Archivia Dicembre 1, 2025

È Ivan Potente il nuovo Segretario Fp Cgil Medici Calabria

Fp Cgil Medici Ivan Potente

È Ivan Potente, il nuovo Segretario Fp Cgil Medici Calabria. L’elezione all’unanimità è avvenuta durante una nutrita assemblea a cui ha preso parte, tra gli altri, il Segretario Nazionale Fp Cgil Andrea Filippi.

“Potente – ha affermato la Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari – è uno stimato dirigente sindacale dell’Area Vasta. La scelta è ricaduta su di lui per l’impegno che negli anni ha profuso per la categoria dei medici rappresentando un punto di riferimento. La sua esperienza lo ha reso nel tempo tra le figure più presenti e rappresentative, non solo del comparto dirigenziale, ma anche di quello della sanità pubblica.”

La Segretaria ha poi ringraziato l’uscente Segretario Generale Francesco Masotti per il lungo e meticoloso lavoro svolto che ha permesso di tenere vivo il dibattito intorno

alla figura del dirigente medico dentro e fuori la Cgil, unitamente alle rivendicazioni del settore. Un impegno portato anche nell’esecutivo nazionale della Fp Cgil Medici.

Fp Cgil ad Occhiuto: “I Centri per l’Impiego al centro di sogni differenti”

Al sogno del presidente Occhiuto, ad apertura della nuova legislatura, di aprire dei Centri per l’Impiego in Tunisia allo scopo di formare e reclutare risorse da impiegare nei cantieri calabresi si contrappone il sogno, da anni irrealizzato, della FP CGIL Calabria di vedere soddisfatte le richieste dei dipendenti dei CPI e dei cittadini disoccupati calabresi!

Un Presidente in cerca di idee volte a stupire l’opinione pubblica, ma evidentemente lontano dalla realtà, che caratterizza i CPI della nostra regione sulla quale più volte abbiamo acceso i riflettori facendo nostro il malcontento che si respira negli uffici del lavoro dislocati su tutto l’intero territorio, e che ruota intorno alla formazione.

Nel corso della precedente legislatura abbiamo evidenziato, a scadenza ravvicinata, le tante storture del sistema dei Centri per l’Impiego, dove nonostante l’attuazione del Piano di Potenziamento con il subentro di nuove risorse, il personale, oberato dalle molteplici attività, che si aggiungono periodicamente senza un’organizzazione chiara e definita, continua quotidianamente, senza alcun riconoscimento, a garantire il funzionamento della macchina amministrativa in un settore cardine a servizio dei cittadini.

Nonostante le immani risorse finanziare destinate ai Centri per l’Impiego in questi anni non si è registrato niente di significativo, se non il continuo mortificare le aspettative di crescita professionale ed economica dei dipendenti le cui esigenze rimangono giornalmente inascoltate dalla dirigenza. Luoghi, i CPI, dove la meritocrazia e la trasparenza non trovano spazio con un modus operandi reiterato e spesso alimentato da chi con non curanza non affronta le tante problematiche emerse, che arrecano disagi e una guerra tra poveri.

Sorprende che il Presidente Occhiuto pensi alla Tunisia, ma che non si sia mai interrogato sulle cause della fuga di personale e del malcontento generalizzato. Innegabile l’allontanamento dai CPI verso altri settori dell’Ente, quando possibile verso altre Amministrazioni, con condizioni di lavoro più soddisfacenti, con la possibilità di crescita e di una retribuzione più adeguata. D’altronde solo al Dipartimento Lavoro accade che una manifestazione per l’attribuzione delle Elevate Qualificazioni rimanga in attesa di definizione dopo sei mesi.

Uffici pubblici non appetibili, non sicuri, senza servizio di vigilanza, più volte sollecitato dalla FP CGIL, che espone a rischi giornalieri i dipendenti allocati in sedi inadeguate, che non offrono certo un ambiente confortevole ad un’utenza disagiata alla quale non può essere garantita nemmeno la necessaria privacy.

