Giustizia, l’11 maggio a Catanzaro il sit in della Funzione Pubblica Cgil

“L’intero sistema giustizia rischia di venir meno alla sua funzione di servizio pubblico fondamentale se non si adottano nell’immediatezza misure necessarie”. Lo affermano Fp Cgil Calabria e Fp Cgil Area Vasta che hanno organizzato il prossimo 11 maggio un sit e in e un’assemblea sindacale con i lavoratori precari e a tempo indeterminato della giustizia.

L’iniziativa rientra nel perimetro della manifestazione nazionale “Un’altra idea di giustizia” e mira a fare il punto su vecchie e nuove criticità dell’apparato.

In particolare, il sindacato rivendica la carenza di personale che attanaglia tutti gli uffici giudiziari e denuncia come le stabilizzazioni di circa 9.368 lavoratori del Pnrr, previste per il primo luglio 2026, non basteranno a colmare i vuoti d’organico di oltre il 40 per cento.

Inoltre, sottolinea Fp Cgil, allo stato l’amministrazione lascerebbe a casa 1500 unità di lavoratori del Pnrr che dovranno sottoporsi ad un’altra procedura concorsuale con il rischio di perdere le funzioni professionali o addirittura la sede.

Per i lavoratori a tempo indeterminato la sigla punta alla riqualificazione e valorizzazione di tutto il personale tramite il riconoscimento delle competenze e professionalità acquisite, il diritto alla carriera e a posizioni organizzative negate dall’immobilismo dell’amministrazione.

Durante l’incontro dello scorso 29 aprile, la Cgil, convocata separatamente in quanto non ha sottoscritto il CCNL 2022/2024, ha espresso la sua contrarietà al nuovo ordinamento, in quanto cambia il nome “profili” in “famiglie”, confermando cancellieri e assistenti giudiziari nell’area degli assistenti e i direttori qualifica ad esaurimento come previsto nell’area dei Funzionari.

In pratica, si cambia tutto per non cambiare niente, senza prevedere le figure professionali dei lavoratori del Pnrr Aupp (addetti all’ufficio del processo), Tecnici e Data Entry.

Fp Cgil confida che l’amministrazione proceda alle progressioni verticali in deroga all’Art.18 CCNL 2019/2021, i cui fondi scadono il 30 giugno 2026, procedendo allo svuotamento dell’area degli operatori nell’area Assistenti e facendo transitare nell’area dei Funzionari il personale che svolge assistenza al magistrato in udienza, nonché dei contabili.

Infine, chiede per gli operatori giudiziari part-time stabilizzati a marzo 2026 la trasformazione del contratto a Full-Time.

Il sit in si svolgerà dalle 9.45 a piazza Matteotti, a seguire si terrà assemblea sindacale con la coordinatrice nazionale Fp Cgil Giustizia Felicia Russo presso il Tribunale Ordinario di via Argento.

Consultori, dalla CGIL analisi e proposte per tutelarli e rilanciarli

Consultori Familiari, Alessandra Baldari Fp Cgil Calabria

Si è tenuta a Reggio Calabria l’iniziativa promossa da Spi Cgil Calabria, Fp Cgil Calabria e Cgil Calabria “Consultori familiari, un bene da difendere”. All’evento, patrocinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, sono intervenuti, tra gli altri, la Segretaria Generale Spi Cgil Nazionale Tania Scacchetti e il Segretario Generale Fp Cgil Nazionale Federico Buzzanca, nonché la Dg dell’Asp di Reggio Calabria Lucia Di Furia, l’assessore al Welfare della Città Metropolitana di Reggio Calabria Lucia Anita Nucera, il Dg del Dipartimento Salute della Regione Calabria Ernesto Esposito e Serena Donati, dirigente di Ricerca dell’Iss.

Drammatica la fotografia e la geografia dei presidi calabresi.  Per legge dovrebbe esserne previsto uno ogni 20mila, ma la realtà calabrese è molto distante da questa prospettiva.

L’Asp di Catanzaro è tra le aziende provinciali quella con la forbice più ampia tra programmazione e realtà (solo 5 i consultori attivi su 17 programmati). L’Asp di Vibo Valentia ha il tasso di attivazione più basso rispetto alla popolazione (solo 3 presidi attivi), mentre l’Asp di Cosenza, nonostante il numero assoluto più alto di consultori, non riesce, a causa della vastità del territorio, a coprire con 23 centri attivi la domanda delle zone interne.

