, rilancio degli investimenti su innovazione, transizione energetica, contrasto ai subappalti e rafforzamento delle politiche per la sicurezza sul lavoro, lotta alla precarietà e al lavoro povero sono le principali misure che rilanciano nei confronti di Governo e Parlamento con la manifestazione, di pari passo con un fermo no all’aumento della spesa destinata agli armamenti.
Non abbassiamo la guardia!

Sciopero Servizi Ambientali, venerdì 17 ottobre sit in  davanti alla sede Anci Calabria

 

Il 17 Ottobre  in occasione dello Sciopero Nazionale Unitario dei Servizi Ambientali proclamato da Fp Cgil,  Fit Cisl, Uil Trasporti e Fiadel si terrà un sit in  davanti alla sede Anci Calabria di Catanzaro alle ore 10.

La scelta di effettuare un presidio presso la sede ANCI della Calabria è dovuta al fatto che il settore occupa nel suo complesso più di 6.000 unita, e molte di più se si tiene conto delle famiglie, e di tutte le aziende che hanno direttamene o indirettamente rapporti con gli enti locali nella gestione o esecuzione diretta o indiretta dei servizi di igiene ambientale.

 

Rivendicazioni:

  • Rafforzamento delle tutele su salute e sicurezza per tutti i profili professionali in tutte le attivita lavorative
  • Riforma del sistema di classificazione del personale
  • Contrasto alle differenze generazionali e sociali
  • Riqualificazione del TEC(Trattamento Economico Complessivo)

 

Un’ulteriore motivazione della vertenza sindacale e relativa allo stato del confronto sul diritto di sciopero nel settore, aperto su sollecitazione della Commissione di Garanzia dell’Attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali.

 

Sul possibile riordino dell’Accordo di Settore 1° marzo 2001 le Parti hanno assunto posizioni difficili da conciliare, con proposte delle Associazioni delle imprese che le Segreterie Nazionali

ritengono assolutamente da respingere.

 

Sulle proposte relative al rinnovo del CCNL, puntualmente rappresentate dalle Organizzazioni sindacali con la dettagliata esposizione delle piattaforme sindacali, si sono registrate divergenze molto ampie su alcuni temi e, su altre materie ritenute

fondamentali dalle Segreterie Nazionali, addirittura una mancanza totale di risposte da parte delle Associazioni delle imprese.

La forte rigidità delle parti datoriali sulla riforma del sistema classificatorio, il loro totale disinteresse sulle reali condizioni del lavoro, la loro dichiarata contrarietà ad un robusto rinnovo della parte economica e il tentativo di irrigidire le modalità di accesso al diritto di sciopero, insieme alla sostanziale indisponibilità al confronto sugli altri temi rappresentati nelle piattaforme sindacali, sembrano evidenziare due principali aspetti dell’approccio assunto dalle associazioni delle imprese.

Da una parte si tenta un rinnovo “al ribasso”, tutto schiacciato sul contenimento del costo del lavoro, fortemente penalizzante sul piano delle tutele e dello sviluppo delle

retribuzioni. Dall’altra si prova ad allungare i tempi della trattativa per realizzare un vantaggio economico attraverso il rinvio degli adeguamenti, normativi e salariali, che il Sindacato

ritiene indispensabili per migliorare la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori e per sostenere lo sviluppo industriale del comparto.

Un approccio di attacco al valore del lavoro, alle professionalità, al reddito di chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico essenziale per la collettività.

 

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