Passaggio Emergenza Urgenza ad Azienda Zero, FP CGIL Calabria: “Accentramento senza risorse, si scaricano costi e responsabilità sui territori”

L’ennesimo salto nel buio per la sanità calabrese. Così la Funzione Pubblica Cgil Calabria definisce l’accordo per il passaggio della funzione Emergenza Urgenza ad Azienda Zero.

Per il sindacato dietro c’è una visione meramente burocratica e accentratrice che non tiene conto della realtà operativa delle strutture territoriali e fa sì che ci trovi davanti all’ennesima occasione mancata.

Per il Segretario generale Bruno Schipano e il Segretario regionale Cgil Medici Ivan Potente il Servizio di Emergenza-Urgenza 118, l’elisoccorso e le reti tempo-dipendenti non possono essere gestiti da un’azienda priva di radicamento sul territorio e sprovvista di risorse umane e finanziarie autonome. Risorse che avrebbero consentito la gestione del servizio senza intaccare i già provati bilanci delle aziende territoriali provinciali.

Accentrare le funzioni a Catanzaro, lasciando il peso operativo ed economico sulle province, genererà unicamente un cortocircuito burocratico, avverte l’organizzazione sindacale che spiega che negli articoli 2 e 4 dell’accordo si conferma che Azienda Zero, per esistere operativamente, deve interamente spogliare o porre in dipendenza funzionale il personale delle singole Asp e Aziende ospedaliere territoriali, costringendole a mettere a disposizione locali, arredi, ambulanze, dispositivi medici e farmaci.

È andata persa per i Segretari l’occasione di utilizzare i meccanismi di finanziamento regionale per realizzare un incremento aggiuntivo dei fondi del personale. Accentrare le funzioni a Catanzaro, lasciando il peso operativo ed economico sulle province, genererà unicamente un cortocircuito burocratico.

L’accordo delinea un modello organizzativo schizofrenico che parcellizza le dinamiche gestionali. Da un lato Azienda Zero assume la titolarità della “governance”, della documentazione sanitaria, del risk management e dei sistemi informatici; dall’altro, scarica sulle Aziende del sistema sanitario regionale le responsabilità materiali ed economiche. Invece di snellire i processi, questo accordo introduce una farraginosa procedura di rendicontazione e validazione semestrale dei costi, costringendo i bilanci delle Asp  a fare da “banca” per Azienda Zero nell’attesa di riparti del Fondo Sanitario Regionale che avverranno solo a consuntivo.

Per Fp Cgil Calabria la direzione è quella della precarizzazione del coordinamento e delle tutele orarie con ricadute sul personale.

I lavoratori che hanno scelto di rimanere nelle aziende territoriali, verranno posti in “utilizzo funzionale” presumibilmente nelle more che Azienda Zero completi la propria dotazione organica. Prevedere una catena di comando sdoppiata creerà inevitabilmente disparità di trattamento e conflitti di competenza. Inoltre, l’affidamento del servizio di Elisoccorso su base esclusivamente “volontaria” tramite manifestazioni di interesse dimostra la totale assenza di una programmazione organica. Vi è il serio rischio che tale volontarietà porti a un’alterazione dei diritti contrattuali.

La FP CGIL vigilerà rigorosamente affinché l’organizzazione dei turni rimanga tassativamente all’interno dei limiti orari previsti dalla Legge 161/2014, a tutela della salute psicofisica dei lavoratori e della sicurezza del servizio salvavita.

Per tutte le motivazioni esposte, la FP CGIL Calabria respinge con fermezza logiche di riorganizzazione parcellizzate e accentratrici che si limitano a istituire nuovi apparati burocratici senza immettere un solo operatore sanitario in corsia o sulle ambulanze. L’emergenza-urgenza si difende esclusivamente potenziando la medicina territoriale, assumendo a tempo indeterminato e rinnovando le dotazioni direttamente nelle province.