Nel territorio di Crotone il fabbisogno teorico prevede 12 consultori ma quelli attivi sono solo 4, mentre nel territorio di Reggio Calabria sono addirittura 14 i consultori mancanti.

“Il tema è riappropriarsi di un servizio importante e della sua funzione – ha affermato la Segretaria Generale Spi Cgil Nazionale Tania Scacchetti -. I consultori vanno difesi nell’ottica di un loro rilancio e di una delocalizzazione dei servizi, affinché si esca da un’ottica ospedalocentrica. Per poterlo fare servono risorse, finanziamenti e personale”.

Necessaria anche un’integrazione nei consultori dei “Spazi Argento”, luoghi dedicati alla salute delle donne over 65 e pensati per essere accessibili e intervenire su salute mentale, menopausa, screening.

Per il Segretario Generale Fp Cgil Nazionale Federico Buzzanca è urgente e necessario riappropriarsi con coraggio di una visione “femminista” della salute, adottando politiche e strategie che possano mettere al primo posto la cura della persona.

Per Fp Cgil Calabria ci sono i margini per operare delle scelte di investimento mirate da parte della Regione, entro i limiti di spesa definiti dai Ministeri affiancanti. Fatta la programmazione però, è fondamentale destinare risorse economiche adeguate a intervenire sullo stato strutturale dei presidi esistenti, dotandoli di una strumentazione moderna e colmando le carenze di personale con un piano di reclutamento a tempo indeterminato rivolto a tutte le figure professionali componenti le equipe multidisciplinari e non solo quelle di base. Importante focalizzare alcune criticità, come l’elevato tasso di obiettori di coscienza, che sfiorano il 70 per cento in Calabria.

La Cgil Calabria ha annunciato la richiesta alla Regione di un Tavolo sui consultori.

L’Obiettivo è restituire ai consultori il ruolo centrale di presidio della salute pubblica dedicato alla prevenzione, alla promozione e alla tutela della salute della donna, delle persone Lgbtqia+, dei giovani, delle coppie e delle famiglie.

All’iniziativa sono intervenuti il Segretario Generale Spi Cgil Calabria Carmelo Gullì, la Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari, la Segretaria Cgil Calabria Celeste Logiacco, la Segretaria Spi Cgil Calabria Rossella Napolano, la responsabile del Coordinamento donne SPI Calabria Ornella Catalano, il Segretario Generale Cgil Area Metropolitana Reggio Calabria Gregorio Pititto.

Giustizia, Fp Cgil invoca la stabilizzazione per tutti. Sit in domani a Catanzaro e Reggio

La notizia della stabilizzazione di 9369 precari assunti per il Pnrr conforta e gratifica l’Fp Cgil Calabria delle battaglie portate avanti. Non cambia però l’obiettivo: stabilizzazione per tutti! Ecco perché sabato 31 gennaio saremo in sit in davanti alle Corti d’Appello di Reggio Calabria e Catanzaro in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
A questo governo abbiamo molto da chiedere per il comparto giustizia, oltre alla stabilizzazione di tutti precari: nuove assunzioni, strutturazione dell’Ufficio per il processo, investimenti in tecnologia e innovazione, interventi seri sull’edilizia giudiziaria, valorizzazione di tutte le professionalità attraverso un nuovo ordinamento, passaggi economici e di area.
Ma non solo. Quest’anno l’inaugurazione dell’anno giudiziario sarà un passaggio istituzionale che si intreccia con la decisione del governo di avviare una revisione della Costituzione, aprendo uno scontro che investe direttamente l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione e incide sul lavoro quotidiano negli uffici giudiziari.
La riforma proposta non affronta i nodi strutturali del sistema. Non riduce l’arretrato, non accelera i tempi, non migliora la qualità del servizio, non rafforza i diritti di cittadinanza. Al contrario, rischia di alterare equilibri costituzionali delicati e di lasciare irrisolte, ancora una volta, le condizioni materiali in cui la giustizia opera.
La giustizia è un servizio pubblico essenziale, che vive del lavoro di migliaia di persone. Le problematiche non si superano con una revisione costituzionale, ma con scelte politiche chiare su investimenti, organizzazione e valorizzazione del lavoro. Senza stabilità, riconoscimento professionale e prospettive di crescita, nessuna riforma può produrre risultati concreti.
Bisogna investire risorse per rendere attrattivo questo ministero o si rischia la chiusura per mancanza di personale.
Sabato 31 gennaio a Reggio Calabria e Catanzaro dalle 9.30 i lavoratori della giustizia faranno sentire la loro voce!!