Un quadro desolante quello dei Centri per l’Impiego, uffici di cui il Presidente dovrebbe interessarsi un po’ più da vicino, prestando il giusto ascolto, prendendo atto della scarsa attenzione alle nostre richieste e alle situazioni limite in cui il personale è costretto ad operare, erogando servizi ad un’utenza insoddisfatta, che richiede lavoro e non formazione perenne senza alcuno sbocco occupazionale concreto perchè troppo spesso non corrispondente alle reali esigenze. Troppe le risorse destinate ad una formazione inefficace. Prima di pensare di poter esportare prassi barcollanti in altri Paesi, con ulteriore sperpero di denaro pubblico, sarebbe bene analizzare le tante lacune del sistema e rendere funzionale, appetibile anche grazie alle tante professionalità di lungo corso e dei nuovi assunti un settore così strategico e rilevante nella nostra Calabria.

Riteniamo necessario reiterare ancora una volta, – chiosa la FP CGIL Calabria – la richiesta di apertura di un tavolo costruttivo per attuare delle azioni finalizzate al benessere dei dipendenti. Ci piacerebbe, che l’avvio della nuova legislatura segnasse un cambio di passo e che l’apertura al dialogo più volte sbandierata dalla dirigenza e dalla politica si concretizzasse finalmente in un utile confronto operativo per il buon funzionamento di un servizio pubblico essenziale, visto l’alto tasso di disoccupazione registrato in Calabria, con l’impiego di risorse mirate ad una formazione efficace che non rimanga solo sulla carta utile così soltanto ad accrescere il benessere degli Enti di formazione ma non dei cittadini.

Sottoscritto il contratto decentrato della Giunta regionale. Soddisfatta Fp Cgil

È stato sottoscritto stamani il contratto decentrato 2025 dei lavoratori e delle lavoratrici della giunta della Regione Calabria. Ferdinando Schipano (Fp Cgil Calabria), Walter Bloise (Uil Fpl Calabria) e Gianluca Tedesco (Cisal Csa), oltre che il Coordinamento Rsu della Regione Calabria, esprimono profondo apprezzamento per il risultato ottenuto.

“Si tratta di un contratto – affermano – sia innovativo che migliorativo del precedente in tutti gli istituti contrattuali. Nello specifico sono state aumentata la produttività e l’indennità legata a responsabilità; è più che raddoppiata l’indennità per condizioni di lavoro. È stata prevista l’attivazione dei differenziali stipendiali e introdotto, quale strumento di welfare aziendale, un incentivo per coloro i quali viaggiano per raggiungere le varie sedi della Regione Calabria”.

“Abbiamo cercato – concludono – di dare risposte tenendo conto che il salario afferente alle categorie delle funzioni locali è il più basso all’interno della pubblica amministrazione”.

Regione Calabria, riorganizzazione senza informativa preventiva: violazione delle corrette relazioni sindacali

La FP CGIL Calabria esprime profonda preoccupazione e forte disappunto per la decisione dell’Amministrazione Regionale – o, più precisamente, del Presidente Occhiuto – di avviare un processo di riorganizzazione della struttura amministrativa senza fornire alle Organizzazioni Sindacali la preventiva informativa prevista dal vigente CCNL Funzioni Locali.

Un atto di riorganizzazione incide in modo diretto e significativo sull’organizzazione del lavoro, sulle funzioni, sulle responsabilità e sulle condizioni operative del personale. Proprio per questo, la normativa contrattuale e i principi di corrette relazioni sindacali impongono che tali processi siano preceduti da una opportuna, preventiva, trasparente e costruttiva informazione nei confronti delle rappresentanze dei lavoratori.

La mancata informazione preventiva costituisce una violazione delle corrette relazioni sindacali e rappresenta un grave arretramento rispetto ai principi di partecipazione, collaborazione e condivisione che dovrebbero caratterizzare i rapporti tra Amministrazione e parti sociali. Va inoltre chiarito che l’informativa trasmessa successivamente all’adozione dell’atto non assolve in alcun modo agli obblighi previsti dal CCNL, poiché – come espressamente stabilito – l’informazione deve essere preventiva o non serve. Un’informativa postuma, infatti, non consente alcun reale confronto né permette alle Organizzazioni Sindacali di esercitare il proprio ruolo di rappresentanza e tutela del personale.

Un simile modo di procedere non solo indebolisce il clima di fiducia e cooperazione, ma rischia anche di compromettere la stessa efficacia della riorganizzazione, che dovrebbe invece fondarsi sul coinvolgimento di chi, quotidianamente, garantisce il funzionamento della macchina amministrativa regionale.