L’organizzazione si riserva  di attivare ogni forma di mobilitazione e di denuncia pubblica consentita a tutela del diritto alla salute dei cittadini calabresi e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità.

Lea, Fp Cgil: “I dati contraddicono la propaganda. Occhiuto pensi ad assunzioni e investimenti in sanità”

“I dati sui Lea diffusi dal ministero della Salute certificano, nero su bianco, il fallimento senza appello della gestione sanitaria nella nostra regione”. Lo afferma il Segretario Generale Fp Cgil Calabria Bruno Schipano commentando il monitoraggio dei Livelli essenziali di Assistenza relativo all’anno 2024.

La FP Cgil Calabria non è sorpresa – chiarisce –  ma è indignata: la realtà quotidiana vissuta dai cittadini nei nostri ospedali e nei territori è l’esatto opposto della narrazione virtuale fatta di annunci trionfalistici e slide patinate”.

“Il Nuovo Sistema di Garanzia assegna alla medicina territoriale calabrese

un punteggio vergognoso, appena 52 punti nell’area distrettuale (la sufficienza minima è fissata a 60). Siamo l’unica regione in tutta Italia ad essere insufficiente in questa macro-area.

Questo dato non è solo un numero – ribadisce Schipano – è rappresentazione del deserto sanitario territoriale. La responsabilità politica è gravissima se si pensa che per potenziare la medicina di prossimità avevamo a disposizione la storica opportunità dei fondi PNRR”.

“Alla luce di questi risultati, l’attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità si sta rivelando un flop colossale, un’occasione clamorosamente persa. Le strutture rischiano di rimanere cattedrali nel deserto o scatole vuote perché manca una programmazione sul personale e sui servizi reali”, denuncia il Segretario Generale.

“Mentre il resto d’Italia, pur con le sue difficoltà, tenta di risalire la china o mantiene la sufficienza, la Calabria fa registrare un trend in netta diminuzione rispetto agli anni passati. Anche la prevenzione non può che considerarsi bocciata, mentre nella penisola cresce. La Calabria è una delle rarissime eccezioni in controtendenza, con performance in calo. Nell’area ospedaliera, sebbene sopra il minimo con 71 punti, si registra una preoccupante flessione. Non c’è un solo indicatore che mostri una reale inversione di tendenza. La sanità calabrese sta letteralmente perdendo pezzi nell’indifferenza di chi governa”, afferma.

“Ci rivolgiamo direttamente al presidente della Regione e Commissario ad acta, Roberto Occhiuto: i i calabresi non si curano su instagram o tramite video propagandistici. Chiediamo al governatore di mettere da parte gli slogan da social e di cominciare finalmente a fare i conti con questi risultati fallimentari. Dietro il tracollo dell’attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità e dietro quel misero 52 in pagella ci sono cittadini che rinunciano a curarsi, liste d’attesa infinite e un personale sanitario stremato e ridotto all’osso”, continua Schipano.

“La stagione dei selfie è finita – conclude – i dati del ministero la smentiscono categoricamente. Servono assunzioni immediate, investimenti strutturali e serietà, non fumo negli occhi”.

Indennità di Pronto Soccorso, Fp Cgil Calabria: “Accordo firmato senza confronto e con gravi esclusioni”

L’accordo sulle linee guida regionali per l’indennità di Pronto Soccorso, firmato presso la Regione lo scorso 25 giugno, esclude diverse figure impiegate nell’emergenza-urgenza. A denunciarlo è la Fp Cgil Calabria sottolineando di non essere stata convocata al Tavolo.

In una lettera indirizzata al presidente Occhiuto e al dipartimento regionale Salute e Servizi Sanitari, il Segretario Generale Bruno Ferdinando Bruno Schipano fa notare che l’accordo riconosce l’indennità di Pronto Soccorso esclusivamente al personale formalmente assegnato al Ps (professionisti della salute e funzionari, operatori e personale di supporto), escludendo il personale del SUEM 118, ivi comprese le Centrali Operative; i punti di primo intervento; i Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologici e Pediatrici.