Giustizia, sit in della Fp Cgil il 31 gennaio davanti alla Corti d’Appello di Catanzaro e Reggio Calabria

precarigiustiziafpcgil

Stabilizzazione del personale precario, nuove assunzioni, strutturazione dell’Ufficio per il processo, investimenti in tecnologia e innovazione, interventi seri sull’edilizia giudiziaria, valorizzazione di tutte le professionalità attraverso un nuovo ordinamento, passaggi economici e di area.
Sono queste le rivendicazioni della Fp Cgil al centro dei presidi dei precari della giustizia che si terranno davanti alle Corti d’Appello di Catanzaro e Reggio Calabria sabato 31 gennaio a partire dalle 9.30 in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Quest’anno quel passaggio istituzionale si intreccia con la decisione del governo di avviare una revisione della Costituzione, aprendo uno scontro che investe direttamente l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione e incide sul lavoro quotidiano negli uffici giudiziari. La riforma proposta non affronta i nodi strutturali del sistema. Non riduce l’arretrato, non accelera i tempi, non migliora la qualità del servizio, non rafforza i diritti di cittadinanza. Al contrario, rischia di alterare equilibri costituzionali delicati e di lasciare irrisolte, ancora una volta, le condizioni materiali in cui la giustizia opera.
La giustizia è un servizio pubblico essenziale, che vive del lavoro di migliaia di persone. Con gli uffici sotto organico, i carichi di lavoro insostenibili, e senza la stabilizzazione di tutto il personale precario, le condizioni peggioreranno, con il ridursi delle lavoratrici e dei lavoratori. In più ci sono edifici inadeguati e una strumentazione informatica ancora non all’altezza dei compiti richiesti. Queste problematiche non si superano con una revisione costituzionale, ma con scelte politiche chiare su investimenti, organizzazione e valorizzazione del lavoro. Senza stabilità, riconoscimento professionale e prospettive di crescita, nessuna riforma può produrre risultati concreti.
Bisogna investire risorse per rendere attrattivo questo ministero o si rischia la chiusura per mancanza di personale, che ha un’età media di oltre 55 anni. La stabilizzazione dei 11.200 precari è un’esigenza e non una scelta, viste le carenze che si attestavano a 14.441 unità al 31 dicembre 2025 e un numero elevato e costante di pensionamenti su tutte le figure professionali. Nel triennio 2023/25 sono fuoriuscite oltre 7mila unità.

Stato di emergenza sistema ospedaliero, gli appunti della Fp Cgil Calabria al presidente-commissario Occhiuto

“La notizia dello Stato di emergenza per il sistema ospedaliero della Calabria deciso dal Governo per velocizzare i lavori finanziati col Piano di ripresa e resilienza (Pnrr) derogando le norme di legge e i vincoli di bilancio per intervenire con urgenza e con poteri staordinari contraddice tutte le dichiarazioni e le rassicurazioni annunciate dal presidente – commissario per il Piano di rientro, che fino a qualche mese fa sono state reiterate in ogni occasione”.

Lo afferma la Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari che spiega: “Il Governo, su richiesta dello stesso commissario, interviene a sancire una situazione giuridica prevista in situazioni eccezionali (che durano da 20 anni!) riguardo alla costruzione dei nuovi ospedali e che già all’epoca, proprio in ragione dell’urgenza di dare una risposta alla chiusura dei 18 ospedali e colmare le carenze della rete ospedaliera, aveva prodotto  l’attivazione di una procedura di emergenza di protezione civile durata sei anni senza conseguire alcun risultato, quindi inutile. E allora ci chiediamo, dopo tre anni di governo della sanità di quali superpoteri ha bisogno il presidente/commissario che fino a luglio 2024 ha assicurato i calabresi che tutto stesse procedendo regolarmente, anche in relazione ai progetti di riassetto territoriale con i fondi Pnrr?”