Va ricordato, inoltre, che non è la prima volta che il Presidente Occhiuto adotta comportamenti di questo tipo: già all’inizio della precedente esperienza amministrativa si procedette con un atto di riorganizzazione senza alcuna informativa sindacale preventiva, e anche allora prima della nomina della Giunta Regionale.
Si tratta di un atteggiamento che, oltre a essere censurabile sotto il profilo del metodo, denota una visione verticistica e autoreferenziale della gestione della cosa pubblica, lontana dai principi di partecipazione e rispetto istituzionale.

Se tale impostazione può forse risultare accettabile in altri contesti politici, per la FP CGIL essa è inaccettabile. La nostra Organizzazione ribadisce con forza che concertazione e trasparenza sono elementi imprescindibili per la tutela dei lavoratori e per la costruzione di una Pubblica Amministrazione realmente efficiente, partecipata e condivisa.

La FP CGIL Calabria chiede pertanto all’Amministrazione Regionale di ristabilire immediatamente corrette relazioni sindacali, avviando un confronto serio e preventivo con le rappresentanze dei lavoratori, nel rispetto delle norme contrattuali e dei principi di buona amministrazione.

 

Il Segretario Generale

FP CGIL Calabria

Alessandra Baldari

A Lamezia attivo dei delegati e Rsu con il Segretario Nazionale Buzzanca

Attivo Fp Cgil Calabria
Si è tenuto oggi a Lamezia Terme l’attivo dei delegati e delle delegate e degli Rsu della Funzione Pubblica Cgil Calabria. L’iniziativa rientra nel percorso di iniziative collegate ai temi della manifestazione del 25 otobre!
Un momento democratico importante quello del prossimo sabato che mira a rimettere al centro dell’agenda politica quelle questioni centrali per il Paese, e ancora di più per la Calabria, che la manovra finanziaria non ha toccato o ha marginalizzato.
In occasione dell’attivo è stato presente il Segretario Fp Cgil Nazionale Federico Buzzanca, preceduto dagli interventi della Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari, del Segretario Fp Cgil Calabria Bruno Talarico, del Segretario Generale Cgil Calabria Gianfranco Trotta, nonché di numerosi delegati e rsu.
Come sindacato saremo in piazza a Roma per chiedere un rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali che consenta salari dignitosi che tengano conto dell’aumento del costo della vita, interventi sui precari ( giustizia, sanità ecc.), investimenti sulla sanità pubblica e i servizi, nonché per una vera riforma fiscale basata sulla lotta all’evasione, sull’aumento del prelievo nei confronti delle grandi ricchezze, sullo stop ai condoni e all’estensione della flat tax, per sostenere invece salari e pensioni, a partire dalla restituzione del drenaggio fiscale.
Protesteremo anche per il blocco dell’aumento dell’età pensionabile, estensione della quattordicesima e introduzione di una pensione di garanzia per i giovani, rilancio degli investimenti su innovazione, transizione energetica, contrasto ai subappalti e rafforzamento delle politiche per la sicurezza sul lavoro, lotta alla precarietà e al lavoro povero sono le principali misure che rilanciano nei confronti di Governo e Parlamento con la manifestazione, di pari passo con un fermo no all’aumento della spesa destinata agli armamenti.
Non abbassiamo la guardia!

Pubblico Impiego, a Lamezia attivo con il Segretario Nazionale Fp Cgil 

Pubblico Impiego, a Lamezia attivo con il Segretario Nazionale Fp Cgil 

Si terrà domani 23 ottobre alle ore 10 presso il Grand Hotel Lamezia l’attivo dei delegati e degli Rsu della Funzione Pubblica Cgil. All’iniziativa parteciperanno il Segretario Generale Nazionale Fp Cgil Federico Bozzanca, il Segretario Generale Cgil Calabria Gianfranco Trotta, il Segretario Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari e il Segretario Fp Cgil Calabria Bruno Talarico.

L’evento rientra nel piano di iniziative legate alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma il prossimo 25 ottobre per rivendicare, tra l’altro, l’aumento dei salari e delle pensioni, una vera riforma fiscale, una tassazione più equa a sostegno dei redditi bassi e per dire NO al riarmo.