“Questa esclusione è una scelta deliberata, e la FP CGIL la contesta sul piano contrattuale – afferma Schipano – L’art. 69 del CCNL Comparto Sanità 2022/2024, così come il previgente art. 107 comma 4 del CCNL 2019/2021, identifica come destinatari il personale dei servizi di emergenza-urgenza. La norma contrattuale non circoscrive l’ambito ai soli Pronto Soccorso ordinari ma, al contrario, lascia alle parti regionali il compito di individuare i servizi, in coerenza con la finalità compensativa dell’istituto, ovvero il disagio derivante dall’attività prestata in specifici contesti ad alta intensità assistenziale”.

“Il Suem 118 – ribadisce il Segretario – eroga assistenza di emergenza-urgenza sul territorio con le medesime caratteristiche di criticità, imprevedibilità e pressione psicofisica che contraddistinguono il Pronto Soccorso. I PS Ostetrico-Ginecologici e Pediatrici gestiscono urgenze che nessun professionista della salute considera ordinaria attività clinica. I PPI (Punti di primo intervento) costituiscono il primo filtro territoriale dell’emergenza. Sostenere che questi servizi non rientrino nella ratio dell’istituto richiede una giustificazione che l’accordo non fornisce”.

Per Schipano la logica applicata con l’ultimo accordo è, inoltre, in netto contrasto con i precedenti: “Si retrocede da un perimetro più ampio a uno più ristretto, in assenza di modifiche normative o contrattuali che lo giustifichino. Questa discontinuità non è solo incoerente: produce una disparità di trattamento tra lavoratori che svolgono funzioni analoghe in servizi analoghi, rispetto a quanto riconosciuto negli anni precedenti”.

“La Fp Cgil ritiene – prosegue – che la distribuzione di risorse contrattuali debba seguire criteri di equità sostanziale, non di convenienza formale. L’esclusione di interi segmenti organizzativi non riduce il monte risorse: lo concentra su una platea più ristretta, con l’effetto paradossale di premiare di più alcuni e di non riconoscere nulla ad altri che svolgono funzioni equivalenti”.

Per nulla trascurabile, inoltre, la mancata convocazione della Fp alla discussione e firma dell’accordo: “Non è un incidente isolato –  precisa Schipano – e ripropone una questione strutturale nel sistema di relazioni sindacali in Calabria: la tendenza a concludere accordi in condizioni di partecipazione incompleta, con organizzazioni convocate tardivamente o non convocate, e a non concedere tempi di riflessione adeguati su testi articolati che producono effetti economici rilevanti e pluriennali”.

“Un accordo di questa importanza – conclude il Segretario – non si firma al buio. Procedere immediatamente alla firma, ignorando i tempi minimi della democrazia sindacale, svilisce il valore della contrattazione e produce intese deboli, contestate già il giorno successivo”.

Ecco perché la Fp Cgil Calabria ha chiesto la riapertura del confronto sull’accordo del 25 giugno 2026, con convocazione di tutte le organizzazioni sindacali, in ragione della rappresentanza; la revisione del perimetro dei destinatari dell’indennità, con reintegro del SUEM 118 (incluse le Centrali Operative), dei PPI e dei PS Ostetrico-Ginecologici e Pediatrici; l’adozione di procedure che prevedano tempi minimi di trasmissione dei testi prima della firma degli accordi, garantendo a tutte le parti un esame adeguato dei contenuti.

 

Fine commissariamento: “La politica riacquisti il coraggio di spesa. Subito un incontro per l’emergenza urgenza”

La fine del Commissariamento della Sanità in Calabria rappresenta un passaggio necessario ma non sufficiente per normalizzare il governo della sanità in Calabria. Sostanzialmente è una apertura di credito che riporta la Calabria sui binari ordinari della gestione concorrente e non più sostitutiva da parte dello Stato, pur in presenza di un piano di rientro che mantiene tutti i vincoli esistenti che dovranno essere rispettati coerentemente e continuativamente fino al conseguimento del riequilibrio definitivo dei conti e al raggiungimento dei Livelli essenziali di assistenza non solo sopra la soglia minima stabilita, ma con un consolidamento tale da certificare la messa in sicurezza del Sistema Sanitario regionale. In sintesi, d’ora in avanti ogni azione volta a questi fini sarà esclusiva responsabilità della politica che avrà margini di scelta autonomi e non da concordare preventivamente con i Ministeri.