“Quali sono – continua Baldari –  gli impedimenti burocratici e i vincoli finanziari che paralizzano l’azione Commissariale che già può vantare di poteri rafforzati? Perché in Calabria non si possono appaltare regolarmente progetti e lavori in trasparenza e secondo le norme vigenti? Accadde anche 20 anni fa, è vero, ma allora l’urgenza era rappresentata dalla tempestività con la quale si riteneva necessario intervenire a compensazione di territori rimasti privi di strutture assistenziali. E non funzionò, anzi  si diede vita ad intrecci  di supporto e collaborazione con la Regione Lombardia (Infrastrutture Lombarde) che non sortirono i risultati   auspicati e per i quali la Calabria ha pagato fior di milioni”.

“Non vorremmo  – aggiunge  – che nei dodici mesi che consentiranno al commissario di Protezione civile, probabilmente lo stesso presidente/commissario, di attivarsi derogando a tutti i vincoli, siano nuovamente proposti  interventi di supporto parapubblici o pseudoprivati provenienti da altre regioni a cui non crediamo di dovere nulla e a cui abbiamo già pagato molto. E ancora ci chiediamo, data la acclarata sofferenza dei servizi per carenza di personale in tutte le strutture sanitarie, e che renderà impossibile la resa dei servizi in una sanità territoriale riformata, perché il presidente/commissario non invoca la deroga ai tetti di spesa per il reclutamento di personale  e l’abrogazione del tetto del salario accessorio del personale che rende asfittica ogni possibilità di valorizzazione dei professionisti sanitari?”

“Perché  – si domanda il sindacato –  non retribuisce con tempestività i lavoratori del pronto soccorso sulla cui indennità ci sono ritardi siderali a fronte di un accordo sottoscritto in Regione con le organizzazioni sindacali ad ottobre 2024, che ancora oggi resta imbrigliato nelle maglie di sofismi burocratici privi di fondamento giuridico? Ed infine, se è un buon segnale che alcuni dei parametri dei livelli essenziali di assistenza hanno cambiato tendenza, è da rilevare  – fa notare – che riguardo la prevenzione si indirizzano i cittadini a effettuare gli screening verso strutture private convenzionate, di fatto certificando che le strutture pubbliche non siano sufficienti, nonostante l’adesione alla convocazione agli esami di prevenzione sia ancora molto bassa in Calabria”.

“Queste  – conclude la Segretaria Generale – sono solo alcune delle preoccupazioni che, sommate a tante altre, ci convincono che il risanamento e l’efficienza del servizio sanitario regionale siano ancora molto lontani e che non si risolveranno con l’attivazione dello Stato di emergenza per dodici mesi. Essi richiedeno interventi strutturali nell’organizzazione, nella destinazione delle risorse e nel rafforzamento del personale che per essere attratto deve trovare buone condizioni di lavoro ed una giusta e puntuale retribuzione per fornire servizi tempestivi e di qualità ai calabresi”.

Furti d’auto in Cittadella: la Fp Cgil sollecita azioni immediate

“Passano i mesi ma l’inerzia della Regione Calabria è sempre più evidente e diventa ancora più inaccettabile in particolare quando trattasi di sicurezza!” – così in una nota della FP CGIL Calabria.
“Il continuo proliferare, nel parcheggio incustodito, di atti di vandalismo con la messa a segno di reiterati furti ad autoveicoli di dipendenti e cittadini, che per lavoro o per fruire di servizi pubblici accedono alla Cittadella, – evidenzia il sindacato – così come i ripetuti appelli della FP CGIL per un tempestivo intervento, oltre l’allarme da noi lanciato da oltre due anni, in ultimo, ad inizio dicembre, reso pubblico anche sulla stampa, si contrappongono nettamente all’immobilismo dell’Amministrazione regionale.”
“Gli ennesimi episodi di furto registrati negli ultimi giorni rimarcano una situazione ormai divenuta insostenibile e alla quale l’Amministrazione deve mettere un punto in tempi non più procrastinabili.”
Profonda indignazione – quella manifestata dalla FP CGIL nella giornata di martedì all’Assessore regionale al Personale Filippo Pietropaolo, accedendo i riflettori, ancora una volta, su questi gravi avvenimenti, che destano forte preoccupazione tra i dipendenti, che convivono quotidianamente con l’angoscia di finire nel mirino dei ladri con il rischio di non trovare più l’autovettura al termine del turno di lavoro o essere derubati e privati dei beni personali.
La richiesta della FP CGIL è stata chiara – “necessaria un’azione immediata e concreta con l’introduzione urgente di un sistema di videosorveglianza e un servizio di vigilanza fisico che garantisca la giusta sicurezza ai lavoratori e ai visitatori.”
Ci auguriamo – chiosano – i Segretari FP CGIL Calabria Baldari e Schipano, che l’impegno preso dall’Assessore regionale Filippo Pietropaolo di una prossima installazione del servizio di videosorveglianza non si riveli l’ennesima promessa disattesa perpetrata ai danni dei lavoratori regionali.”
La FP CGIL continuerà a monitorare la situazione “la sicurezza personale non può essere messa a continuo rischio. Siano pianificate e messe in campo tutte le misure necessarie per tutelare le lavoratrici e i lavoratori che giornalmente garantiscono il buon funzionamento dell’apparato regionale”.