 

Sciopero Servizi Ambientali, venerdì 17 ottobre sit in  davanti alla sede Anci Calabria

 

Il 17 Ottobre  in occasione dello Sciopero Nazionale Unitario dei Servizi Ambientali proclamato da Fp Cgil,  Fit Cisl, Uil Trasporti e Fiadel si terrà un sit in  davanti alla sede Anci Calabria di Catanzaro alle ore 10.

La scelta di effettuare un presidio presso la sede ANCI della Calabria è dovuta al fatto che il settore occupa nel suo complesso più di 6.000 unita, e molte di più se si tiene conto delle famiglie, e di tutte le aziende che hanno direttamene o indirettamente rapporti con gli enti locali nella gestione o esecuzione diretta o indiretta dei servizi di igiene ambientale.

 

Rivendicazioni:

  • Rafforzamento delle tutele su salute e sicurezza per tutti i profili professionali in tutte le attivita lavorative
  • Riforma del sistema di classificazione del personale
  • Contrasto alle differenze generazionali e sociali
  • Riqualificazione del TEC(Trattamento Economico Complessivo)

 

Un’ulteriore motivazione della vertenza sindacale e relativa allo stato del confronto sul diritto di sciopero nel settore, aperto su sollecitazione della Commissione di Garanzia dell’Attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali.

 

Sul possibile riordino dell’Accordo di Settore 1° marzo 2001 le Parti hanno assunto posizioni difficili da conciliare, con proposte delle Associazioni delle imprese che le Segreterie Nazionali

ritengono assolutamente da respingere.

 

Sulle proposte relative al rinnovo del CCNL, puntualmente rappresentate dalle Organizzazioni sindacali con la dettagliata esposizione delle piattaforme sindacali, si sono registrate divergenze molto ampie su alcuni temi e, su altre materie ritenute

fondamentali dalle Segreterie Nazionali, addirittura una mancanza totale di risposte da parte delle Associazioni delle imprese.

La forte rigidità delle parti datoriali sulla riforma del sistema classificatorio, il loro totale disinteresse sulle reali condizioni del lavoro, la loro dichiarata contrarietà ad un robusto rinnovo della parte economica e il tentativo di irrigidire le modalità di accesso al diritto di sciopero, insieme alla sostanziale indisponibilità al confronto sugli altri temi rappresentati nelle piattaforme sindacali, sembrano evidenziare due principali aspetti dell’approccio assunto dalle associazioni delle imprese.

Da una parte si tenta un rinnovo “al ribasso”, tutto schiacciato sul contenimento del costo del lavoro, fortemente penalizzante sul piano delle tutele e dello sviluppo delle

retribuzioni. Dall’altra si prova ad allungare i tempi della trattativa per realizzare un vantaggio economico attraverso il rinvio degli adeguamenti, normativi e salariali, che il Sindacato

ritiene indispensabili per migliorare la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori e per sostenere lo sviluppo industriale del comparto.

Un approccio di attacco al valore del lavoro, alle professionalità, al reddito di chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico essenziale per la collettività.

 

Aggressione medico a Reggio, la solidarietà della Cgil

Aggressione medico a Reggio, la solidarietà della Cgil

Appresa la notizia dell’aggressione avvenuta all’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, nel Centro diagnostico di malattie polmonari, la CGIL Calabria esprime sincera e totale solidarietà alla vittima, il dr. Salvatore Tripodi.

Gli episodi di aggressione, verbali e fisiche, al personale sanitario sono tanto più dolorose quanto più questi lavoratori svolgono con dedizione (e a questo punto anche con coraggio) un servizio essenziale, bastione intoccabile della Carta Costituzionale.

La CGIL Calabria insieme alla FP CGIL Reggio Calabria  nel dire “basta” a tutto questo, non può non sottolineare come tali episodi siano il risultato di un sistema che è stato via via indebolito da scelte politiche scellerate e che adesso paga lo scotto di una grave carenza di personale, scarse risorse economiche (secondo il nuovo rapporto GIMBE, negli ultimi 3 anni sono andati alla Sanità pubblica 13,1 mld), che sono tanto più dannose in assenza di una reale programmazione.