Certamente, le modalità di spesa dovranno continuare ad essere rigorose evitando sprechi e mala gestio che sono state le principali caratteristiche che hanno creato le voragini nei bilanci, ma la politica dovrà riconquistare una capacità e il coraggio di spesa sapendo individuare le priorità necessarie per dare le risposte più urgenti ai cittadini e ai lavoratori, senza più alibi.

Se il debito si è ridotto negli ultimi anni, a parte qualche norma contabile sull’approvazione dei bilanci, molto discutibile, introdotta dal Governo, è anche perché vi è stata una pesante contrazione delle spese che ha inciso su qualità e quantità dei servizi pubblici e sulla possibilità di reclutamento secondo le necessità. Specifichiamo pubblici, perché non è avvenuto nella stessa misura nei settori privati accreditati.

 Così come il conseguimento di livelli appena sopra la soglia minima in due delle macroaree, quella ospedaliera e recentemente quella della prevenzione, mancando ancora per diversi punti il conseguimento della soglia minima nell’area distrettuale, sono il frutto, insieme ad altre note ragioni su cui per brevità sorvoliamo, anche di mancati investimenti e di scelte organizzative che hanno condizionato pesantemente le mancate risposte di assistenza e cura ai cittadini da un lato e creato condizioni di disagio e malcontento per le condizioni di lavoro e quelle retributive delle operatrici e degli operatori della sanità, tutti.

Questi nuovi margini di governance, dovrebbero anche ridisegnare le relazioni con la cittadinanza, i lavoratori e le loro rappresentanze a partire dai servizi che presentano le maggiori criticità; tra questi certamente  quelli distrettuali e di prossimità, l’Emergenza Urgenza come già sottolineato più volte, i Pronto soccorso, i fabbisogni del personale e la necessità di un piano straordinario di assunzioni.

Per questo, considerando che l’ Emergenza Urgenza non è un elemento secondario nel Servizio Sanitario Regionale, ma la porta d’ingresso per i casi più gravi, quelli in cui spesso il gioco è tra la vita e la morte, i minuti contano quanto le cure e ogni persona dovrebbe sapere di poter contare su una macchina perfetta, la FP CGIL Calabria ha chiesto un incontro urgente al Presidente Occhiuto, in quanto la recente riforma del Suem 118 e il transito delle funzioni e del personale dalle Aziende Sanitarie provinciali ad Azienda Zero, al momento non hanno risolto le criticità più volte segnalate già all’avvio della riforma ai tavoli e anche a mezzo stampa riguardo l’erogazione del Servizio, anzi ne hanno create di nuove, a partire da un malcontento e un disagio diffuso tra gli operatori di ogni categoria per le condizioni giuridiche ed economiche e dell’organizzazione del lavoro sulle quali le disposizioni normative, frutto di un accordo non sottoscritto dalla Cgil, non danno certezze ed hanno generato molta confusione oltre che creare le premesse per molti contenziosi.

 La centralità e la delicatezza del Servizio di Emergenza Urgenza richiede ben altro clima per essere erogato con serenità e non si può contare solo sulla professionalità e il senso di abnegazione dei lavoratori, tutto deve funzionare bene.

Il cambiamento potrebbe iniziare da qui.