Il Segretario Generale FP CGIL CalabriaAlessandra Baldari

Il Segretario FP CGIL Calabria  Ferdinando Schipano

Arpal, costituito il comitato iscritti Fp Cgil. “Insufficienti le risorse”

Durante l’assemblea dei dipendenti iscritti alla Fp Cgil dell’Agenzia Regionale Politiche Attive per il Lavoro (Arpal), tenutasi ieri a Catanzaro alla presenza della segretaria generale della Fp Cgil Calabria, Alessandra Baldari e del segretario Fp Cgil Calabria Ferdinando Bruno Schipano, si è discusso dello stato di attuazione del nuovo Ente, dopo la trasformazione di Azienda Calabria Lavoro, “ente pubblico economico”, in Agenzia Regionale per le Politiche Attive del Lavoro (Arpal), “ente pubblico non economico”, a valle di una lunghissima vertenza il cui esito positivo ha conferito all’Ente stabilità e norme certe di riferimento per l’esercizio e il rilancio di funzioni fondamentali relative al mercato del lavoro.

Durante il proficuo dibattito, è emerso chiaramente che l’Agenzia, in ragione delle risorse finanziarie ancora insufficienti, non è nelle condizioni di poter assolvere a pieno regime alla propria “mission”, quella di supportare i Centri per l’impiego nell’erogazione dei servizi per il lavoro e nelle misure di politica attiva connesse alle funzioni e ai compiti della Regione.

La dotazione organica dell’Agenzia è composta interamente da dipendenti part time, dieci dei quali con contratto di lavoro a tempo determinato. Tale condizione, oltre a rendere difficile l’attuazione delle finalità previste, desta profondo disagio tra i lavoratori, i quali aspettano da tempo la trasformazione del contratto di lavoro in full time per tutti, la modifica del rapporto di lavoro in tempo indeterminato, con l’avvio della procedura di stabilizzazione, per i dipendenti provenienti dal bacino della Legge Regionale 54 e l’obbligatoria previsione in bilancio delle risorse per la costituzione del fondo per il salario accessorio.

In questi giorni, sia il Commissario dell’Agenzia Manna, che l’assessore regionale al Lavoro  Calabrese, su sollecito della Fp Cgil, si sono favorevolmente espressi in merito alla volontà di risolvere le problematiche relative al personale. Il compito di questa O.S. è quello di vigilare affinché in tempi rapidi le promesse e gli impegni possano diventare realtà.

Alla fine della appassionata e utile discussione, al fine di strutturare le attività sindacali della Fp Cgil all’interno dell’Agenzia, è stato costituito il Comitato degli Iscritti del quale fanno parte: Paola Palermo, Daniela Rabia, Eleonora Albanese, Michela Caiafa, Antonella Pirrotta, Antonio Pileggi, Francesco Lo Bello, Maria Citraro, Rossana Renda, Francesco Zicarelli, Francesco Buni, Nunzio Zinnà, Elisa Lo Bianco, Marco Petrolo, Francesco Varì; lo stesso comitato ha stabilito di individuare quali membri Coordinatori: Francesco Lo Bello, Paola Palermo, Francesco Zicarelli, Daniela Rabia, Eleonora Albanese.