Il personale del nostro SSR, che ha sempre prodotto di più di quanto non sia stato messo in condizioni di fare, si trova oggi intrappolato tra la trincea (garantire a tutti i costi le prestazioni)

e la vita (tutelare la propria incolumità). È tutto ciò non è tollerabile!

Il Servizio Sanitario Nazionale e quello Regionale vanno ristrutturati e rinvigoriti, alla luce dell’episodio di oggi e per tutti quelli avvenuti nel recente passato, occorre adesso avviare una riflessione serie e urgente per restituire ai professionisti della Sanità gli strumenti per fare bene il loro fondamentale lavoro.

Francesco Callea, Segretario Generale FP CGIL Area Metropolitana Reggio Calabria,

Alessandra Baldari , Segretaria generale FP CGIL Calabria

Gregorio Pititto, Segretario Regionale CGIL Area Metropolitana Reggio Calabria,

Gianfranco Trotta Segretario generale CGIL Calabria

Fp Cgil Calabria: “Servizio di emergenza-urgenza da rivedere”

I parametri di tempo che indicano l’efficacia degli interventi in emergenza-urgenza non sono fissati a caso, otto minuti per un intervento su territorio urbano e venti minuti su territorio extraurbano dovrebbero garantire la sicurezza del soccorso. Certo, non bastano ad assicurare l’esito positivo, ma sono individuati in relazione anche al tipo di patologia della persona da soccorrere”.

Lo afferma la Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari che spiega che “tale premessa non esime dall’insorgere di dubbi inquietanti, quando i tempi si dilatano più che proporzionalmente e gli esiti sono drammatici, come nel caso della piccola Carlotta i cui genitori giustamente si interrogano sulle due ore trascorse in attesa di un’ambulanza  per un trasferimento che forse avrebbe potuto salvare la vita della loro figlia”.

“Da Soverato a Catanzaro la distanza chilometrica è di 24,2 km e il tempo di percorrenza è di 22 minuti, da Maida a Soverato la distanza chilometrica è di 39,1 km e il tempo di percorrenza è di 44 minuti; la somma dei due percorsi è di 63,3 km e il tempo necessario è di 66 minuti, quindi molto maggiore del tempo previsto per un soccorso in emergenza urgenza. Ma  forse  – afferma Baldari – l’intervento richiesto per la piccola Carlotta La Croce, deceduta drammaticamente a soli 12 anni, è stato considerato un trasferimento verso altra struttura per esami di approfondimento, con un mezzo di soccorso munito di equipaggio al completo, autista, infermiere e medico e ipotizziamo, non essendoci a Soverato, l’unico disponibile era quello di stanza a Maida e quello bisognava aspettare, secondo quanto indicato dalle linee guida di organizzazione del nuovo sistema di emergenza urgenza”.

“Gli accertamenti da parte della magistratura potranno dare indicazioni sulla possibilità che la piccola Carlotta, se trasportata per tempo all’Azienda Dulbecco, si sarebbe potuta salvare o meno, data la gravità della patologia. E forse neanche su questo potremo avere certezze assolute”, dice la sindacalista che aggiunge: “Tanto premesso, però, non essendo purtroppo il primo caso, ma l’ennesimo in cui il maggior tempo necessario al soccorso abbia determinato il fondato dubbio  che lo stesso abbia contribuito all’esito tragico di chi ha perso la vita, si impone un imperativo a chi ha organizzato il servizio di emergenza urgenza in Calabria, quello di ripensarlo e di correggere tutte criticità che si sono appalesate”.

“L’efficienza dell’Emergenza Urgenza non è un elemento secondario nel Servizio Sanitario Regionale, è la porta d’ingresso per i casi più gravi, quelli in cui spesso il gioco è tra la vita e la morte e i minuti contano quanto le cure e ogni persona dovrebbe sapere di poter contare su una macchina perfetta.  Così non è perché, com’è noto, non tutte le postazioni di emergenza territoriale sono coperte, oltre una trentina  ancora mancano dei mezzi e uomini necessari; non solo, tra queste quelle sguarnite insistono su importanti località turistiche e aree interne; solo il 24 luglio sono stati pubblicati gli esiti della gara di affidamento ai privati del terzo settore del servizio ambulanza per la copertura delle postazioni territoriali sguarnite e pare che non siano sufficienti, oltre che si tratta di postazioni di base di supporto al 118. Com’è noto,  dato che le postazioni  esistenti con equipaggio al completo non sono la maggioranza, spesso gli interventi di soccorso vengono eseguiti da ambulanze demedicalizzate o da auto mediche e questo è possibile e previsto, ma non può andare bene se i casi con esito negativo si ripetono, è necessaria una valutazione certa della complessità del caso o dei rischi possibili perché il prezzo da pagare è troppo alto per chi ha bisogno di soccorso e quindi il servizio andrebbe implementato, considerando anche le caratteristiche territoriali della regione”.