La Segretaria generale  FP CGIL Calabria Alessandra Baldari

Il Segretario CGIL Calabria Luigi Veraldi

Fp Cgil ad Occhiuto: “I Centri per l’Impiego al centro di sogni differenti”

Al sogno del presidente Occhiuto, ad apertura della nuova legislatura, di aprire dei Centri per l’Impiego in Tunisia allo scopo di formare e reclutare risorse da impiegare nei cantieri calabresi si contrappone il sogno, da anni irrealizzato, della FP CGIL Calabria di vedere soddisfatte le richieste dei dipendenti dei CPI e dei cittadini disoccupati calabresi!

Un Presidente in cerca di idee volte a stupire l’opinione pubblica, ma evidentemente lontano dalla realtà, che caratterizza i CPI della nostra regione sulla quale più volte abbiamo acceso i riflettori facendo nostro il malcontento che si respira negli uffici del lavoro dislocati su tutto l’intero territorio, e che ruota intorno alla formazione.

Nel corso della precedente legislatura abbiamo evidenziato, a scadenza ravvicinata, le tante storture del sistema dei Centri per l’Impiego, dove nonostante l’attuazione del Piano di Potenziamento con il subentro di nuove risorse, il personale, oberato dalle molteplici attività, che si aggiungono periodicamente senza un’organizzazione chiara e definita, continua quotidianamente, senza alcun riconoscimento, a garantire il funzionamento della macchina amministrativa in un settore cardine a servizio dei cittadini.

Nonostante le immani risorse finanziare destinate ai Centri per l’Impiego in questi anni non si è registrato niente di significativo, se non il continuo mortificare le aspettative di crescita professionale ed economica dei dipendenti le cui esigenze rimangono giornalmente inascoltate dalla dirigenza. Luoghi, i CPI, dove la meritocrazia e la trasparenza non trovano spazio con un modus operandi reiterato e spesso alimentato da chi con non curanza non affronta le tante problematiche emerse, che arrecano disagi e una guerra tra poveri.

Sorprende che il Presidente Occhiuto pensi alla Tunisia, ma che non si sia mai interrogato sulle cause della fuga di personale e del malcontento generalizzato. Innegabile l’allontanamento dai CPI verso altri settori dell’Ente, quando possibile verso altre Amministrazioni, con condizioni di lavoro più soddisfacenti, con la possibilità di crescita e di una retribuzione più adeguata. D’altronde solo al Dipartimento Lavoro accade che una manifestazione per l’attribuzione delle Elevate Qualificazioni rimanga in attesa di definizione dopo sei mesi.

Uffici pubblici non appetibili, non sicuri, senza servizio di vigilanza, più volte sollecitato dalla FP CGIL, che espone a rischi giornalieri i dipendenti allocati in sedi inadeguate, che non offrono certo un ambiente confortevole ad un’utenza disagiata alla quale non può essere garantita nemmeno la necessaria privacy.

Un quadro desolante quello dei Centri per l’Impiego, uffici di cui il Presidente dovrebbe interessarsi un po’ più da vicino, prestando il giusto ascolto, prendendo atto della scarsa attenzione alle nostre richieste e alle situazioni limite in cui il personale è costretto ad operare, erogando servizi ad un’utenza insoddisfatta, che richiede lavoro e non formazione perenne senza alcuno sbocco occupazionale concreto perchè troppo spesso non corrispondente alle reali esigenze. Troppe le risorse destinate ad una formazione inefficace. Prima di pensare di poter esportare prassi barcollanti in altri Paesi, con ulteriore sperpero di denaro pubblico, sarebbe bene analizzare le tante lacune del sistema e rendere funzionale, appetibile anche grazie alle tante professionalità di lungo corso e dei nuovi assunti un settore così strategico e rilevante nella nostra Calabria.

Riteniamo necessario reiterare ancora una volta, – chiosa la FP CGIL Calabria – la richiesta di apertura di un tavolo costruttivo per attuare delle azioni finalizzate al benessere dei dipendenti. Ci piacerebbe, che l’avvio della nuova legislatura segnasse un cambio di passo e che l’apertura al dialogo più volte sbandierata dalla dirigenza e dalla politica si concretizzasse finalmente in un utile confronto operativo per il buon funzionamento di un servizio pubblico essenziale, visto l’alto tasso di disoccupazione registrato in Calabria, con l’impiego di risorse mirate ad una formazione efficace che non rimanga solo sulla carta utile così soltanto ad accrescere il benessere degli Enti di formazione ma non dei cittadini.