I Segretari Baldari e Schipano nel ringraziare i componenti per la disponibilità, augurano a tutti un buon e proficuo lavoro volto alla risoluzione delle tante problematiche delle lavoratrici e dei lavoratori della Agenzia.

I Segretari FP CGIL Calabria

Ferdinando Bruno Schipano                          Alessandra Baldari

Segretario alle Funzioni locali                          Segretaria Generale

Sanità, la denuncia di Fp Cgil: “Atti in violazione delle norme contrattuali.  Asp Cosenza ritiri delibera su incarichi temporanei”

Atti in violazione delle norme contrattuali e in contraddizione con gli atti prodotti dalle altre aziende. E’ quanto denunciano la Segretaria Generale Fp Cgil Calabria Alessandra Baldari e il Segretario Fp Cgil Medici Francesco Masotti facendo riferimento, in particolare, alla recente delibera dell’Azienda sanitaria di Cosenza, la n. 2632 del 5 dicembre, con la quale, confermando i Coordinatori e il Referente delle Sale operative, sono stati altresì individuati referenti, responsabili e coordinatori  temporanei  delle Pet (postazioni territoriali del Suem 118), sia dirigenti medici che infermieristici disattendo le norme vigenti.

Con tale atto – spiegano i sindacalisti –  l’Azienda ha reiterato quanto avvenuto con la nomina dei responsabili delle Sale operative, non procedendo ad emanare alcun avviso,  in contrasto, tra l’altro,  con le disposizioni delle altre aziende che avevano emanato atti di divieto di attribuzione di incarichi di coordinamento in assenza di regolare concorso

Altro neo sollevato da Baldari e Masotti è quello degli incarichi temporanei attribuiti per garantire stabilità ai servizi senza che sia chiaro se a monte ci siano stati  l’accertamento e la valutazione dei requisiti previsti per legge. Inoltre  – denunciano ancora i sindacati – ai professionisti incaricati temporaneamente non è previsto alcun  riconoscimento giuridico ed economico se non quello in godimento, ma vengono altresì assegnate attività relative a programmazione, redazione turni mensili, pronta disponibilità, responsabilità sull’utilizzo dei mezzi di soccorso e delle dotazioni strumentali sanitarie, nonché l’approvvigionamento di farmaci, presidi e dispositivi medici presso le farmacie. Tutto ciò in contrasto con le norme contrattuali che prevedono indennità e retribuzioni ad hoc per chi ricopre incarichi e responsabilità, con il prevedibile rischio di futuri e legittimi contenziosi.

Insomma un fulgido esempio di delibera pasticciata, di quelle che generano contraddizioni organizzative, disparità di trattamento, mancata chance per tutti i lavoratori che possiedono i requisiti, probabili contenziosi, mancato riconoscimento delle responsabilità delicate e importanti, mancate retribuzioni degli incarichi di responsabilità secondo il dettato contrattuale e poca trasparenza nel caso in cui questi lavoratori fossero stati individuati non per le loro specifiche competenze o fossero retribuiti per il carico di responsabilità con altri istituti, quali prestazioni aggiuntive o straordinario.

Ad ora le ripetute richieste d’incontro al direttore generale d’Azienda Zero sono state inevase. Fp Cgil  chiede un intervento definitivo sull’assetto organizzativo e gestionale per conferire stabilità all’area critica dell’Emergenza – Urgenza e il ritiro della delibera 2632 dell’Asp di Cosenza per il ripristino di condizioni di legittimità degli incarichi nel rispetto delle norme e dei contratti.

Baldari e Masotti denunciano poi un’altra importante falla: quella in capo alla Struttura regionale commissariale e al dipartimento della Salute che hanno lasciato in sospeso i provvedimenti che avrebbero prodotto diretti vantaggi ai lavoratori e alle lavoratrici del comparto e della dirigenza, atteso il mancato recepimento con DCA degli accordi sindacali sull’indennità di pronto soccorso e la mancata conseguente erogazione dei fondi già stanziati dal Governo fin dal 2021 a valere sul 2022 e riproposti nella finanziaria successiva; così come restano bloccate, in assenza di completamento degli accordi regionali con le OO.SS, le risorse per le prestazioni aggiuntive.

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