“Inoltre – afferma Baldari –  mancano medici, infermieri, autisti, i mezzi ci sono ma restano fermi per rafforzare il sistema pubblico in cui il personale è insufficiente e spesso costretto ad effettuare maggiore orario di lavoro che viene remunerato con straordinario, in mancanza dell’ accordo regionale tra Dipartimento e OO.SS. sulle prestazioni aggiuntive le cui risorse destinate alla regione Calabria sono ferme da due anni”.

“Infine, è necessario implementare il servizio anche in relazione ai trasferimenti da un’Azienda all’altra per esami diagnostici dato che ad oggi secondo le direttive i pazienti devono essere accompagnati da un infermiere e, se necessario, anche da un medico del reparto che li ha in cura, creando così non solo un disservizio alla struttura, data l’accertata carenza di personale sanitario, ma anche un disagio a quel personale che nell’accompagnare con l’ambulanza i pazienti deve esercitare un ruolo improprio  che è specifico, per formazione, del personale del 118”.

“Le cittadine e i cittadini calabresi  – conclude – non possono più sopportare l’inefficienza di un servizio sanitario che deve essere risanato dalle basi: emergenza urgenza, pronto soccorso,  continuità assistenziale, liste d’attesa sono in peggioramento e, soprattutto in estate quando la popolazione aumenta ed il personale ha diritto ad andare in ferie, colmare le lacune di organizzazione e di carenza di medici, infermieri e operatori sociosanitari  è prioritario, altrimenti, mentre si sperimenta la cura, il SSR muore e con lui chi ha bisogno di assistenza immediata”. 

 

 

Arpal, Fp Cgil Calabria incontra il direttore Arpal: “Sperequazioni tra i lavoratori e promesse non mantenute”

Si è svolta nei giorni scorsi una riunione tra Fp Cgil Calabria, rappresentata dal Segretario Bruno Schipano, alcuni lavoratori del Coordinamento Fp Cgil in Arpal e il direttore generale di Arpal Pietro Manna. Durante l’incontro, più volete sollecitato da Fp, è stato appurato che le risorse che il sindacato riteneva essere aggiuntive al bilancio dell’Ente (4milioni e 350mila) destinate all’incremento ore e rimaste inutilizzate, in realtà fossero sostitutive. Mentre precedentemente, alle 18 ore dei lavoratori potevano essere aggiunte tramite un progetto obiettivo altre 18 ore con risorse finanziarie dei fondi Pac, da gennaio 2025 questa possibilità è venuta meno

Per Schipano quanto accaduto è grave e sintomo di un’opera di sperequazione nei confronti dei lavoratori all’interno dell’Arpal. Ad aggravare il quadro l’impossibilità, resa nota durante l’incontro, di storicizzare le risorse per la trasformazione dei rapporti di lavoro part time in full time. Il direttore generale Arpal ha allo stesso tempo però rassicurato sulla possibilità di procedere entro pochi mesi tramite un progetto che la Regione starebbe predisponendo.

Per quanto concerne il bilancio accessorio Manna ha affermato che sarà predisposto nel 2026 incontrando la contrarietà del sindacato che ha sottolineato come precedentemente l’Arpal avesse detto che sarebbe stato implementato nel 2025.

Il Segretario Bruno Schipano ha chiesto poi di chiarire la natura giuridica che lega i lavoratori alla Regione rivendicando la modifica della convenzione in quanto “i lavoratori di Arpal vengono utilizzati a supporto delle attività regionali, non dei dipendenti regionali. Ogni lavoratore ha una sua classificazione giuridica. Pertanto, abbiamo richiesto di definire meglio la funzione in convenzione”.

 

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