Sottoscritto il contratto decentrato della Giunta regionale. Soddisfatta Fp Cgil

È stato sottoscritto stamani il contratto decentrato 2025 dei lavoratori e delle lavoratrici della giunta della Regione Calabria. Ferdinando Schipano (Fp Cgil Calabria), Walter Bloise (Uil Fpl Calabria) e Gianluca Tedesco (Cisal Csa), oltre che il Coordinamento Rsu della Regione Calabria, esprimono profondo apprezzamento per il risultato ottenuto.

“Si tratta di un contratto – affermano – sia innovativo che migliorativo del precedente in tutti gli istituti contrattuali. Nello specifico sono state aumentata la produttività e l’indennità legata a responsabilità; è più che raddoppiata l’indennità per condizioni di lavoro. È stata prevista l’attivazione dei differenziali stipendiali e introdotto, quale strumento di welfare aziendale, un incentivo per coloro i quali viaggiano per raggiungere le varie sedi della Regione Calabria”.

“Abbiamo cercato – concludono – di dare risposte tenendo conto che il salario afferente alle categorie delle funzioni locali è il più basso all’interno della pubblica amministrazione”.

Regione Calabria, riorganizzazione senza informativa preventiva: violazione delle corrette relazioni sindacali

La FP CGIL Calabria esprime profonda preoccupazione e forte disappunto per la decisione dell’Amministrazione Regionale – o, più precisamente, del Presidente Occhiuto – di avviare un processo di riorganizzazione della struttura amministrativa senza fornire alle Organizzazioni Sindacali la preventiva informativa prevista dal vigente CCNL Funzioni Locali.

Un atto di riorganizzazione incide in modo diretto e significativo sull’organizzazione del lavoro, sulle funzioni, sulle responsabilità e sulle condizioni operative del personale. Proprio per questo, la normativa contrattuale e i principi di corrette relazioni sindacali impongono che tali processi siano preceduti da una opportuna, preventiva, trasparente e costruttiva informazione nei confronti delle rappresentanze dei lavoratori.

La mancata informazione preventiva costituisce una violazione delle corrette relazioni sindacali e rappresenta un grave arretramento rispetto ai principi di partecipazione, collaborazione e condivisione che dovrebbero caratterizzare i rapporti tra Amministrazione e parti sociali. Va inoltre chiarito che l’informativa trasmessa successivamente all’adozione dell’atto non assolve in alcun modo agli obblighi previsti dal CCNL, poiché – come espressamente stabilito – l’informazione deve essere preventiva o non serve. Un’informativa postuma, infatti, non consente alcun reale confronto né permette alle Organizzazioni Sindacali di esercitare il proprio ruolo di rappresentanza e tutela del personale.

Un simile modo di procedere non solo indebolisce il clima di fiducia e cooperazione, ma rischia anche di compromettere la stessa efficacia della riorganizzazione, che dovrebbe invece fondarsi sul coinvolgimento di chi, quotidianamente, garantisce il funzionamento della macchina amministrativa regionale.

Va ricordato, inoltre, che non è la prima volta che il Presidente Occhiuto adotta comportamenti di questo tipo: già all’inizio della precedente esperienza amministrativa si procedette con un atto di riorganizzazione senza alcuna informativa sindacale preventiva, e anche allora prima della nomina della Giunta Regionale.
Si tratta di un atteggiamento che, oltre a essere censurabile sotto il profilo del metodo, denota una visione verticistica e autoreferenziale della gestione della cosa pubblica, lontana dai principi di partecipazione e rispetto istituzionale.

Se tale impostazione può forse risultare accettabile in altri contesti politici, per la FP CGIL essa è inaccettabile. La nostra Organizzazione ribadisce con forza che concertazione e trasparenza sono elementi imprescindibili per la tutela dei lavoratori e per la costruzione di una Pubblica Amministrazione realmente efficiente, partecipata e condivisa.

La FP CGIL Calabria chiede pertanto all’Amministrazione Regionale di ristabilire immediatamente corrette relazioni sindacali, avviando un confronto serio e preventivo con le rappresentanze dei lavoratori, nel rispetto delle norme contrattuali e dei principi di buona amministrazione.

 

Il Segretario Generale

FP CGIL Calabria

Alessandra Baldari

Arpal, Fp Cgil Calabria incontra il direttore Arpal: “Sperequazioni tra i lavoratori e promesse non mantenute”

Si è svolta nei giorni scorsi una riunione tra Fp Cgil Calabria, rappresentata dal Segretario Bruno Schipano, alcuni lavoratori del Coordinamento Fp Cgil in Arpal e il direttore generale di Arpal Pietro Manna. Durante l’incontro, più volete sollecitato da Fp, è stato appurato che le risorse che il sindacato riteneva essere aggiuntive al bilancio dell’Ente (4milioni e 350mila) destinate all’incremento ore e rimaste inutilizzate, in realtà fossero sostitutive. Mentre precedentemente, alle 18 ore dei lavoratori potevano essere aggiunte tramite un progetto obiettivo altre 18 ore con risorse finanziarie dei fondi Pac, da gennaio 2025 questa possibilità è venuta meno

Per Schipano quanto accaduto è grave e sintomo di un’opera di sperequazione nei confronti dei lavoratori all’interno dell’Arpal. Ad aggravare il quadro l’impossibilità, resa nota durante l’incontro, di storicizzare le risorse per la trasformazione dei rapporti di lavoro part time in full time. Il direttore generale Arpal ha allo stesso tempo però rassicurato sulla possibilità di procedere entro pochi mesi tramite un progetto che la Regione starebbe predisponendo.

Per quanto concerne il bilancio accessorio Manna ha affermato che sarà predisposto nel 2026 incontrando la contrarietà del sindacato che ha sottolineato come precedentemente l’Arpal avesse detto che sarebbe stato implementato nel 2025.

Il Segretario Bruno Schipano ha chiesto poi di chiarire la natura giuridica che lega i lavoratori alla Regione rivendicando la modifica della convenzione in quanto “i lavoratori di Arpal vengono utilizzati a supporto delle attività regionali, non dei dipendenti regionali. Ogni lavoratore ha una sua classificazione giuridica. Pertanto, abbiamo richiesto di definire meglio la funzione in convenzione”.

 

Ex Lsu e Lpu, fondo definanziato. I sindacati chiedono un incontro ad Occhiuto: “Pronti alla mobilitazione”

Un incontro urgente per discutere del definanziamento del Fondo ex Lsu e Lpu, scelta avvenuta da parte della Regione in maniera unilaterale e non rispettando l’accordo quadro del 14 marzo 2022. Lo chiedono Cgil Calabria, Fp Cgil Calabria e Nidil Cgil Calabria spiegando che l’accordo stabiliva che il fondo regionale, per come storicizzato, a partire dal 2022 avrebbe dovuto produrre un contributo pro-capite agli Enti utilizzatori di natura dinamica legato alle economie derivate dalle fuoriuscite di qualsiasi natura. Le risorse così accantonate avrebbero dovuto essere redistribuite sulla platea residua del bacino ex Lsu e Lpu per permettere agli Enti utilizzatori di aumentarne l’orario lavorativo.
In occasione della votazione dell’assestamento di bilancio in Consiglio regionale, è stata prevista la riduzione del fondo per oltre un milione per l’anno 2024 e di oltre 4 milioni per ciascun anno a seguire 2025 e 2026. Le risorse sono state destinate alla completa stabilizzazione dei lavoratori di Arpal Calabria. I sindacati tengono a precisare che, pur condividendo l’esigenza di reperire le risorse per la stabilizzazione di tutte le lavoratrici ed i lavoratori di Arpal, ex Azienda Calabria Lavoro, il provvedimento non ha coinvolto i sindacati e ha indotto gravi ricadute.
Infatti, le amministrazioni locali più deboli dal punto di vista finanziario, già in difficoltà in ragione dei tagli operati dalla legge di bilancio dello Stato, non avranno le risorse necessarie per incrementare l’orario dei lavoratori Lsu e Lpu e far raggiungere la piena contrattualizzazione oraria e, quindi, dopo, l’avvenuta stabilizzazione lavorativa, il diritto ad una retribuzione dignitosa, già sacrificata per molti di loro da inquadramenti sottodimensionati per semplificare i percorsi di stabilizzazione e contenere le spese.
Le organizzazioni sindacali, in attuazione ed applicazione della sottoscrizione del detto Accordo Quadro, chiedono un incontro urgente al presidente Occhiuto e all’assessore al Lavoro Calabrese annunciando in caso negativo di essere pronti a forme di protesta a tutela della dignità dei lavoratori coinvolti.

Progressioni ferme in Regione. Fp Cgil Calabria si rivolge ad Occhiuto: “Necessario un cambio di passo nella  gestione del personale”

“Quale sarà mai il problema oscuro che non consente ai bandi per le progressioni verticali da operatore esperto a istruttore e da istruttore a funzionario, pubblicati nel lontano dicembre 2023, di vedere ancora oggi, nel mese di maggio 2025, concluso il suo iter burocratico con la graduatoria definitiva?”. Lo chiede il Segretario Fp Cgil Calabria Bruno Schipano in una lettera indirizzata al presidente Occhiuto e all’assessore al Personale Filippo Pietropaolo.

“L’amministrazione regionale – afferma il sindacalista – continua incessante nella sua azione di messa a dura prova della pazienza dei dipendenti. Non ci possono essere più scusanti a fronte della registrazione di una dilatazione così esagerata della tempistica nella definizione delle procedure relative alle progressioni verticali tra le aree e ai differenziali stipendiali. La Fp Cgil non può che sposare l’incredulità dei dipendenti, che attendono dal 2008 lo sblocco delle progressioni tra le aree, per il giusto riconoscimento delle competenze possedute e maturate, e che tra l’altro dopo aver subito un colloquio valutativo non necessario, lo ribadiamo con forza ancora una volta, ora devono pure attendere, a causa di un’evidente inefficienza dirigenziale mesi e mesi la fine di questa lunga storia!”

“Non meno grave la realtà afferente la procedura dei differenziali stipendiali annualità 2023 – continua Schipano –  che coinvolge i funzionari della Giunta regionale della Calabria che, dopo avere preso visione della graduatoria provvisoria, pubblicata in netto ritardo, e segnalato tutte le storture della stessa, non sono neppure nella condizione di poter sapere se devono partecipare al nuovo, ormai vecchio bando del 2024”.

“È arrivato il momento di cambiare rotta! La tanto decantata efficiente macchina amministrativa fa, innegabilmente, acqua da tutte le parti e a farne le spese non possono essere certamente i dipendenti, i quali non vengano valorizzati e premiati come dovrebbero, nonostante il loro operato quotidiano spesso prestato in condizioni poco consone ad uffici di importante rilevanza quale dovrebbero essere quelli della Giunta regionale. Si invita – conclude – il Presidente Occhiuto e l’Assessore al Personale ad intervenire tempestivamente, affinché queste inefficienze non si elevino a sistema. Per una volta mettiamo al primo posto l’aspettativa delle lavoratrici e dei lavoratori. È importante che si lavori insieme per arrivare in tempi rapidi alla pubblicazione delle graduatorie definitive, che sono ormai aperte da troppo tempo e, più in generale, ad un cambio di passo nella gestione del personale della Regione Calabria”.

 

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